Addio ad Anna Gozzi Buliani, allo Zanon il ricordo di una prof che legava Friuli e Mitteleuropa
Nel saluto di Alberto Travain riaffiora il profilo della docente di tedesco: insegnante, guida culturale e voce di un Friuli aperto all’Europa centrale.
Non solo un’insegnante di tedesco, ma una presenza che per molti studenti ha rappresentato un modo diverso di guardare al Friuli e alla sua collocazione culturale. A Udine viene ricordata così Anna Gozzi Buliani, docente dell’Istituto Zanon scomparsa nelle scorse ore.
A darle un saluto pubblico è Alberto Travain, presidente del Fogolâr Civic di Udin e suo ex allievo, che affida al ricordo personale il ritratto di una professoressa capace di lasciare un segno ben oltre il programma scolastico. Nelle sue parole, Buliani fu una figura importante per la crescita civile e culturale di intere generazioni di ragazzi friulani.
Una lezione che andava oltre la lingua
Nel messaggio diffuso da Travain, la docente emerge come una protagonista di un insegnamento ampio, in cui la lingua tedesca diventava il punto di partenza per leggere la storia del territorio, il rapporto con il confine e il legame con l’area mitteleuropea.
Il presidente del Fogolâr Civic insiste proprio su questo tratto: Anna Gozzi Buliani viene ricordata come una convinta interprete di una cultura europea vissuta tra i banchi, con Udine e il Friuli inseriti in una trama storica più vasta, fatta di scambi, identità e memoria.
Il rapporto con gli studenti dello Zanon
Tra i passaggi più personali del ricordo c’è quello dedicato agli anni vissuti allo Zanon. Travain racconta la fiducia ricevuta dalla professoressa e cita un appellativo che lei usava per lui, “der edle Ritter”, il nobile cavaliere, espressione rimasta viva nella memoria a distanza di decenni.
Un episodio, in particolare, viene indicato come decisivo. Quando era in prima superiore, la docente lo invitò a parlare davanti a una terza classe che si preparava a una gita a Vienna. Per Travain fu un gesto importante, un riconoscimento che avrebbe inciso nel suo percorso umano e culturale.
Goethe, la marilenghe e la storia del territorio
Nel profilo tracciato dall’ex alunno, Anna Gozzi Buliani sapeva tenere insieme mondi solo in apparenza lontani. Accanto ai riferimenti alla cultura tedesca, come Goethe, trovavano spazio anche il dialetto udinese, la lingua friulana e opere come la “Cuintristorie dal Friûl” di Marchetti.
Secondo Travain, era questo uno dei tratti più originali del suo insegnamento: far capire agli studenti che conoscere una lingua significava anche comprendere meglio se stessi, la propria terra e la posizione del Friuli dentro una dimensione euroregionale.
Un profilo di confine nel cuore del Friuli
Nel ricordo trova spazio anche il legame della docente con l’area del Tarvisiano, o con Pontebba, elemento che rafforza l’immagine di una figura profondamente connessa alle terre di passaggio e al dialogo fra culture diverse.
Per questo Travain la descrive come una delle persone che hanno saputo interpretare un Friuli radicato nella sua storia ma capace di guardare oltre, verso l’Europa centrale e verso quella tradizione alpino-adriatica che ancora oggi attraversa il dibattito culturale regionale.
Il saluto finale torna infine a un riferimento preciso, la 5^E del 1988 dello Zanon, indicata come una tappa indelebile della sua formazione. E si chiude con parole rivolte direttamente alla docente: “Glück auf, Frau Buliani! Che Diu propit jal merti!”, segno di un legame che per i suoi ex studenti resta vivo anche oggi.