Sanità e nuove Province, in Fvg si apre il confronto sul ruolo dei territori
In Consiglio regionale la proposta di Serena Pellegrino: attribuire alle future Province un peso nella programmazione sanitaria e nei piani delle aziende.
Nel progetto di ritorno delle Province in Friuli Venezia Giulia entra ora anche il tema che più tocca i servizi di prossimità: la sanità. In Consiglio regionale è stato depositato un emendamento che chiede di assegnare ai nuovi enti un compito anche nella definizione delle politiche sanitarie locali.
A firmarlo è la consigliera regionale Serena Pellegrino, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, che collega la proposta alla necessità di rendere più stretto il rapporto tra decisioni assunte a livello regionale e bisogni espressi dai territori del Friuli Venezia Giulia.
La proposta portata in aula
L'intervento modifica il disegno di legge dedicato al ripristino delle Province e punta a inserire la sanità tra le funzioni di interesse provinciale. L'idea è quella di riconoscere a questo livello istituzionale uno spazio nella discussione sulla programmazione, soprattutto quando si definiscono scelte che incidono sull'organizzazione concreta dei servizi.
Nel ragionamento della consigliera, il ritorno delle Province avrebbe senso se accompagnato da competenze capaci di dare rappresentanza alle diverse realtà locali, evitando che le decisioni restino troppo distanti da chi vive ogni giorno difficoltà e carenze del sistema.
Il nodo dei piani delle aziende sanitarie
Uno dei punti centrali riguarda i piani attuativi delle aziende sanitarie, gli strumenti attraverso cui vengono fissate priorità, assetto organizzativo e distribuzione dei servizi sul territorio. È su questo terreno che Pellegrino chiede un coinvolgimento più forte degli enti locali.
Oggi ai Comuni è riconosciuta la possibilità di esprimere un parere, ma senza carattere vincolante. Secondo la proposta, proprio questo limite mostrerebbe una debolezza del sistema attuale, perché la posizione dei territori può restare senza effetti pratici nelle scelte finali.
Da qui l'ipotesi di attribuire alle future Province una funzione politica e amministrativa di raccordo, così da portare nella programmazione sanitaria una lettura più aderente alle esigenze delle comunità.
Comuni, associazioni e bisogni locali
Nella visione illustrata dalla consigliera, le Province dovrebbero diventare un punto di sintesi tra Comuni, comunità locali, terzo settore, associazioni e realtà sociali che hanno un contatto diretto con le criticità del servizio sanitario pubblico.
Non si tratterebbe, viene precisato, di sostituire la Regione o le aziende sanitarie, ma di costruire un passaggio intermedio capace di dare più peso alle istanze che arrivano dai territori del Friuli Venezia Giulia, compresi quelli più periferici o con maggiori fragilità.
Un confronto che si inserisce nel dibattito regionale
La proposta arriva mentre in regione resta aperta la discussione sia sull'assetto istituzionale sia sull'organizzazione della sanità, in una fase che comprende anche il confronto sulle risorse da destinare al settore attraverso l'assestamento di bilancio del Fvg.
Per Pellegrino, una rete sanitaria pubblica più vicina ai cittadini passa dal riconoscimento delle differenze tra aree diverse, tra distanze dai servizi, fragilità sociali e priorità locali. In questa chiave, il ritorno delle Province viene letto come uno strumento per rafforzare partecipazione e prossimità nelle decisioni che incidono sulla vita quotidiana delle persone.