Frontiere più libere verso i Balcani: la Slovenia toglie i controlli con Croazia e Ungheria

Per chi parte dal Friuli cambia soprattutto il viaggio su strada: meno verifiche ai valichi sloveni e traffico atteso più regolare.

12 giugno 2026 20:49
Frontiere più libere verso i Balcani: la Slovenia toglie i controlli con Croazia e Ungheria -
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Per chi dal Friuli si muove in auto o con mezzi commerciali verso l'area balcanica, la novità è immediata: la Slovenia ha eliminato i controlli temporanei ai confini interni con Croazia e Ungheria, con un effetto diretto sulla percorrenza lungo le rotte più utilizzate verso Est.

La comunicazione è arrivata dal ministero dell'Interno e della Pubblica amministrazione di Lubiana. La scelta mette fine a un assetto straordinario che aveva inciso anche sui collegamenti usati da pendolari, autotrasportatori e viaggiatori in partenza dal Friuli Venezia Giulia.

Un passaggio che riguarda anche il Friuli

Per il territorio friulano il tema non è secondario. I collegamenti attraverso la Slovenia rappresentano infatti un corridoio importante sia per gli spostamenti privati sia per il trasporto delle merci dirette verso Croazia, Ungheria e più in generale verso l'Europa orientale.

Il cambiamento più evidente riguarda la riduzione delle verifiche fisse ai passaggi di frontiera interessati dal provvedimento. Nei periodi di maggior traffico questo dovrebbe tradursi in un attraversamento più lineare e in tempi meno incerti lungo le principali direttrici stradali.

Si chiude la fase aperta nel 2023

I controlli erano stati reintrodotti nell'ottobre 2023 e successivamente estesi più volte. La decisione era stata motivata dal peggioramento del quadro internazionale della sicurezza e dal timore di un aumento del rischio legato al terrorismo.

In quel contesto anche l'Italia aveva ripristinato le verifiche lungo il confine con la Slovenia. Ora Lubiana sceglie però di cambiare impostazione almeno sui tratti che la collegano a Croazia e Ungheria, interrompendo in anticipo una linea che, secondo le indicazioni diffuse nei mesi scorsi, sarebbe potuta proseguire fino al 21 dicembre 2026.

Più mobilità ai valichi, ma la vigilanza resta

La revoca non equivale a una rinuncia ai controlli di sicurezza. Il governo sloveno punta a spostare l'attenzione dal presidio fisso ai valichi a forme di monitoraggio più mirate, con verifiche selettive, presenza operativa sul territorio e collaborazione rafforzata con le forze di polizia dei Paesi vicini.

Tra gli strumenti annunciati ci sono anche pattuglie congiunte e uno scambio più stretto di informazioni operative. In sostanza, diminuisce il peso delle verifiche sistematiche alla frontiera, ma resta attiva una rete di sorveglianza nelle aree considerate più sensibili.

Per chi parte dal Friuli, il risultato atteso è soprattutto pratico: viaggi più fluidi verso Croazia e Ungheria, con meno rallentamenti ai passaggi sloveni e una circolazione che torna più vicina allo schema ordinario dell'area Schengen.

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