Sanità e lavoro, il Pd friulano spinge oltre il piano infermieri: «Quindici arrivi non risolvono il vuoto»
Dopo l’annuncio della Regione sul reclutamento dall’estero, Valentina Francescon chiede una strategia più ampia per sanità, imprese e servizi in Friuli Venezia Giulia.
Il punto, per il Partito democratico del Friuli Venezia Giulia, non è se cercare personale all’estero sia giusto o sbagliato. Il nodo vero è un altro: farlo con numeri limitati, mentre in regione mancano figure essenziali in ospedali, servizi e comparti produttivi, rischia di avere un impatto troppo ridotto.
È questa la lettura che arriva da Valentina Francescon, responsabile regionale Lavoro ed economia del Pd Fvg, dopo il progetto pilota presentato dalla Regione per portare in Friuli Venezia Giulia infermieri dall’Argentina e dal Ghana. Per l’esponente dem, l’iniziativa può essere considerata un segnale iniziale, ma non ancora una risposta all’altezza del problema.
Una carenza che va oltre gli ospedali
Nella valutazione del Pd, la difficoltà non riguarda soltanto i reparti sanitari. Alla mancanza di infermieri si aggiunge quella dei medici, ma il quadro si allarga anche ad altri settori che in Friuli Venezia Giulia faticano sempre di più a trovare personale.
Francescon richiama infatti un deficit di lavoratori che tocca i servizi, la manifattura e l’edilizia. Una situazione che, secondo il partito, non pesa solo sull’organizzazione del lavoro, ma incide in modo diretto sulla tenuta economica e sociale del territorio regionale.
Il giudizio sul progetto annunciato dalla Regione
Il riferimento è al piano illustrato dall’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, che punta a reclutare professionisti sanitari fuori dall’Italia. Per il Pd Fvg, il limite principale sta nell’entità dell’intervento: i 15 infermieri previsti nella fase iniziale vengono ritenuti insufficienti rispetto al fabbisogno reale.
Da qui il giudizio politico espresso da Francescon, che definisce l’operazione un passaggio ancora troppo contenuto. La richiesta è quella di misure più forti e strutturate, capaci di affrontare un problema che da tempo interessa il Friuli Venezia Giulia e che non può essere ridotto a un’emergenza momentanea.
Immigrazione e occupazione: il tema posto dal Pd
Nel ragionamento della responsabile dem, l’arrivo di lavoratori stranieri non va trattato come una bandiera ideologica. Viene invece presentato come un tema di programmazione, da gestire con strumenti adeguati sia a livello regionale sia nazionale.
Secondo questa impostazione, i flussi in ingresso possono rappresentare una parte della soluzione, soprattutto in una fase in cui non appare realistico attendersi in tempi brevi un riequilibrio demografico capace di colmare da solo i vuoti presenti nel mercato del lavoro.
La richiesta di una risposta più ampia
Per Francescon, però, il reclutamento all’estero non basta se resta isolato. Accanto a questa leva, sostiene, servono politiche in grado di rafforzare anche l’occupazione giovanile e femminile, così da allargare la base del lavoro disponibile in regione.
Il messaggio politico che il Pd Fvg affida al dibattito è chiaro: il progetto su Argentina e Ghana può essere utile, ma solo dentro una strategia più larga. In caso contrario, il rischio è lasciare senza risposta una carenza che riguarda insieme assistenza, imprese e prospettive di sviluppo del Friuli Venezia Giulia.