San Vito, una serata tra Chaplin, Laurel e Hardy e i giovani del teatro FITA
Il 26 settembre all’Auditorium Zotti dialogano scena e cinema delle origini: live di Zerorchestra, interventi dal vivo e spazio ai ragazzi coinvolti nei laboratori.
All’Auditorium Zotti di San Vito al Tagliamento il 26 settembre prende forma un appuntamento che unisce spettacolo e formazione, mettendo nello stesso programma i giovani del teatro FITA e due classici del cinema delle origini accompagnati dalla musica eseguita dal vivo.
L’incontro, aperto al pubblico e previsto alle 21, è promosso dal Comitato Provinciale FITA di Pordenone insieme al Comune. Il filo conduttore è il rapporto tra linguaggio scenico e film muto, con un taglio che guarda sia alla divulgazione sia all’esperienza diretta dei partecipanti più giovani.
L’iniziativa arriva al termine di una settimana di attività ospitate in città dal 20 al 26 settembre. A San Vito sono infatti approdati due percorsi distinti ma collegati: “Corpo in scena”, Accademia del Teatro Italiano della FITA, e “Quando il cinema suona”, laboratorio pensato per i ragazzi del territorio.
Entrambi i progetti sono seguiti dal Comitato Regionale FITA Friuli Venezia Giulia con il Comitato Provinciale FITA di Pordenone, in collaborazione con Cinemazero e con il sostegno della Fondazione Friuli.
Il programma della serata allo Zotti
La parte pubblica del 26 settembre si aprirà con un momento di confronto affidato a Flavio D’Andrea, performer, drammaturgo e pedagogo che lavora tra danza, teatro e circo contemporaneo. Il suo intervento sarà dedicato ai punti di contatto tra il palcoscenico e il cinema muto.
Subito dopo è previsto il contributo di Paolo D’Andrea, formatore di Cinemazero, che introdurrà il contesto storico del cinema delle origini e il legame che questo linguaggio ha costruito nel tempo con la pratica teatrale.
Nel corso della serata troverà spazio anche una restituzione scenica dei giovani coinvolti nell’Accademia del Teatro Italiano della FITA, nata dal lavoro sviluppato durante i giorni di laboratorio in città.
La seconda parte del programma guarderà invece allo schermo con la proiezione di due cortometraggi molto noti: “The Immigrant” (1917) con Charlie Chaplin e “Duck Soup” (1927) con Stan Laurel e Oliver Hardy. Ad accompagnare le immagini sarà la Zerorchestra, che eseguirà dal vivo le musiche.
Un progetto che coinvolge ragazzi del territorio e partecipanti da altre regioni
L’aspetto centrale dell’iniziativa resta il lavoro con i più giovani. Il progetto mette infatti insieme ragazzi arrivati da diverse zone d’Italia e giovani del Friuli, chiamati a confrontarsi con corpo, gesto, suono, immagini e pratica scenica in un percorso comune.
Per l’assessore comunale al Futuro Giulia Napoli, affiancata dall’assessore Andrea Bruscia, la presenza a San Vito di giovani provenienti da varie parti del Paese e il coinvolgimento diretto dei ragazzi del territorio rappresentano un’occasione concreta di incontro e crescita attraverso linguaggi diversi, dal teatro al cinema, dalla musica alle nuove tecnologie.
Un passaggio sottolineato anche da Franco Segatto, presidente regionale FITA Friuli Venezia Giulia, che ha richiamato il valore di un’esperienza costruita sulla formazione e sulla sperimentazione, con l’obiettivo di far dialogare teatro e cinema muto e di offrire nuovi strumenti espressivi ai partecipanti.
Il collegamento con Pordenone e le Giornate del Cinema Muto
L’appuntamento di San Vito si colloca inoltre nel percorso che porta verso le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, in calendario dal 3 al 10 ottobre 2026 e da anni punto di riferimento internazionale per lo studio e la valorizzazione del cinema delle origini.
La serata del 26 settembre punta così ad avvicinare il pubblico a un dialogo tra gesto teatrale, mimo, clownerie, musica e immagine filmica, affidando ai giovani che hanno seguito il percorso FITA un ruolo concreto dentro il programma. Per San Vito è anche un modo per ritagliarsi uno spazio riconoscibile nel percorso culturale che accompagna una delle manifestazioni più identitarie del territorio pordenonese.