Tarcento al centro di Io Giro Fvg: la terza frazione lega sport, memoria e territorio

La corsa Under 23 ed Élite ha chiuso oggi a Tarcento la tappa partita da Latisana. Nel percorso anche i luoghi segnati dal sisma del 1976.

05 settembre 2026 18:50
Tarcento al centro di Io Giro Fvg: la terza frazione lega sport, memoria e territorio -
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Non è stato soltanto un arrivo di tappa: per Tarcento la giornata di oggi ha avuto anche un forte valore simbolico. Io Giro Friuli Venezia Giulia, gara dedicata alle categorie Élite e Under 23, ha concluso qui la sua terza frazione dopo 154 chilometri iniziati a Latisana, portando nel cuore del Friuli una tappa costruita anche attorno alla memoria del terremoto del 1976.

Il passaggio nelle aree che mezzo secolo fa furono colpite dal sisma ha dato infatti un significato ulteriore alla corsa di questa edizione. Nel cinquantesimo anniversario di quella ferita, l’arrivo tarcentino è diventato anche un richiamo al percorso di ricostruzione compiuto dalle comunità friulane.

Una tappa che parla al Friuli

Ad accogliere la corsa a Tarcento c’era anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha rimarcato il peso dell’appuntamento sia sul piano sportivo sia su quello promozionale. La manifestazione, nelle sue parole, rappresenta una presenza importante nel calendario ciclistico internazionale e allo stesso tempo una vetrina ampia per il Friuli Venezia Giulia.

Il riferimento più forte è andato però al tracciato scelto per questa edizione. L’attraversamento dei territori segnati dal sisma è stato letto come un omaggio alla capacità di rialzarsi dimostrata dal Friuli e come un pensiero rivolto a chi perse la vita nel 1976.

Tarcento come punto di arrivo e di racconto

La scelta di chiudere la frazione a Tarcento si inserisce in un disegno che unisce sport e identità regionale. Il percorso, nelle quattro giornate di gara, tocca infatti alcuni dei contesti più riconoscibili della regione, mettendo in evidenza paesaggi, centri abitati, beni storici e scorci che fanno parte dell’immagine del Friuli Venezia Giulia.

Per una località come Tarcento, l’arrivo della carovana significa quindi anche visibilità. Non solo il momento agonistico, ma un’occasione per riportare l’attenzione su una parte del territorio che, nella memoria collettiva friulana, conserva un legame profondo con la storia della ricostruzione.

Il ciclismo giovanile e il lavoro dietro la gara

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato anche il valore della manifestazione per i più giovani. Una competizione riservata a corridori Élite e Under 23 permette infatti di osservare da vicino atleti in crescita e di alimentare, soprattutto tra i ragazzi, l’interesse verso uno sport che in Friuli Venezia Giulia mantiene una tradizione radicata.

Accanto all’aspetto tecnico, è stato evidenziato il lavoro necessario per far funzionare una corsa di questo livello. I ringraziamenti sono stati rivolti alla Libertas Ceresetto, al presidente Andrea Cecchini, agli organizzatori Christian Murro e Fulvio Bulfoni, oltre che ai volontari, alle amministrazioni comunali coinvolte e alle Forze dell’ordine impegnate lungo il tracciato.

L’epilogo è in programma domenica

Dopo il traguardo di Tarcento, Io Giro Friuli Venezia Giulia si avvia verso la conclusione. L’ultima giornata è prevista per domani, 6 settembre 2026, con partenza da Cervignano del Friuli e arrivo a Brugnera.

Per Tarcento resta una tappa che va oltre il risultato sportivo: una giornata in cui il ciclismo ha incrociato la memoria del territorio e il racconto di un Friuli capace di trasformare una ricorrenza dolorosa in un momento condiviso di identità e presenza pubblica.

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