Sanità in Bassa friulana, la battaglia per Latisana arriva in Regione con oltre 2mila adesioni

La petizione sul presidio ospedaliero entra nel percorso istituzionale: al centro personale, posti letto e ruolo strategico dell’ospedale per il territorio.

21 luglio 2026 19:33
Sanità in Bassa friulana, la battaglia per Latisana arriva in Regione con oltre 2mila adesioni -
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Non è solo una questione che riguarda Latisana. La discussione sul futuro dell’ospedale della Bassa friulana è arrivata in Consiglio regionale accompagnata da più di 2mila firme, raccolte per chiedere che il presidio mantenga un ruolo pieno nella rete sanitaria del Friuli Venezia Giulia.

La consegna della petizione porta nelle sedi istituzionali una preoccupazione che da mesi attraversa residenti, utenti e famiglie: il timore che una struttura ritenuta essenziale per l’area possa perdere capacità operativa proprio in un quadrante del Friuli che, soprattutto d’estate, vede crescere in modo netto la domanda di assistenza.

A sostenere l’iniziativa c’è anche la consigliera regionale Simona Liguori, del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, che aveva già seguito il dossier con atti e richieste di chiarimento rivolti alla Giunta.

Perché il presidio di Latisana pesa su tutto il territorio

L’ospedale non serve soltanto il comune di Latisana, ma un bacino molto più ampio che comprende la Bassa friulana e un’area di confine con il Veneto orientale. Per questo, nella lettura dei promotori, non si tratta di difendere un servizio locale in senso stretto, ma un punto di riferimento per migliaia di persone.

Il tema diventa ancora più sensibile nei mesi estivi, quando l’afflusso verso il litorale e le località turistiche dell’Alto Adriatico aumenta la presenza sul territorio. In quel periodo crescono accessi, richieste sanitarie e necessità di ricovero, rendendo ancora più importante la tenuta dell’ospedale.

Le firme e la richiesta alla Regione

La petizione chiede tutela, rafforzamento e valorizzazione del presidio pubblico. Il punto centrale è che la programmazione regionale riconosca a Latisana una funzione stabile, con servizi adeguati e organici sufficienti a sostenere l’attività dei reparti.

Le sottoscrizioni raccolte rappresentano un segnale politico e civico preciso: la comunità considera quel presidio sanitario un elemento decisivo per il diritto alla salute nell’area. Adesso il documento è entrato formalmente nell’iter del Consiglio regionale.

Il nodo che ha acceso le preoccupazioni

Tra gli aspetti che hanno contribuito ad alzare l’attenzione c’è la situazione del reparto di Medicina. Dal primo giugno i posti letto disponibili sarebbero scesi da 45 a 30, con una riduzione di quindici unità, indicata dall’Azienda sanitaria come una rimodulazione temporanea.

Proprio questo passaggio ha alimentato le maggiori perplessità. Il timore espresso da cittadini e operatori è legato agli effetti sulla capacità di accoglienza dei pazienti, soprattutto nei momenti in cui la pressione sui servizi aumenta.

La vicenda si inserisce inoltre nel confronto più ampio sulla distribuzione delle risorse sanitarie in regione e sulle difficoltà legate alla disponibilità di personale, un problema che nei presidi lontani dai centri maggiori può avere ricadute ancora più pesanti.

Non solo difesa dell’esistente

Dal territorio non arriva soltanto una richiesta di conservazione dei servizi attuali. L’obiettivo dichiarato è più ampio: evitare che misure presentate come provvisorie si trasformino col tempo in un ridimensionamento strutturale e ottenere invece scelte chiare sul potenziamento dell’ospedale.

Tra le priorità indicate ci sono il mantenimento della capacità dei reparti, la presenza di professionisti in numero adeguato e la continuità delle prestazioni per residenti e utenti dell’area costiera e della Bassa friulana.

La mobilitazione, ora passata dal piano civico a quello istituzionale, chiede quindi risposte concrete. Per chi ha promosso la raccolta firme, il punto non è soltanto affrontare l’emergenza del momento, ma definire il posto dell’ospedale di Latisana nella sanità regionale dei prossimi anni.

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