Sappada rimette in moto la memoria: nelle borgate tornano i gesti di una volta

A Cima e Cretta la quinta edizione di “C’era una volta Sappada”: quasi cento volontari, costumi tradizionali e antichi lavori davanti a residenti e visitatori.

06 settembre 2026 17:14
Sappada rimette in moto la memoria: nelle borgate tornano i gesti di una volta -
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Non una semplice rievocazione, ma un paese che per qualche ora ha ripreso il ritmo di un tempo. A Sappada le borgate di Cima e Cretta hanno ospitato la quinta edizione di “C’era una volta Sappada”, appuntamento che ha riportato tra case, cortili e stalle la vita quotidiana della comunità alpina.

L’iniziativa si è svolta sabato 5 settembre e ha richiamato lungo il percorso numerosi residenti e visitatori. Il cuore dell’evento è stato affidato a quasi cento figuranti, entrati nei panni di chi, fino a poche generazioni fa, scandiva le giornate tra campagna, animali, lavori domestici e attività manuali.

Le borgate come un museo vivo

Il tratto più riconoscibile della manifestazione è il rapporto con i luoghi reali. Cima, Zepodn nel nome locale, e Cretta, Krètte, non hanno avuto bisogno di allestimenti artificiali: legno, pietra, fienili e vecchie abitazioni hanno costruito da soli l’atmosfera della giornata.

Camminando tra i diversi punti del paese, il pubblico ha potuto osservare ambienti, utensili e scene di lavoro inseriti nel loro contesto naturale. È questo che rende l’evento diverso da una esposizione statica: la memoria non viene soltanto mostrata, ma rimessa in funzione.

Quasi cento figuranti per raccontare la vita di ieri

I volontari coinvolti non si sono limitati a indossare abiti tradizionali. Hanno riproposto movimenti, mansioni e abitudini che appartenevano alla Sappada contadina, restituendo l’idea concreta di come fosse organizzata la giornata nelle famiglie del paese.

Tra i momenti seguiti con più interesse ci sono stati i lavori legati alla cura degli animali, le occupazioni di casa e le lavorazioni artigianali. Anche i costumi storici hanno avuto un ruolo importante, perché hanno contribuito a rendere riconoscibile un patrimonio che molte famiglie conservano ancora.

S’Kottlars Haus torna a essere una casa abitata

Uno dei passaggi più significativi della rievocazione ha riguardato S’Kottlars Haus, la casa museo di Borgata Cretta. Per l’occasione gli spazi non sono rimasti semplicemente sale da visitare, ma hanno ripreso simbolicamente la funzione originaria di una casa vissuta.

La disposizione degli ambienti, i gesti quotidiani e il rapporto con le attività domestiche hanno permesso di capire meglio come si svolgesse la vita all’interno di queste abitazioni. Un modo diretto per trasformare il ricordo in esperienza visibile, soprattutto per chi conosce quel mondo solo attraverso i racconti.

Tradizioni, parole e saperi da trasmettere

La giornata non ha messo al centro soltanto oggetti e architetture. Tra gli elementi valorizzati c’è stato anche l’uso del sappadino, parte essenziale dell’identità locale insieme ai mestieri, alle tecniche e alle consuetudini tramandate nel tempo.

Per gli organizzatori questo aspetto ha un peso preciso: offrire ai più giovani l’occasione di vedere da vicino pratiche e conoscenze che rischiano di restare chiuse nei musei o affidate ai ricordi di famiglia. La rievocazione diventa così anche uno strumento di passaggio tra generazioni.

Un segnale anche per il turismo di settembre

La partecipazione registrata viene letta anche come un’indicazione interessante per la coda della stagione estiva in montagna. Accanto al paesaggio e al clima più mite, cresce infatti l’interesse per proposte legate alla storia dei luoghi e al contatto con le comunità che li abitano.

Secondo Monica Bertarelli, direttrice del Consorzio Sappada Dolomiti Turismo, esperienze di questo tipo intercettano un pubblico che cerca contenuti autentici e non soltanto una vacanza panoramica. In questo senso settembre può diventare un periodo favorevole anche per iniziative culturali radicate nel territorio.

La quinta edizione di “C’era una volta Sappada” è stata organizzata dall’Associazione Zepodar Sende con Associazione Plodar e Consorzio Sappada Dolomiti Turismo, con il supporto di PromoTurismo FVG. Una formula che continua a funzionare perché nasce dagli abitanti stessi e dalla loro volontà di raccontare Sappada partendo dalla propria storia.

Per il pubblico arrivato da fuori è stata l’occasione per leggere il paese oltre l’immagine turistica. Per la comunità locale, invece, un modo concreto per rivedersi in quei gesti antichi e tenere vivo un patrimonio che qui non appartiene solo al passato.

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