Spilimbergo, al Miotto un pomeriggio per capire come il Friuli si rialzò dopo il sisma

Il 22 giugno incontro pubblico tra documenti, testimonianze e confronto con L’Aquila e Modena nel segno della ricostruzione.

19 giugno 2026 11:36
Spilimbergo, al Miotto un pomeriggio per capire come il Friuli si rialzò dopo il sisma -
Condividi

Non una semplice commemorazione del terremoto, ma un’occasione per tornare sul lavoro che permise al Friuli di ripartire. A Spilimbergo, lunedì 22 giugno dalle 16, il Teatro Miotto ospiterà un appuntamento dedicato alla ricostruzione, osservata attraverso chi la visse nei cantieri, negli uffici e nelle amministrazioni.

L’incontro, intitolato “Dalle macerie alle case. Le mani che hanno ricostruito”, si inserisce nelle iniziative per i cinquant’anni dal sisma del 1976 ed è promosso da Ater Udine e Ater Pordenone. Il taglio scelto mette al centro non solo la memoria dell’emergenza, ma il percorso che riportò abitazioni, servizi e vita quotidiana nei paesi colpiti.

Per il territorio friulano il tema resta centrale: la ricostruzione viene riletta come un’esperienza collettiva capace di coinvolgere enti pubblici, tecnici, lavoratori e cittadini, fino a diventare un riferimento anche fuori regione.

A Spilimbergo una giornata sulla ricostruzione del Friuli: testimonianze, archivi e
A Spilimbergo una giornata sulla ricostruzione del Friuli: testimonianze, archivi e

Un confronto che parte dal Friuli e guarda oltre

Il programma prevede anche uno scambio con altre realtà che hanno affrontato ferite simili. Accanto all’esperienza friulana sono infatti attese Ater L’Aquila e Acer Modena, chiamate a portare il loro contributo su un tema che attraversa territori diversi: restituire una casa significa anche ricostruire relazioni, servizi e continuità per le comunità.

Questa apertura ad altri percorsi vuole trasformare la memoria in uno strumento utile per il presente, mettendo a confronto metodi, criticità e scelte che hanno segnato stagioni diverse della ricostruzione in Italia.

Il programma dell’iniziativa al Teatro Miotto

A guidare il pomeriggio sarà la giornalista e scrittrice Luana de Francisco, firma del Messaggero Veneto. L’avvio è affidato alla testimonianza del vigile del fuoco Giorgio Godina, cui seguiranno i saluti istituzionali.

Nel corso dell’evento troveranno spazio il reading “Voci della ricostruzione”, un confronto con alcuni protagonisti di quegli anni e la tavola rotonda “Oltre le macerie. Ricostruire le case, ricostruire le comunità”. L’impianto dell’incontro punta quindi a unire racconto umano, memoria pubblica e lettura tecnica di ciò che avvenne dopo il sisma.

A Spilimbergo una giornata sulla ricostruzione del Friuli: testimonianze, archivi e
A Spilimbergo una giornata sulla ricostruzione del Friuli: testimonianze, archivi e

Carte, progetti e fotografie per raccontare il lavoro meno visibile

All’interno del teatro sarà proposta anche una mostra documentaria costruita con materiali provenienti dagli archivi delle Ater e degli altri soggetti coinvolti. Il percorso raccoglie delibere, planimetrie, fotografie, progetti e atti amministrativi che accompagnarono la fase della rinascita.

Si tratta di un patrimonio spesso meno noto del racconto pubblico sul terremoto, ma decisivo per comprendere come furono rimessi in piedi alloggi, servizi e centri abitati. Accanto alla mostra troverà spazio anche “Il mosaico delle mani”, installazione partecipativa pensata con il contributo del pubblico e degli ospiti presenti.

Chi sostiene l’appuntamento e a chi si rivolge

L’iniziativa nasce con il supporto della Direzione centrale Infrastrutture e Territorio della Regione Friuli Venezia Giulia e con la collaborazione del Comune di Spilimbergo, Federcasa, Anci FVG, Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, Associazione Sindaci Emeriti del Friuli Venezia Giulia, CRAF e Scuola Mosaicisti del Friuli.

A Spilimbergo una giornata sulla ricostruzione del Friuli: testimonianze, archivi e
A Spilimbergo una giornata sulla ricostruzione del Friuli: testimonianze, archivi e

Il pubblico a cui guarda l’evento è ampio: ex dipendenti e collaboratori delle Ater, amministratori, professionisti del settore casa, ma anche cittadini, studenti e giovani tecnici interessati a rileggere una delle pagine più importanti della storia recente friulana.

Il richiamo delle Ater: ricordare ciò che venne costruito

In una nota congiunta, il presidente di Ater Pordenone Mauro Candido e la presidente di Ater Udine Vanessa Colosetti spiegano che l’obiettivo, a mezzo secolo dal terremoto, è riportare l’attenzione non soltanto su quanto andò perduto, ma soprattutto sul lavoro condiviso che rese possibile la ripartenza.

Secondo i due presidenti, furono proprio la collaborazione tra istituzioni, Comuni, enti dell’edilizia pubblica, tecnici, lavoratori e cittadini a permettere di restituire case e fiducia ai territori colpiti. Da qui anche la scelta di coinvolgere L’Aquila e Modena, per mettere in dialogo esperienze differenti ma accomunate dalla stessa responsabilità verso le comunità.

A Spilimbergo una giornata sulla ricostruzione del Friuli: testimonianze, archivi e
A Spilimbergo una giornata sulla ricostruzione del Friuli: testimonianze, archivi e

Oggi Ater Udine gestisce 8.695 alloggi con oltre 15 mila residenti, mentre Ater Pordenone amministra 3.800 alloggi abitati da più di 8 mila persone. Numeri che, nelle intenzioni dei promotori, legano il ricordo della ricostruzione al ruolo che l’edilizia pubblica continua ad avere in Friuli anche nel presente.

Segui Prima Friuli