Talmassons, dai banchi al murale: i bambini del Doposcuola raccontano il cielo tra versi e astronomia
Nel paese del Medio Friuli un percorso educativo intreccia scrittura creativa, scienza e pari opportunità, con approdo finale al C.A.S.T. e a un evento pubblico nel 2026.
A Talmassons il cielo diventa un tema concreto di lavoro educativo, non soltanto un'immagine poetica. Il progetto “Il cielo è di tutti”, pensato per i bambini del Doposcuola della scuola primaria, mette insieme scrittura, osservazione del mondo e attenzione all'inclusione, con un percorso che coinvolge il paese e alcune delle sue realtà culturali più attive.
L'iniziativa prende spunto dalla filastrocca di Gianni Rodari, ma si sviluppa come un laboratorio che guarda al presente: aiutare gli alunni a esprimersi, farli avvicinare alle discipline scientifiche e proporre fin dai primi anni di scuola una riflessione su rispetto, differenze e opportunità uguali per tutti.
Un lavoro che arriverà fino al C.A.S.T.
L'esito del percorso non resterà chiuso in aula. Le poesie scritte dai bambini entreranno infatti nel murale dedicato a Margherita Hack previsto al C.A.S.T. di via Cadorna, uno dei luoghi simbolo di Talmassons per chi si interessa di astronomia e divulgazione.
L'inaugurazione dell'opera è fissata per venerdì 22 maggio 2026 e sarà accompagnata da un appuntamento aperto al pubblico. In quella occasione gli alunni leggeranno i loro testi, portando al centro della serata il lavoro svolto durante gli incontri.
Accanto ai ragazzi sono annunciati anche gli interventi degli astrofisici Edwige Pezzulli e Steno Ferluga, in una cornice che unisce produzione artistica, educazione e cultura scientifica.
Come si è sviluppato il laboratorio
A seguire il progetto è stata Maria Pina La Marca, poetessa, insegnante nella scuola primaria a Pordenone e docente di italiano per adulti stranieri. La sua esperienza in ambito interculturale ha orientato le attività verso l'ascolto, la lettura e la scrittura come strumenti per conoscersi e comunicare.
I partecipanti sono stati organizzati in due gruppi: da una parte i bambini di prima e seconda, dall'altra quelli di terza, quarta e quinta. Il lavoro è stato calibrato sulle diverse età, con esercizi pensati per far emergere emozioni, immaginazione e capacità linguistiche.
Il cielo, in questo contesto, diventa un'immagine condivisa: qualcosa che appartiene a tutti e che permette di parlare ai più piccoli di libertà, convivenza e riconoscimento reciproco, senza barriere legate a provenienza, genere o condizione sociale.
Il filo delle pari opportunità e l'incontro con la scienza
“Il cielo è di tutti” si inserisce in un cammino avviato nel 2015 insieme alla Convenzione Ambito Donna. L'obiettivo, nel tempo, è stato quello di lavorare nelle scuole su rispetto e pari opportunità, contrastando gli stereotipi e proponendo anche alle bambine un accesso più vicino e naturale alle materie STEM.
La scelta dell'astronomia non è casuale. Attraverso la poesia, il progetto prova infatti a rendere più accessibile un ambito scientifico spesso percepito come distante, costruendo un ponte tra creatività e conoscenza.
Le figure femminili al centro dell'appuntamento pubblico
La giornata del 22 maggio 2026 comprenderà anche un momento di approfondimento dedicato al ruolo delle donne nella ricerca astronomica. A parlarne sarà Edwige Pezzulli, astrofisica e divulgatrice, con un intervento pensato per offrire ai più giovani esempi concreti e vicini.
Nello stesso contesto verranno inoltre premiate tre donne friulane che si sono distinte in ambiti diversi: Silvia Marchesan, ricercatrice e docente di Chimica Organica all'Università di Trieste; Giulia Antoniali, ricercatrice e docente di Biologia Molecolare all'Università di Udine; Daniela Dose, professoressa, giornalista pubblicista e presidente dell'associazione “Matilda, mi racconti una storia?”.
Il significato dell'iniziativa è anche questo: mostrare alle nuove generazioni che il territorio friulano esprime competenze, ricerca, impegno culturale e civile capaci di diventare un riferimento reale.
La rete che sostiene il progetto in paese
Dietro al percorso c'è una collaborazione ampia tra enti, associazioni e soggetti del territorio. Hanno contribuito, oltre a Maria Pina La Marca, l'associazione Itaca Onlus, il C.A.S.T., Save Art con le artiste Valentina Azzini e Paola Moretti, Ambito Donna del Medio Friuli, l'associazione L'Istrice, l'ASP D. Moro, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Commissione Regionale per le Pari Opportunità e Primacassa Società Cooperativa di Flambro, con la collaborazione della Fondazione Progetto Autismo e delle associazioni Fameis e AFDS sezione di Talmassons.
Per Talmassons si tratta di un tassello che si inserisce in un impegno portato avanti da anni dall'amministrazione comunale, in particolare attraverso l'assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità, con iniziative rivolte a scuole, famiglie e cittadinanza.
Il progetto coincide anche con il venticinquesimo anniversario della fondazione del C.A.S.T., rafforzando il legame tra educazione, comunità locale e divulgazione scientifica.
Nel paese del Medio Friuli l'idea è chiara: usare la scuola e i linguaggi della cultura per far crescere curiosità, consapevolezza e apertura. In questo senso, il cielo scelto come simbolo dai bambini del Doposcuola non resta soltanto un tema da raccontare, ma diventa una piccola lezione civica condivisa da tutta la comunità.