Sul Noncello una lezione fuori dall’aula: il Vendramini prova il campo con la Protezione civile

A Pordenone 37 studenti coinvolti in un’attività pratica con 18 volontari del gruppo comunale: al centro prevenzione, territorio e cultura dell’emergenza.

23 maggio 2026 16:35
Sul Noncello una lezione fuori dall’aula: il Vendramini prova il campo con la Protezione civile -
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Una mattinata sul terreno, accanto a chi interviene quando la città deve affrontare criticità reali. A Pordenone 37 studenti dell’Istituto Vendramini hanno partecipato a un’esercitazione lungo il Noncello insieme a 18 volontari della Protezione civile comunale coordinati da Fabio Braccini.

L’iniziativa, chiamata “Insieme per gli altri”, è stata pensata come esperienza diretta per far conoscere ai ragazzi il funzionamento del sistema di protezione civile e il rapporto tra ambiente urbano, prevenzione e gestione delle emergenze.

Il progetto si è svolto con il supporto della Protezione civile regionale e ha proposto un’attività concreta: osservare il territorio, riconoscere possibili fattori di rischio e capire come si costruisce una risposta organizzata quando serve intervenire.

Il valore educativo dell’esperienza sul fiume

Per gli studenti non si è trattato soltanto di una dimostrazione tecnica. L’uscita sul Noncello ha rappresentato anche un passaggio formativo legato alla cittadinanza attiva, alla conoscenza dei luoghi della città e alla responsabilità verso la comunità.

L’assessore Mattia Tirelli ha sottolineato che la preparazione è una parte essenziale del lavoro dei volontari e che aprire queste attività ai più giovani aiuta a trasmettere senso civico, capacità di lettura del territorio e attenzione alla prevenzione. Nel suo intervento ha richiamato anche il legame tra Pordenone e il Noncello, indicato come elemento vivo dell’identità cittadina.

Sulla stessa linea l’assessore Pietro Tropeano, che ha evidenziato il significato didattico dell’esperienza accanto ai volontari: vedere da vicino come si affronta un’emergenza, ha osservato, consente ai ragazzi di acquisire strumenti che vanno oltre l’apprendimento tradizionale e rafforzano la consapevolezza del proprio ruolo nella collettività.

Il richiamo ai 50 anni dal terremoto del Friuli

L’esercitazione assume un peso ulteriore nell’anno in cui ricorrono i cinquant’anni del sisma del 1976. Il riferimento non è soltanto simbolico: richiama la necessità di mantenere viva una cultura della prevenzione e di investire sulla capacità delle comunità di prepararsi agli eventi critici.

In Friuli il tema è tornato con forza anche nelle scuole e nelle iniziative pubbliche legate alla memoria di quel terremoto. L’attività svolta a Pordenone si inserisce proprio in questo percorso, dove formazione, ricordo storico e organizzazione operativa vengono letti come parti dello stesso lavoro.

Una rete che coinvolge scuola, Comune e volontari

All’iniziativa ha preso parte anche l’onorevole Emanuele Loperfido, in una presenza che viene letta come segnale di attenzione istituzionale verso sicurezza del territorio e prevenzione. Nello stesso quadro rientrano anche strumenti e dotazioni a supporto dei gruppi operativi, come i nuovi GPS assegnati ai volontari di Fiume Veneto.

Il gruppo comunale di Protezione civile guarda già ai prossimi appuntamenti. Per la fine di settembre è infatti in preparazione una vasta esercitazione antisismica che dovrebbe coinvolgere l’intera città, proseguendo il percorso costruito insieme da Comune, Protezione civile regionale e mondo della scuola.

La giornata sul Noncello lascia così un messaggio chiaro anche per il territorio friulano: la prevenzione non riguarda solo gli addetti ai lavori, ma passa anche dalla formazione dei più giovani e dalla capacità di trasformare un’attività sul campo in un’occasione concreta di crescita civile.

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