Studi d’artista, la Regione apre il triennio di aiuti: fino a 100 mila euro per recuperarli in Friuli Venezia Giulia

Dal 2026 al 2028 sostegni per restauri, gestione e attività aperte al pubblico negli spazi legati ad artisti scomparsi di rilievo regionale.

A cura di Web Team Web Team
02 ottobre 2026 20:32
Studi d’artista, la Regione apre il triennio di aiuti: fino a 100 mila euro per recuperarli in Friuli Venezia Giulia -
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Non solo tutela degli edifici, ma un investimento sulla memoria culturale del Friuli Venezia Giulia. La Regione ha messo a punto una misura triennale che dal 2026 al 2028 finanzierà il recupero e la valorizzazione degli studi d’artista, con l’obiettivo di renderli luoghi accessibili e inseriti nella vita culturale del territorio.

Il provvedimento approvato dalla Giunta riguarda immobili pubblici e privati che siano già stati convertiti, oppure siano destinati a diventare, spazi museali o siti di interesse culturale. Il punto centrale è il legame con artisti di riconosciuto valore, attraverso ambienti che ne conservino tracce concrete: arredi, opere, strumenti, raccolte, carte e archivi.

Nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, questi luoghi non dovranno restare contenitori chiusi o semplici testimonianze statiche, ma diventare spazi frequentabili, capaci di ospitare visite, iniziative e occasioni di conoscenza per il pubblico.

Quanto vale il sostegno previsto

La parte più consistente delle risorse è destinata agli interventi sugli immobili. Per il recupero e gli investimenti strutturali il contributo potrà andare da 50 mila a 100 mila euro.

È prevista anche una seconda linea di finanziamento per la gestione degli spazi e per l’organizzazione delle attività culturali, con importi compresi tra 15 mila e 30 mila euro. La scelta di impostare la misura su tre annualità punta a dare continuità ai progetti selezionati già dal primo avviso previsto nel 2026.

A chi si rivolge il bando regionale

Potranno presentare domanda gli enti locali del Friuli Venezia Giulia, gli altri enti pubblici del territorio, ma anche soggetti privati senza scopo di lucro e cooperative che svolgano in modo prevalente o esclusivo attività culturali.

Per essere ammessi, gli immobili dovranno mantenere una testimonianza riconoscibile del lavoro dell’artista e avere una destinazione orientata alla fruizione pubblica. La Regione precisa inoltre che rientrano nella misura gli artisti non più viventi attivi nelle arti visive e applicate, nell’architettura, nella fotografia, nelle arti grafiche, nella letteratura e nella poesia.

I criteri con cui saranno scelti i progetti

La valutazione terrà insieme più aspetti. Peseranno il valore storico e artistico dell’immobile, il rilievo della figura a cui lo spazio è collegato, la qualità del programma di apertura al pubblico e la necessità degli interventi proposti.

Tra gli elementi considerati ci saranno anche l’esperienza del soggetto proponente, la solidità del progetto e l’eventuale presenza di risorse economiche aggiuntive rispetto al contributo regionale. L’impostazione del bando, quindi, non guarda soltanto al restauro, ma anche alla capacità di rendere questi luoghi realmente vivi e sostenibili nel tempo.

Il vicegovernatore e assessore regionale alla Cultura e allo Sport Mario Anzil ha spiegato che l’obiettivo è salvaguardare ambienti in cui opere, documenti e strumenti raccontano il percorso creativo degli artisti che vi hanno lavorato. La linea scelta dalla Regione mira così a far entrare in modo stabile gli studi d’artista nell’offerta culturale del Friuli Venezia Giulia, rafforzando il legame tra patrimonio e comunità.

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