Stupizza, Honsell rilancia dalle Valli del Natisone: «Via i controlli, il confine torni aperto»
Dal presidio al valico il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg contesta verifiche e presenza militare, chiedendo il ritorno immediato alla piena libera circolazione.
Nelle Valli del Natisone il tema del confine resta tutt’altro che astratto. A Stupizza, uno dei passaggi simbolici tra Friuli e Slovenia, il consigliere regionale Furio Honsell è intervenuto durante una mobilitazione pubblica per chiedere la fine dei controlli e il ripristino del transito libero previsto dall’area Schengen.
L’esponente di Open Sinistra Fvg ha legato la sua presa di posizione alla realtà quotidiana delle comunità che vivono lungo questa fascia di frontiera, dove attraversare il confine fa parte da anni della vita ordinaria, dei rapporti sociali e delle abitudini costruite nel tempo.
Il presidio nelle valli e la posizione del consigliere
L’iniziativa si è svolta al valico di Stupizza, in un contesto di protesta contro la presenza di controlli e militari lungo la linea con la Slovenia. Honsell, parlando a margine del presidio, ha sostenuto che l’attuale sistema di verifiche debba essere rimosso senza ulteriori rinvii.
Secondo il consigliere regionale, la scelta di mantenere questa impostazione non avrebbe ricadute utili sul piano concreto e finirebbe invece per gravare soprattutto sui territori di confine. Nella sua lettura, la misura rappresenta un costo e una decisione politica sbagliata, che colpisce chi in queste zone vive e si sposta ogni giorno.
Il richiamo a Schengen e alle scelte del governo
Nel suo intervento Honsell ha criticato la sospensione del regime di piena libera circolazione, attribuendola al governo nazionale e chiamando in causa anche il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e la sua maggioranza per il sostegno alla linea dei controlli.
Ha inoltre ricordato che, a suo giudizio, l’Unione europea spinge per un ritorno al quadro ordinario di mobilità tra i Paesi aderenti. Da qui la richiesta di rimuovere verifiche e presenza armata in un tratto di confine che, per le popolazioni locali, è tornato da tempo a essere spazio di collegamento e non di separazione.
La memoria del territorio tra divisioni e riapertura
Una parte centrale del discorso ha riguardato la storia recente di queste vallate. Honsell ha richiamato due date che per l’area di confine hanno avuto un forte valore simbolico: l’ingresso della Slovenia nell’Unione europea nel 2004 e, successivamente, l’entrata in Schengen nel 2007.
Per chi abita in queste zone, ha osservato il consigliere, quei passaggi avevano segnato la fine di una lunga stagione di cesure che nel Novecento avevano inciso profondamente su famiglie, lingua, relazioni e consuetudini. Il superamento delle barriere era stato vissuto come un cambiamento concreto, prima ancora che istituzionale.
Un tema che continua a dividere la politica friulana
La questione dei controlli al confine con la Slovenia resta infatti al centro del confronto politico in Friuli Venezia Giulia, soprattutto nei territori più vicini ai valichi. Stupizza, in questo senso, torna a essere un luogo emblematico perché mette insieme il dibattito istituzionale e l’esperienza diretta delle comunità locali.
Dal presidio è quindi arrivata una richiesta netta: riaprire pienamente il passaggio tra i due Paesi e archiviare una fase che, secondo Honsell, riporta queste vallate a una logica di frontiera che la storia recente aveva già superato.