Sanità in Friuli Venezia Giulia, il monitoraggio premia attese e vaccini: restano i nodi dei pronto soccorso

Nel report della Scuola Sant’Anna migliorano quasi due indicatori su tre. Avanti su visite nei tempi, rete oncologica e coperture pediatriche.

A cura di Web Team Web Team
22 giugno 2026 19:46
Sanità in Friuli Venezia Giulia, il monitoraggio premia attese e vaccini: restano i nodi dei pronto soccorso -
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Per chi vive in Friuli Venezia Giulia i segnali più immediati arrivano da due fronti molto concreti: visite ed esami con tempi più vicini agli standard previsti e coperture vaccinali pediatriche che si mantengono su livelli molto alti. È questa una delle indicazioni principali contenute nel nuovo monitoraggio sul sistema sanitario regionale.

La valutazione, presentata a Udine, è quella del sistema multidimensionale “Bersaglio” elaborato dal Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il quadro 2025 fotografa un miglioramento del 63,5 per cento degli indicatori presi in esame, mentre un ulteriore 12,6 per cento risulta stabile rispetto all’anno precedente.

Il dato complessivo conferma un avanzamento che prosegue da tre anni, con progressi che toccano liste d’attesa, attività chirurgica, percorsi oncologici, qualità clinica e prevenzione. Restano però alcuni aspetti da correggere, soprattutto sul ricorso ai pronto soccorso, sulla durata delle degenze e sull’appropriatezza di alcune prescrizioni.

Prestazioni nei tempi: cosa cambia per visite ed esami

Tra gli elementi più osservati dai cittadini ci sono le attese per l’attività ambulatoriale. Per le prestazioni classificate con priorità B, la quota erogata entro i tempi indicati passa dal 56,7 per cento del 2024 al 65,7 per cento del 2025.

L’incremento è ancora più evidente nelle priorità D, che salgono dal 63,2 per cento registrato nel 2023 al 73,2 per cento nel 2025. Nel report compaiono inoltre miglioramenti anche per diversi interventi chirurgici e per procedure complesse, come bypass coronarici, angioplastiche, coronarografie e biopsie percutanee del fegato.

Rete oncologica e qualità delle cure in crescita

Un altro capitolo rilevante riguarda l’assistenza oncologica regionale. Il monitoraggio segnala tempi più contenuti per numerosi interventi collegati a patologie tumorali, in una fase che coincide con l’avvio della riforma prevista dal Piano oncologico regionale e con il rinnovo del coordinamento della rete.

I miglioramenti interessano interventi per tumori del colon, del retto, del polmone, della mammella, della prostata, dell’utero, della tiroide e per il melanoma. Sul piano della qualità clinica cresce anche la quota di pazienti operati entro 48 ore dal ricovero per frattura del collo del femore: dal 51,4 per cento del 2024 si arriva al 60 per cento nel 2025.

Nelle cure palliative, invece, il rispetto del tempo massimo tra segnalazione e ricovero in hospice per i malati oncologici raggiunge il 90,5 per cento, dato che il monitoraggio colloca tra quelli più favorevoli.

Prevenzione: coperture pediatriche oltre la soglia del 95%

Sul versante vaccinale il Friuli Venezia Giulia conferma una tenuta elevata. Le coperture pediatriche superano il 95 per cento sia per il vaccino Mpr, contro morbillo, parotite e rosolia, sia per l’esavalente, con valori rispettivamente del 95,6 e del 95,83 per cento.

Restano alte anche le adesioni per altre vaccinazioni dell’infanzia: la varicella si attesta al 92,88 per cento, mentre lo pneumococco arriva al 90 per cento. Numeri che rafforzano il profilo della prevenzione regionale nel confronto degli indicatori esaminati.

I punti ancora da risolvere nel sistema regionale

Accanto agli avanzamenti, il report mette in fila anche le aree che continuano a chiedere correzioni. Una riguarda l’appropriatezza diagnostica e prescrittiva: un numero elevato di esami, pur non incidendo negativamente sulla qualità delle cure, può avere effetti sulle attese complessive.

Rimane aperto anche il tema della degenza media ospedaliera, collegato alla necessità di rafforzare la fase successiva al ricovero, dalla riabilitazione all’assistenza dopo la dimissione. In area emergenza-urgenza si registra un calo degli abbandoni dai pronto soccorso, passati dal 5,6 al 5,2 per cento, ma il dato continua a essere considerato sensibile.

Tra i nodi indicati c’è infine quello degli accessi impropri ai pronto soccorso, tema che richiama sia l’uso corretto dei servizi sia la capacità del territorio di intercettare prima i bisogni sanitari. Secondo quanto emerso nella presentazione del report, la direzione generale resta quella di un miglioramento progressivo, ma con alcuni passaggi organizzativi ancora da consolidare.

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