Tagliamento, dal Friuli torna il pressing sulla messa in sicurezza del tratto con il Veneto

In Commissione regionale il richiamo di Maddalena Spagnolo: per Latisana e l’area di confine serve un lavoro condiviso tra le due amministrazioni.

22 ottobre 2026 15:52
Tagliamento, dal Friuli torna il pressing sulla messa in sicurezza del tratto con il Veneto -
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Il nodo resta quello che lungo il basso Tagliamento i residenti conoscono da anni: quando il fiume cresce, il tema non riguarda solo una linea amministrativa ma la tenuta di un territorio che vive a cavallo tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Da qui il nuovo richiamo arrivato in Regione sulla necessità di accelerare il confronto istituzionale.

A riportare la questione in V Commissione è stata la consigliera regionale di Futuro nazionale Maddalena Spagnolo, che ha indicato nella tutela delle comunità locali il punto da cui partire. L’attenzione, in particolare, si concentra sull’area compresa tra Latisana e San Michele al Tagliamento, dove il rischio legato alle piene del Tagliamento continua a pesare.

Il confine che divide sulle carte ma non nella vita quotidiana

Nel suo intervento, Spagnolo ha osservato come i territori di confine condividano molto più di quanto li separi: servizi, relazioni, abitudini quotidiane e una storia comune. Proprio per questo, ha sottolineato, le differenze tra comuni vicini e appartenenti a due regioni diverse non possono essere lette come un tema secondario.

Secondo la consigliera, l’ascolto delle esigenze locali è un passaggio necessario, ma non sufficiente se non viene accompagnato da scelte concrete sul piano della prevenzione. Il punto centrale, ha ribadito, resta la protezione delle persone e delle aree più esposte.

Latisana resta al centro delle preoccupazioni

Nel ragionamento portato in Commissione pesa anche la memoria delle grandi emergenze che hanno segnato il territorio. Alla vigilia dell’anniversario della seconda alluvione che colpì Latisana il 4 novembre 1966, il richiamo assume un valore particolare per una zona che continua a misurarsi con la vulnerabilità idrogeologica.

Per Spagnolo, infatti, il problema non può essere rinviato: le piene del Tagliamento rappresentano ancora un pericolo elevato soprattutto per il tratto che interessa Latisana e San Michele al Tagliamento. Un quadro che, per il Friuli, riporta al centro una questione storica mai del tutto superata.

La richiesta: lavorare insieme tra Friuli Venezia Giulia e Veneto

La consigliera ha quindi sollecitato una collaborazione più stretta tra le due Regioni, sostenendo che la risposta debba arrivare attraverso un’azione condivisa e continuativa. L’obiettivo indicato è arrivare finalmente a condizioni di maggiore sicurezza per chi vive in quest’area di confine.

Il percorso, ha riconosciuto, non è breve e non presenta soluzioni immediate. Proprio per questo, il messaggio rivolto agli amministratori è quello di non abbassare l’attenzione e di fare tutto il necessario perché il tema della messa in sicurezza non resti fermo tra competenze diverse e tempi lunghi.

Per il basso Friuli, la discussione riaperta in Commissione regionale conferma quanto la partita sul Tagliamento resti centrale: non solo come questione tecnica, ma come tema che tocca direttamente la vita delle comunità che abitano il confine ogni giorno.

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