Sportelli per le imprese, il Friuli Venezia Giulia cerca fondi Pnrr per rifare il sistema digitale
La Regione presenta due candidature nazionali per aggiornare il Suap usato in tutto il territorio: richiesta complessiva da 564 mila euro.
Per imprese, professionisti e uffici comunali del Friuli Venezia Giulia la partita è tutt’altro che tecnica: dal funzionamento del Suap passano infatti molte delle pratiche amministrative legate alle attività produttive. La Regione ha deciso di muoversi ora sul fronte dei fondi Pnrr, candidando il proprio sistema a due avvisi nazionali dedicati all’adeguamento digitale.
La scelta è stata autorizzata dalla Giunta regionale il 17 luglio 2026 e punta a finanziare l’ultimo tratto di un percorso già avviato negli anni scorsi. L’obiettivo è aggiornare sia la piattaforma regionale sia gli strumenti informatici utilizzati dagli enti che intervengono nei procedimenti, così da renderli compatibili con le nuove regole nazionali.
Una rete che coinvolge quasi tutto il territorio
Il portale dello Sportello unico per le attività produttive è già oggi una struttura centrale per il Friuli Venezia Giulia. Viene infatti utilizzato da 202 Comuni, un dato che mostra quanto il sistema sia radicato nell’operatività amministrativa locale.
Accanto ai municipi ci sono inoltre più di 100 amministrazioni tra enti terzi chiamati a esprimersi nelle pratiche. Per questo l’aggiornamento non riguarda solo un software, ma l’intera catena dei passaggi burocratici che interessa aziende, cittadini e pubblica amministrazione.
Quanto vale la richiesta presentata dalla Regione
La somma complessiva che il Friuli Venezia Giulia punta a ottenere è di 564 mila euro. La quota principale, pari a 375 mila euro, è destinata all’adeguamento della piattaforma Suap regionale.
Altri 189 mila euro servirebbero invece per far evolvere la componente informatica usata dagli enti terzi coinvolti nei procedimenti. Il punto chiave è l’interoperabilità: i diversi sistemi dovranno dialogare senza creare rallentamenti o incompatibilità con il nuovo ecosistema digitale nazionale.
Il percorso iniziato con AgileFVG
La nuova candidatura non nasce da zero. Si inserisce infatti in un programma di trasformazione già avviato dalla Regione attraverso AgileFVG e con precedenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’idea è completare il lavoro già impostato, valorizzando gli investimenti fatti sulle componenti applicative del sistema. In questo modo l’adeguamento non viene letto come un intervento isolato, ma come un tassello di una modernizzazione più ampia dei servizi pubblici digitali regionali.
Perché l’aggiornamento viene considerato strategico
Secondo l’assessore regionale al Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi Sebastiano Callari, il sistema regionale è dal 2013 il riferimento per i procedimenti amministrativi delle attività produttive in Friuli Venezia Giulia. L’allineamento alle nuove specifiche tecniche nazionali viene quindi considerato necessario per mantenere omogeneità nei servizi e continuità operativa.
Nella valutazione della Regione c’è anche un aspetto economico diretto: il completamento dell’innovazione verrebbe coperto integralmente con risorse Pnrr, senza effetti sul bilancio regionale. Per il territorio significherebbe poter consolidare uno strumento già diffuso nei Comuni e negli enti coinvolti, con procedure più ordinate e rapporti più semplici tra amministrazioni e sistema produttivo.