Sanità digitale più protetta in Friuli Venezia Giulia: intesa a Trieste tra ASUGI e Polizia

Firmato in Questura un protocollo per rafforzare difesa informatica, scambio di allerta e formazione a tutela dei servizi sanitari.

01 settembre 2026 21:49
Sanità digitale più protetta in Friuli Venezia Giulia: intesa a Trieste tra ASUGI e Polizia -
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La tenuta dei servizi sanitari passa sempre di più anche dalla sicurezza dei sistemi informatici. Per questo a Trieste è stato siglato un accordo tra Polizia di Stato e ASUGI con l’obiettivo di rendere più solida la risposta contro i rischi cyber che possono colpire reti, piattaforme e dati utilizzati ogni giorno dalla sanità pubblica.

L’intesa è stata firmata oggi, 1° settembre 2026, nella sala stampa della Questura del capoluogo giuliano. Sul documento hanno posto la firma il direttore generale di ASUGI Antonio Poggiana e la dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica “Friuli Venezia Giulia” Michela Sambuchi, alla presenza del questore di Trieste Lilia Fredella.

Un passaggio che riguarda da vicino il territorio

Per una realtà come ASUGI, che gestisce attività essenziali per cittadini e strutture ospedaliere, la protezione dell’infrastruttura digitale non è un tema secondario. Dalla continuità dei sistemi dipende infatti il regolare funzionamento di servizi che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana del territorio.

Il protocollo nasce proprio da questa esigenza: rafforzare la capacità di prevenire episodi informatici ostili e gestire più rapidamente eventuali criticità che possano mettere sotto pressione l’operatività sanitaria.

Come funzionerà la collaborazione

L’accordo prevede un rapporto più strutturato tra l’azienda sanitaria e la Polizia di Stato sul versante della cybersicurezza. Tra i punti centrali ci sono procedure condivise per l’intervento, comunicazioni rapide in caso di emergenza digitale e uno scambio costante di elementi utili su vulnerabilità, rischi e incidenti.

Accanto alla parte operativa, è prevista anche un’attività formativa congiunta. L’obiettivo è migliorare la preparazione sui sistemi tecnologici impiegati e sulle modalità da seguire quando si presenta un attacco o una situazione anomala.

Cyberattacchi alla sanità, accordo tra Polizia di Stato e ASUGI a Trieste

Antonio Poggiana ha evidenziato che la protezione informatica è ormai una condizione indispensabile per garantire qualità e continuità dell’assistenza. Difendere i sistemi digitali, ha sottolineato, significa mettere al sicuro dati e informazioni ma anche consentire a strutture e operatori di proseguire il proprio lavoro senza interruzioni a beneficio dei cittadini.

Il contributo della Polizia specializzata

Nel contrasto ai reati informatici la Polizia di Stato opera da tempo attraverso il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, il CNAIPIC, che segue le minacce rivolte a sistemi di rilievo nazionale, comprese quelle legate alla criminalità comune, organizzata o al terrorismo.

Michela Sambuchi ha richiamato il patrimonio di competenze specialistiche e strumenti tecnologici messi in campo dalla Polizia, sia a livello centrale sia attraverso i presidi regionali. Il lavoro quotidiano, ha spiegato, punta a intercettare anomalie e a fornire risposte efficaci quando sono in gioco reti e piattaforme considerate sensibili per l’interesse pubblico.

Per il Friuli Venezia Giulia il protocollo firmato a Trieste rappresenta quindi un tassello concreto: crea un canale stabile tra apparato sanitario e forze di polizia, con regole comuni e segnalazioni tempestive, in un ambito dove la rapidità di reazione può fare la differenza per la continuità dei servizi.

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