Il sisma del Friuli diventa spettacolo: al Giovanni da Udine arriva "55 secondi"

Nel cinquantesimo del terremoto, debutto il 6 maggio a Udine per la nuova produzione di FVG Orchestra firmata da Fiorenza Cedolins.

05 maggio 2026 10:32
Il sisma del Friuli diventa spettacolo: al Giovanni da Udine arriva "55 secondi" -
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La memoria del 1976 entra in teatro e sceglie il linguaggio della scena musicale per tornare a parlare al Friuli di oggi. Mercoledì 6 maggio 2026, nel giorno esatto del cinquantesimo anniversario del terremoto, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ospiterà la prima di 55 secondi, nuovo allestimento prodotto da FVG Orchestra.

L'appuntamento è fissato per le 20.30 e porta sul palco un progetto costruito attorno a una delle ferite più profonde della storia regionale, ma con lo sguardo rivolto soprattutto a ciò che venne dopo: la ricostruzione, il legame tra le comunità, la capacità di rialzarsi.

L'iniziativa è realizzata con il contributo speciale della Regione Friuli Venezia Giulia e con il sostegno di AMIL Holding e Danieli Group. Il titolo richiama 55 secondi… una eternità, testo di Padre David Maria Turoldo dedicato alla devastazione lasciata dal sisma.

Un anniversario che diventa racconto scenico

L'opera nasce da un'idea di Fiorenza Cedolins, che ne firma anche scrittura e cura artistica. Il lavoro prende forma come un racconto teatrale contemporaneo dove convivono registri diversi: canto, parola, partitura orchestrale, danza e suggestioni del musical.

Le musiche originali sono di Cristian Carrara, mentre sul podio ci sarà Paolo Paroni. La regia, insieme a scene e costumi, è affidata a Ivan Stefanutti; le coreografie portano la firma di Federica Comello. L'impianto narrativo attraversa quattro generazioni e intreccia italiano, friulano e triestino, inserendo anche richiami a Pier Paolo Pasolini e allo stesso Turoldo.

Al centro non c'è soltanto il momento della distruzione. La vicenda mette in fila la vita di paese, la memoria familiare, il crollo improvviso e poi la ricomposizione di un'identità collettiva che passa attraverso il lavoro e la solidarietà.

Una produzione ampia, con molti protagonisti friulani

L'allestimento coinvolge più di cento persone. In scena e in buca ci saranno i 40 musicisti della FVG Orchestra, il Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell'Oste, le voci bianche de I Pueri Cantores del Duomo di Udine guidate da Annamaria Dell'Oste, i danzatori di Axis Danza e dodici solisti.

Il comparto visivo comprende i video ideati e realizzati da Stefano Bergomas e il disegno luci di Claudio Schmid. La produzione fa capo all'Istituzione Musicale e Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, FVG Orchestra.

Il cast raccoglie in larga misura artisti legati al territorio. Andrea Binetti interpreterà Don Andrea, parroco del paese; Iolanda Massimo sarà Cati, figura centrale della famiglia. Licia Piermatteo vestirà i panni di Rosa e della figlia Maria, mentre Francesco Bossi sarà Bepi e Andrea Piazza darà volto a Pieri.

Tra gli altri interpreti figurano Stefania Seculin nei ruoli di Margherita e Lùzia, Federico Lepre come Meni e garzone della bottega, Marianna Acito come Samantha, anziana vicina e amica di Maria, e Amina Sandrini nel doppio ruolo di Kevin e maestra del catechismo. Askar Lashkin interpreterà il presidente della Proloco e un operaio, mentre Giovanni Nistri sarà il sindaco. Previsto anche un breve intervento fuori scena della stessa Cedolins.

Dal ricordo personale a una storia condivisa

Nel gruppo di lavoro figurano inoltre Filippo Tadolini come assistente alla regia e alla scenografia, Nicolao Atelier Venezia per i costumi, Stefano Laudato alla direzione degli allestimenti, Anna Bellini per la direzione di produzione, Francesco Castellana come direttore musicale di palcoscenico e i maestri di sala Andrea Furlan e Gabriele Perrelli.

Nelle intenzioni dell'ideatrice, il progetto parte da un vissuto intimo per allargarsi a una memoria collettiva che appartiene all'intero Friuli. L'obiettivo è parlare prima di tutto ai friulani, affidando però questa pagina di storia a una forma capace di uscire dai confini regionali.

Per Udine e per il pubblico friulano, la serata del 6 maggio non sarà soltanto un debutto artistico. Sarà anche un modo per rileggere, attraverso il teatro musicale, una vicenda che continua a segnare identità, coscienza civile e idea di comunità.

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