Sconto carburanti Fvg, da ottobre contributi più alti: cosa cambia davvero per chi fa rifornimento
La Regione aumenta di 5 centesimi al litro il bonus su benzina e gasolio fino a fine dicembre. Ecco fasce, vantaggi per le ibride e impatto sul pieno.
Per chi si muove ogni giorno in Friuli Venezia Giulia, il cambiamento si vedrà direttamente alla pompa: dal 1° ottobre il contributo regionale sui carburanti sale di altri 5 centesimi al litro e resterà rafforzato fino al 31 dicembre 2026. Tradotto in termini pratici, un pieno da 50 litri vale 2,50 euro di beneficio aggiuntivo rispetto a oggi.
La misura è stata approvata dalla Giunta regionale nella seduta di venerdì 25 settembre, su proposta degli assessori Fabio Scoccimarro e Barbara Zilli. L’intervento porta l’agevolazione al livello massimo consentito dall’attuale normativa regionale, in una fase in cui famiglie e pendolari continuano a fare i conti con listini elevati e con le ricadute delle decisioni nazionali sul fronte fiscale.
Per i residenti il punto centrale è uno: non tutti ricevono lo stesso importo, perché il contributo dipende dall’area di appartenenza del Comune di residenza e non dal luogo in cui si fa rifornimento. È quindi la propria posizione anagrafica, e non il distributore scelto, a determinare lo sconto spettante.
Le nuove cifre nelle tre fasce regionali
Con l’aumento in vigore da ottobre, la benzina passa a 0,39 euro al litro in Area 0, a 0,29 euro in Area 1 e a 0,22 euro in Area 2. Per il gasolio gli importi salgono invece rispettivamente a 0,30, 0,20 e 0,16 euro al litro.
Prima dell’entrata in vigore della maggiorazione, i valori erano più bassi di 5 centesimi in ciascuna fascia. L’incremento è quindi uniforme su tutto il territorio regionale, ma il vantaggio complessivo resta diverso a seconda della classificazione attribuita al beneficiario.
Chi vuole verificare la propria collocazione può farlo tramite l’app QRfvg Carburanti oppure attraverso il portale regionale. Questo passaggio è importante soprattutto nelle aree di confine o per chi pensa che basti rifornirsi in un Comune inserito in Area 0 per ottenere automaticamente il massimo contributo: non è così.
Quanto si recupera su un pieno
L’aumento deciso dalla Regione ha un effetto lineare: 2 euro in più su 40 litri, 2,50 euro su 50 litri, 3 euro su 60 litri. È il vantaggio extra generato soltanto dai nuovi 5 centesimi aggiunti da ottobre a dicembre.
Se invece si guarda al valore totale del contributo su 50 litri, il quadro cambia a seconda della fascia. In Area 0 il sostegno arriva a 19,50 euro per la benzina e 15 euro per il gasolio. In Area 1 si scende a 14,50 euro sulla benzina e 10 euro sul diesel. In Area 2 il contributo complessivo vale 11 euro sulla benzina e 8 euro sul gasolio.
Su un intero trimestre, per chi acquista 100 litri al mese, la sola maggiorazione introdotta dal 1° ottobre porta 15 euro in più. Con consumi mensili da 200 litri, il vantaggio supplementare sale a 30 euro nel periodo ottobre-dicembre.
Il bonus per le auto ibride resta in vigore
Accanto al contributo ordinario, continua a essere riconosciuta la maggiorazione di 5 centesimi al litro per i veicoli ibridi ammessi. Questo importo si somma allo sconto della fascia di appartenenza.
Dal 1° ottobre, per chi ha diritto anche a questa integrazione, la benzina arriva a 0,44 euro al litro in Area 0, 0,34 euro in Area 1 e 0,27 euro in Area 2. Sul gasolio si sale invece a 0,35 euro, 0,25 euro e 0,21 euro.
Il livello più alto, cioè 44 centesimi sulla benzina, riguarda dunque una situazione precisa: residente in Area 0 e veicolo registrato correttamente come ibrido nel sistema. Secondo le indicazioni regionali, l’applicazione del bonus avviene in automatico quando il mezzo risulta censito in modo corretto.
Perché il diesel può restare caro nonostante lo sconto più alto
L’aumento deciso dalla Regione si inserisce però in un contesto più ampio, e questo vale soprattutto per il gasolio. Dal 26 settembre al 5 ottobre, infatti, la componente fiscale nazionale riduce il beneficio precedente portandolo, considerando anche l’IVA, da 12,2 a 6,1 centesimi al litro.
Questo significa che, a parità delle altre condizioni, il diesel può subire un aggravio di 6,1 centesimi al litro, cioè 3,05 euro su 50 litri. In questo scenario il nuovo intervento regionale da 5 centesimi compensa gran parte dell’aumento, ma non lo azzera del tutto.
In una simulazione con le altre variabili ferme, resterebbe infatti una differenza di 1,1 centesimi al litro, pari a 55 centesimi su 50 litri, rispetto alla situazione precedente al 26 settembre. È uno dei motivi per cui il consumatore può vedere uno sconto più generoso e, nello stesso tempo, un prezzo finale ancora sostenuto.
Come si usa il contributo ai distributori
Il sistema è riservato ai privati residenti in Friuli Venezia Giulia con veicolo ammesso e registrato. Lo sconto si utilizza negli impianti aderenti al circuito regionale.
Al momento del rifornimento si può presentare il QR code in formato digitale oppure stampato. Le tessere fisiche già in circolazione possono ancora essere utilizzate fino al 31 dicembre 2026, se funzionanti e se il distributore è dotato del lettore compatibile.
Per pratiche, aggiornamenti e verifiche si può accedere al portale Agile FVG con SPID, CIE o CNS. Resta disponibile anche il supporto degli sportelli URP su appuntamento per chi ha bisogno di assistenza.
Le risorse messe in campo e il nodo dei prezzi oltre confine
Per sostenere questa maggiorazione servono altri 2,6 milioni di euro, all’interno di un impegno annuale regionale sui carburanti che si avvicina complessivamente ai 70 milioni. L’obiettivo indicato dalla Regione è alleggerire il costo degli spostamenti quotidiani e ridurre il divario con i Paesi vicini.
Il tema pesa in modo particolare in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia, dove il confronto con i prezzi praticati oltre frontiera incide da tempo sulle scelte di molti automobilisti. La convenienza reale, però, va calcolata tenendo conto del contributo spettante al residente e anche dei chilometri necessari per raggiungere un impianto alternativo.
Da ottobre, quindi, i conti andranno rifatti considerando sia i nuovi importi regionali sia i prezzi effettivi esposti dai distributori nei diversi momenti. Una differenza di pochi centesimi può risultare interessante sulla carta, ma ridursi sensibilmente se per inseguirla servono spostamenti aggiuntivi.