Scuole in Friuli Venezia Giulia, via libera al piano 2027-2028: nuovi licei, corsi serali e riassetto degli istituti

La Regione aggiorna rete scolastica e offerta formativa: novità tra Udine, Gemona, Tarvisio, Tolmezzo, Pordenone e Trieste.

30 ottobre 2026 16:21
Scuole in Friuli Venezia Giulia, via libera al piano 2027-2028: nuovi licei, corsi serali e riassetto degli istituti -
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Il Friuli Venezia Giulia ridisegna una parte della propria mappa scolastica in vista dell'anno 2027-2028. La Giunta regionale ha approvato l'aggiornamento del Piano di dimensionamento e della programmazione dell'offerta formativa, un passaggio che incide sia sull'organizzazione degli istituti sia sui percorsi di studio che potranno essere attivati nei diversi territori.

Per il Friuli, il provvedimento porta con sé diverse novità: nuovi indirizzi nelle scuole superiori, corsi serali destinati agli adulti e alcuni interventi sulla rete degli istituti, con particolare attenzione alle aree montane e ai centri più piccoli. Il quadro è stato costruito partendo dalle proposte avanzate dai Comuni per gli istituti comprensivi e dalle scuole secondarie di secondo grado per i nuovi percorsi.

L'assessore regionale all'Istruzione e Formazione Alessia Rosolen ha spiegato che l'obiettivo è aggiornare l'assetto scolastico regionale e ampliare l'offerta, cercando un equilibrio tra caratteristiche dei territori, richieste degli studenti e prospettive legate al lavoro.

Le novità che riguardano il territorio friulano

In provincia di Udine una delle principali novità riguarda Gemona del Friuli, dove l'Isis "Raimondo D'Aronco" prevede l'attivazione di due corsi serali per adulti: uno nell'area "Industria e artigianato per il Made in Italy" e l'altro in "Manutenzione e assistenza tecnica". Si tratta di un ampliamento che guarda anche alla formazione lungo tutto l'arco della vita.

A Tarvisio, nell'Istituto omnicomprensivo "Ingeborg Bachmann", è previsto l'avvio del liceo scientifico con opzione scienze applicate. A Tolmezzo, invece, all'Isis "Paschini-Linussio" entrerà nell'offerta il liceo delle scienze umane con opzione economico-sociale. Per Udine città, all'istituto "Antonio Zanon" è programmato il Liceo del Made in Italy, insieme alla trasformazione della scuola in Isis.

Un altro passaggio significativo interessa l'area montana: l'Istituto comprensivo "Michele Gortani" di Comeglians, con sede a Ovaro, sarà convertito in istituto omnicomprensivo. Nel quadro dello stesso intervento è prevista a Forni Avoltri l'attivazione di un percorso di istruzione secondaria di secondo grado nell'ambito del tecnico turistico.

Le scelte nel resto della regione

Il Piano approvato dalla Regione introduce cambiamenti anche fuori dal territorio friulano in senso stretto. A Pordenone, all'Isis "Lino Zanussi", comparirà l'indirizzo "Servizi culturali e dello spettacolo", finora assente nel Friuli Occidentale. A Trieste, invece, l'Istituto tecnico "Grazia Deledda-Max Fabiani" allargherà l'offerta con "Agraria, agroalimentare e agroindustria" nelle articolazioni "Scienze agrarie e ambientali" e "Viticoltura ed enologia".

Resta però una condizione fondamentale: i nuovi percorsi potranno partire solo se ci saranno organici disponibili e un numero di iscrizioni sufficiente a sostenerne l'attivazione.

Rete scolastica e criteri seguiti dalla Regione

Oltre ai nuovi indirizzi, il documento recepisce anche altri aggiornamenti organizzativi. Tra questi figurano la chiusura dei plessi primari di Avilla e Madonna di Buja, le modifiche che riguardano il Convitto "Paolo Diacono" di Cividale del Friuli e il trasferimento della sede del Cpia di Udine in via Francesco di Toppo.

Secondo Rosolen, il tema del dimensionamento non può essere letto soltanto in termini numerici. Nella pianificazione, ha osservato l'assessore, pesano elementi come la presenza di zone montane, la frammentazione in piccoli Comuni e le particolarità linguistiche che caratterizzano il Friuli Venezia Giulia.

La linea scelta dalla Regione per il triennio 2027-2030 punta quindi a tenere insieme sostenibilità della rete scolastica e adeguamento dell'offerta formativa. Per studenti e famiglie si profila un sistema con più opzioni in alcuni snodi del territorio, mentre per le comunità locali il banco di prova sarà verificare se queste aperture riusciranno davvero a rispondere ai bisogni formativi e produttivi delle diverse aree del Friuli Venezia Giulia.

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