San Vito, in Consiglio regionale arriva il caso del reparto di Ginecologia: chiesti chiarimenti su guida e autonomia

Serena Pellegrino presenta un’interrogazione alla Giunta: al centro l’assetto del reparto sanvitese e l’eventuale accorpamento con Pordenone.

21 ottobre 2026 17:22
San Vito, in Consiglio regionale arriva il caso del reparto di Ginecologia: chiesti chiarimenti su guida e autonomia -
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Il futuro dell’ospedale di San Vito al Tagliamento torna al centro del confronto politico regionale. A riaprire il tema è un’interrogazione annunciata dalla consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Serena Pellegrino, che punta a ottenere una risposta della Giunta sull’assetto di Ostetricia e Ginecologia nella sede sanvitese.

La questione riguarda l’ipotesi, emersa nelle scorse settimane, di una direzione condivisa con Pordenone. Un passaggio che, se confermato, inciderebbe sull’organizzazione del reparto e sul ruolo dell’ospedale all’interno della rete sanitaria del territorio.

Il nodo della direzione del reparto

Secondo quanto richiamato dalla consigliera regionale, dopo l’uscita del dottor Pirrone dal Santa Maria degli Angeli si starebbe valutando un riassetto che porterebbe la struttura complessa di San Vito a diventare struttura semplice, con un coordinamento unificato insieme a Pordenone.

È proprio su questo punto che Pellegrino chiede chiarezza: vuole sapere se tale scenario rientri davvero nei programmi di Asfo e della Regione, quali siano le ragioni alla base di questa eventuale scelta e quali ricadute concrete possa avere sull’attività svolta nell’ospedale sanvitese.

Le domande rivolte alla Giunta

L’interrogazione a risposta orale punta a ottenere una posizione netta dell’esecutivo regionale. In particolare, viene chiesto di confermare oppure escludere l’ipotesi di accorpamento, indicando anche se esistano atti di programmazione già definiti o indirizzi formali che vadano in questa direzione.

Tra gli aspetti sollevati ci sono l’autonomia organizzativa del reparto, la gestione del personale e la tenuta delle prestazioni garantite a San Vito. Il tema, quindi, non riguarda soltanto un assetto amministrativo, ma il perimetro dei servizi sanitari assicurati alla comunità locale.

Il precedente del punto nascita

Nella sua presa di posizione, Pellegrino richiama anche quanto avvenuto con la chiusura del punto nascita, passaggio che aveva già acceso il dibattito sul futuro del presidio ospedaliero. In quella fase, sottolinea la consigliera, erano state date rassicurazioni sulla piena operatività della struttura.

Per questo, secondo l’esponente di Avs, è necessario chiarire in che modo un’eventuale perdita della direzione autonoma di Ostetricia e Ginecologia sarebbe compatibile con gli impegni annunciati in precedenza per l’ospedale di San Vito al Tagliamento.

La richiesta politica è che cittadine, operatori sanitari e amministrazioni del territorio possano conoscere con precisione quale assetto la Regione intenda costruire per il presidio sanvitese. Dopo i cambiamenti già intervenuti, il confronto si sposta ora in Consiglio regionale, dove si attende una risposta dell’assessore Riccardi sul progetto complessivo per il reparto e per l’ospedale.

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