Al valico di Stupizza torna il tema Schengen: presidio con amministratori e forze politiche

A Robič-Stupizza iniziativa sul confine orientale: chiesto all’Italia di rimuovere i controlli interni e destinare risorse ad altre priorità di sicurezza.

20 giugno 2026 18:20
Al valico di Stupizza torna il tema Schengen: presidio con amministratori e forze politiche -
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Il confine di Stupizza è tornato al centro del dibattito politico friulano con un presidio organizzato al passaggio tra Italia e Slovenia per chiedere il superamento dei controlli interni e il pieno ripristino della libera circolazione prevista da Schengen.

L’iniziativa si è svolta al valico di Stupizza-Robič e ha riunito rappresentanti istituzionali, sindacali e politici del territorio. Il punto sollevato dai partecipanti è chiaro: per chi vive e attraversa queste aree di confine, il ritorno a verifiche stabili viene considerato un passo indietro rispetto a un equilibrio europeo costruito negli anni.

La richiesta partita dal confine friulano

Tra gli interventi, quello del segretario provinciale del Pd di Udine Luca Braidotti, presente con una delegazione del partito. Davanti al gazebo allestito per la mobilitazione, Braidotti ha ribadito la contrarietà a nuove chiusure lungo i confini interni dell’Unione, sostenendo la necessità che anche l’Italia si riallinei a una gestione senza controlli ordinari, come già deciso dalla Slovenia.

Nel suo ragionamento è tornato anche il richiamo alla “prepustnica”, il lasciapassare che per lungo tempo ha segnato la quotidianità delle zone di frontiera. Un riferimento che, in un’area come quella della Benecia, assume un significato particolare perché riporta alla memoria una stagione in cui gli spostamenti erano molto più vincolati.

Il nodo delle risorse per la sicurezza

Uno dei messaggi emersi durante il presidio riguarda l’utilizzo di uomini e fondi pubblici. Secondo la posizione espressa, il personale impiegato al confine potrebbe essere destinato con maggiore efficacia ad altri ambiti, a partire dalla sicurezza urbana e dalle esigenze più avvertite nei centri abitati.

Braidotti ha insistito sul fatto che la sicurezza debba essere trattata come un interesse collettivo, non come un terreno simbolico. Nel corso dell’iniziativa è stata anche richiamata la necessità di puntare sulla cooperazione tra Stati, ritenuta più utile di controlli giudicati onerosi e poco incisivi.

Stupizza, presidio al valico Italia-Slovenia contro i controlli di frontiera
Stupizza, presidio al valico Italia-Slovenia contro i controlli di frontiera

Per il Pd provinciale udinese, quindi, il passaggio richiesto è un ritorno alla piena normalità dell’area Schengen sul versante italiano. La mobilitazione di Stupizza ha voluto dare un segnale politico preciso proprio da uno dei punti più sensibili del Friuli orientale.

Chi ha partecipato all’iniziativa

Al presidio erano presenti anche la sindaca di Savogna Tatiana Bragalini, i consiglieri regionali Furio Honsell per Open Fvg, Serena Pellegrino per Avs e Rosaria Capozzi per il M5S. Una partecipazione che ha dato alla mattinata un profilo ampio, non limitato a una sola forza politica.

Con loro anche il segretario provinciale della Cgil di Udine Emiliano Giareghi e il segretario del circolo Sinistra Italiana Cividale-Benecija Emanuel Oian. La presenza congiunta di amministratori locali, consiglieri regionali e rappresentanti del mondo sindacale ha rafforzato il carattere territoriale dell’iniziativa.

Dal valico tra Stupizza e Robič è così partita una richiesta rivolta al Governo: riportare il confine alla piena applicazione delle regole di Schengen. In un’area che vive ogni giorno il rapporto con la Slovenia, il tema resta concreto e riguarda mobilità, lavoro e relazioni tra comunità vicine.

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