Scuola e lavoro, il Friuli Venezia Giulia allarga la rete: entrano legno-arredo e servizi pubblici
Per il 2027/2028 la Regione porta a undici gli ambiti delle filiere tecnologico-professionali e apre nuovi percorsi anche per editoria e audiovisivo.
Il sistema formativo del Friuli Venezia Giulia amplia il proprio raggio d'azione e guarda a due comparti molto concreti per l'economia regionale: il legno-arredo e i servizi di pubblica utilità. Con le nuove linee guida approvate dalla Giunta, le filiere tecnologico-professionali previste per l'anno scolastico 2027/2028 diventano undici.
La scelta punta a rafforzare l'intreccio tra scuole, percorsi professionali, Its Academy e mondo produttivo, in una regione dove il rapporto tra formazione tecnica e fabbisogni delle imprese è considerato un nodo decisivo.
Accanto ai due nuovi ingressi, il provvedimento mette in moto anche due ulteriori percorsi di costruzione di reti territoriali: uno nell'editoria periodica, sia su carta sia in formato multimediale, e l'altro nella produzione audiovisiva e nello spettacolo dal vivo.
Due nuovi comparti nella programmazione regionale
L'inserimento del settore legno-arredo allarga il perimetro delle filiere a un ambito che comprende la prima trasformazione del legno, la realizzazione di prodotti per l'edilizia, la produzione di mobili artigianali e industriali, oltre alle attività di restauro e tappezzeria.
Per quanto riguarda i servizi di public utilities, l'attenzione si concentra invece su attività essenziali come il ciclo delle acque e la gestione dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento.
Si tratta di due aree molto diverse tra loro, ma entrambe legate a competenze tecniche specifiche e a sbocchi professionali che la Regione considera strategici nel medio periodo.
Come cambia il quadro delle filiere
L'aggiornamento approvato dalla Regione si inserisce nel percorso già avviato negli ultimi anni per dare una fisionomia più definita alle reti formative sul territorio. L'obiettivo è costruire una presenza coordinata tra istruzione superiore, istruzione e formazione professionale e alta formazione tecnica post-diploma.
L'assessore regionale all'Istruzione e alla Formazione Alessia Rosolen ha richiamato proprio questa impostazione, spiegando che il lavoro prosegue lungo la linea già adottata in precedenza per rendere più riconoscibili e organizzate le filiere nei diversi ambiti produttivi.
Il traguardo dichiarato resta quello di offrire percorsi più coerenti con le trasformazioni del mercato del lavoro, mettendo in collegamento i livelli della formazione con le esigenze espresse dal tessuto economico regionale.
Le reti già attive e i nuovi processi di lavoro
Già dall'anno formativo 2024/2025 in Friuli Venezia Giulia sono state attivate nove filiere tecnologico-professionali, con 19 reti che coinvolgono istituti scolastici, enti di formazione e Its.
I settori già presenti sono metalmeccanica e meccatronica, energia, servizi commerciali, edilizia, servizi digitali, turismo, agroalimentare, chimica e logistica. Con l'ampliamento ora definito, il sistema regionale arriva quindi a coprire undici ambiti.
Nel pacchetto rientrano anche due processi di lavoro finalizzati alla futura costruzione di reti territoriali: uno riguarda l'editoria periodica cartacea e multimediale all'interno dei servizi digitali, l'altro interessa la produzione audiovisiva e lo spettacolo dal vivo nell'area del turismo.
Il ruolo di IeFP e ITS nella filiera formativa
Nel modello disegnato dalla Regione, ogni filiera deve contare sulla presenza dei percorsi di istruzione superiore, dei corsi di IeFP e degli Its Academy, indicati come strumenti centrali per la specializzazione tecnologica dopo il diploma.
La logica è quella di accompagnare studentesse e studenti lungo un itinerario formativo più continuo, dal livello scolastico fino alle competenze tecniche avanzate richieste dalle aziende.
Per il Friuli Venezia Giulia, l'estensione delle filiere rappresenta così un ulteriore passaggio nella costruzione di un'offerta formativa più aderente alle vocazioni produttive del territorio e ai profili professionali richiesti nei prossimi anni.