Teatro amatoriale in Friuli occidentale: il Festival Mascherini rilancia con due tappe tra Pasiano e Azzano
Nel fine settimana il cartellone porta in scena un omaggio a San Francesco e una commedia sul lavoro, con appuntamenti a Pasiano di Pordenone e Azzano Decimo.
Il fine settimana del Festival Mascherini si muove tra due palcoscenici del Friuli occidentale, confermando il ruolo della rassegna come punto di riferimento per il teatro amatoriale sul territorio. Dopo le prime serate, il programma propone adesso due nuovi appuntamenti, uno a Pasiano di Pordenone e l’altro ad Azzano Decimo.
La manifestazione, arrivata alla 17ª edizione, mette al centro compagnie provenienti da aree diverse del Nordest e continua a costruire un dialogo tra testi, linguaggi e sensibilità differenti. Per il pubblico locale significa poter seguire, a pochi chilometri da casa, spettacoli che alternano riflessione, ironia e attenzione ai temi sociali.
Due serate, due registri molto diversi
Il primo incontro è fissato per venerdì 16 ottobre alle 21 al Teatro Gozzi di Pasiano di Pordenone. In scena ci sarà la Compagnia Il Satiro Teatro di Paese, in provincia di Treviso, con “Fradeo sol comare luna”, testo di Fulvio Ervas e Roberto Cuppone, diretto dallo stesso Cuppone.
Lo spettacolo prende spunto dalla figura di Francesco d’Assisi e la restituisce in forma di ballata teatrale. Il racconto attraversa i passaggi più simbolici del suo cammino: il rifiuto della violenza, il rapporto profondo con il creato, l’ascolto degli ultimi e la ricerca di una fraternità capace di includere ogni vita.
In scena Gigi Mardegan interpreta Francesco, mentre Marco Cadorin accompagna il racconto dando corpo a più personaggi. La lingua veneta contribuisce a dare identità a una proposta che unisce poesia, leggerezza e una lettura molto umana del santo, resa attuale dai richiami alla solidarietà e al rispetto per la natura.
Ad Azzano una commedia che guarda al mondo del lavoro
Il giorno successivo, sabato 17 ottobre sempre alle 21, il festival si sposterà al Teatro Mascherini di Azzano Decimo. Qui la Compagnia dei Giovani di Trieste presenterà “Quela maledeta banca”, commedia firmata da Agostino Tommasi con la regia di Roberto Eramo.
Il punto di partenza è una situazione semplice ma molto riconoscibile: un uomo senza occupazione prova a cambiare la propria sorte coinvolgendo un vecchio amico impiegato in una banca importante. Da quell’idea iniziale si sviluppa però una catena di eventi sempre più intricata, fino a un epilogo costruito sul colpo di scena.
Attraverso il tono brillante, lo spettacolo tocca questioni che riguardano da vicino anche il presente: il valore del lavoro, le logiche aziendali spesso incomprensibili e il peso di ruoli che sembrano esistere senza una reale funzione. Ne esce una satira teatrale dal passo vivace, pensata per far sorridere ma anche per lasciare qualche domanda.
Un cartellone che prosegue fino a novembre
L’iniziativa è curata dal Comitato provinciale di Pordenone della Fita, con la collaborazione di Proscenium Teatro di Azzano Decimo e Il Teatrozzo di Pasiano di Pordenone. A sostenere la rassegna ci sono l’Assessorato al Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia e la Fondazione Friuli.
Dopo le date del 16 e 17 ottobre, il calendario continuerà sabato 24 ottobre al Teatro Mascherini con “Magazzino 18” di Simone Cristicchi, proposto dall’Associazione Claet di Ancona. La chiusura è prevista per sabato 7 novembre, sempre ad Azzano Decimo, con la serata di gala e le premiazioni finali, alla presenza di Claire D., cantante e autrice legata ai repertori jazz, soul, blues e pop.
L’ingresso agli spettacoli è previsto con biglietto unico di 8 euro, fino a esaurimento dei posti e senza prenotazione. Per il pubblico del territorio è un’occasione concreta per seguire una rassegna che continua a tenere insieme dimensione locale e apertura a esperienze artistiche provenienti da fuori regione.
Le due serate di Pasiano e Azzano confermano così la vocazione del Festival Mascherini: portare nei teatri della provincia storie capaci di parlare linguaggi diversi, dal racconto civile alla commedia, mantenendo saldo il legame con le comunità che ospitano la rassegna.