Studi d’artista, la Regione apre il triennio di aiuti: fino a 100 mila euro per recuperarli in Friuli Venezia Giulia
Dal 2026 al 2028 sostegni per restauri, gestione e attività aperte al pubblico negli spazi legati ad artisti scomparsi di rilievo regionale.
Non solo tutela degli edifici, ma un investimento sulla memoria culturale del Friuli Venezia Giulia. La Regione ha messo a punto una misura triennale che dal 2026 al 2028 finanzierà il recupero e la valorizzazione degli studi d’artista, con l’obiettivo di renderli luoghi accessibili e inseriti nella vita culturale del territorio.
Il provvedimento approvato dalla Giunta riguarda immobili pubblici e privati che siano già stati convertiti, oppure siano destinati a diventare, spazi museali o siti di interesse culturale. Il punto centrale è il legame con artisti di riconosciuto valore, attraverso ambienti che ne conservino tracce concrete: arredi, opere, strumenti, raccolte, carte e archivi.
Nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, questi luoghi non dovranno restare contenitori chiusi o semplici testimonianze statiche, ma diventare spazi frequentabili, capaci di ospitare visite, iniziative e occasioni di conoscenza per il pubblico.
Quanto vale il sostegno previsto
La parte più consistente delle risorse è destinata agli interventi sugli immobili. Per il recupero e gli investimenti strutturali il contributo potrà andare da 50 mila a 100 mila euro.
È prevista anche una seconda linea di finanziamento per la gestione degli spazi e per l’organizzazione delle attività culturali, con importi compresi tra 15 mila e 30 mila euro. La scelta di impostare la misura su tre annualità punta a dare continuità ai progetti selezionati già dal primo avviso previsto nel 2026.
A chi si rivolge il bando regionale
Potranno presentare domanda gli enti locali del Friuli Venezia Giulia, gli altri enti pubblici del territorio, ma anche soggetti privati senza scopo di lucro e cooperative che svolgano in modo prevalente o esclusivo attività culturali.
Per essere ammessi, gli immobili dovranno mantenere una testimonianza riconoscibile del lavoro dell’artista e avere una destinazione orientata alla fruizione pubblica. La Regione precisa inoltre che rientrano nella misura gli artisti non più viventi attivi nelle arti visive e applicate, nell’architettura, nella fotografia, nelle arti grafiche, nella letteratura e nella poesia.
I criteri con cui saranno scelti i progetti
La valutazione terrà insieme più aspetti. Peseranno il valore storico e artistico dell’immobile, il rilievo della figura a cui lo spazio è collegato, la qualità del programma di apertura al pubblico e la necessità degli interventi proposti.
Tra gli elementi considerati ci saranno anche l’esperienza del soggetto proponente, la solidità del progetto e l’eventuale presenza di risorse economiche aggiuntive rispetto al contributo regionale. L’impostazione del bando, quindi, non guarda soltanto al restauro, ma anche alla capacità di rendere questi luoghi realmente vivi e sostenibili nel tempo.
Il vicegovernatore e assessore regionale alla Cultura e allo Sport Mario Anzil ha spiegato che l’obiettivo è salvaguardare ambienti in cui opere, documenti e strumenti raccontano il percorso creativo degli artisti che vi hanno lavorato. La linea scelta dalla Regione mira così a far entrare in modo stabile gli studi d’artista nell’offerta culturale del Friuli Venezia Giulia, rafforzando il legame tra patrimonio e comunità.