Senologia, da Tolmezzo torna il nodo dei servizi: Liguori richiama le 20mila firme

La consigliera regionale contesta le parole dell’assessore Riccardi e riapre il confronto sull’accentramento degli interventi a San Daniele.

20 ottobre 2026 14:20
Senologia, da Tolmezzo torna il nodo dei servizi: Liguori richiama le 20mila firme -
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Nel dibattito sulla sanità in montagna torna al centro il caso della chirurgia senologica legata all’ospedale di Tolmezzo. A riaccendere la discussione è l’intervento della consigliera regionale Simona Liguori, che critica le dichiarazioni dell’assessore Riccardi sulla petizione sottoscritta da migliaia di cittadini.

Secondo Liguori, ridimensionare il significato di quella mobilitazione significa non cogliere il messaggio arrivato dal territorio. La consigliera richiama infatti le 20mila firme consegnate al Consiglio regionale come segnale preciso di preoccupazione per il futuro dei servizi dedicati alle donne della Carnia e delle zone montane.

Il punto contestato: gli interventi spostati a San Daniele

Al centro della presa di posizione c’è la riorganizzazione entrata in vigore da novembre 2024. In base a quell’assetto, gli interventi di chirurgia senologica vengono effettuati nell’ospedale di San Daniele, mentre a Tolmezzo restano le attività di presa in carico e di accompagnamento nelle varie fasi del percorso oncologico.

Una scelta che Liguori ribadisce di non condividere. Per la consigliera, questa impostazione continua a produrre effetti pesanti per chi vive nelle aree più periferiche del Friuli, proprio quando le pazienti si trovano ad affrontare passaggi particolarmente delicati del percorso di cura.

La questione dell’accessibilità per la montagna friulana

Nella sua nota, Liguori riconosce l’importanza dei nuovi spazi destinati all’Oncologia a Tolmezzo, giudicati utili per garantire ambienti più adeguati e accoglienti. Ma, osserva, il miglioramento delle strutture non risolve il tema principale posto da chi si oppone all’accentramento.

Il nodo, per la rappresentante del Gruppo Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, resta quello dell’accesso ai servizi. Distanze, tempi di viaggio e difficoltà nei collegamenti incidono in modo concreto sulla vita quotidiana delle pazienti e delle loro famiglie, soprattutto in un’area come la montagna friulana, dove gli spostamenti possono diventare un ostacolo ulteriore.

Per questo la consigliera collega la discussione non soltanto all’organizzazione sanitaria, ma anche alla tenuta complessiva dell’assistenza sul territorio. Il riferimento è alla necessità di garantire cure efficaci senza scaricare sui cittadini il peso della distanza dai luoghi in cui vengono eseguiti gli interventi.

Il richiamo al valore della petizione

Un altro passaggio della replica riguarda il giudizio espresso dall’assessore sulle firme raccolte. Liguori parla di mancanza di rispetto verso le persone che hanno aderito alla petizione, sostenendo che quella partecipazione non possa essere liquidata o ridotta a una mobilitazione ormai superata.

Nella lettura della consigliera, le 20mila adesioni rappresentano una domanda chiara di tutela per il territorio e per i suoi presidi sanitari. Da qui la richiesta alla Regione di offrire risposte concrete e soluzioni stabili, invece di alimentare ulteriori tensioni su un tema che in Carnia continua a essere molto sentito.

Il confronto resta quindi aperto e conferma quanto il futuro dei servizi ospedalieri a Tolmezzo continui a pesare nel rapporto tra istituzioni regionali e comunità locali.

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