San Giorgio di Nogaro, fondi regionali per il Collavin: la Sangiorgina riparte dal suo campo
A Carlino la serata di presentazione della prima squadra per il 2026. Intanto è stato confermato il contributo da 150mila euro destinato all’impianto.
La nuova annata della Sangiorgina si apre con una notizia che va oltre il calcio giocato: per il campo Collavin di San Giorgio di Nogaro è stato assegnato un contributo regionale di 150mila euro, destinato agli interventi sulla struttura che accompagna da anni l’attività del club e la vita sportiva locale.
Il tema è emerso durante la presentazione della prima squadra, organizzata all’Azienda Agricola Gheller di Carlino, appuntamento che ha riunito società, giocatori, sponsor e rappresentanti delle istituzioni attorno all’avvio della stagione 2026.
La somma rientra nel bando straordinario 2025 per l’impiantistica sportiva ed è stata concessa nel giugno 2026, dopo lo scorrimento della graduatoria. Un passaggio che per il territorio di San Giorgio di Nogaro assume un peso concreto, perché riguarda uno degli spazi sportivi più riconoscibili della comunità.
Accanto alla dirigenza della Sangiorgina erano presenti il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega allo Sport Mario Anzil, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, il sindaco Pietro Del Frate e l’assessore comunale allo sport Michela Pizzin.
Un investimento che riguarda il territorio
Nel corso della serata, il finanziamento per il Collavin è stato indicato come il punto più rilevante sul piano infrastrutturale. Non soltanto un sostegno al club, quindi, ma un intervento su un impianto considerato utile per l’attività quotidiana di ragazzi, famiglie e volontari che ruotano attorno alla società.
Anzil ha ricordato che la richiesta di intervenire sulla struttura era emersa anche in seguito a sopralluoghi condivisi. Nel suo intervento ha collegato il tema degli impianti alla crescita dei più giovani, sottolineando il valore di spazi adeguati dove poter fare sport in modo continuativo.
La serata di Carlino e la squadra per il 2026
L’appuntamento di Carlino ha avuto anche una funzione simbolica: presentare ufficialmente la prima squadra e rinsaldare il rapporto tra la Sangiorgina e il suo contesto di riferimento. La società si è mostrata così al territorio in vista della nuova stagione, in un clima che ha unito aspetto sportivo e dimensione comunitaria.
Nel ragionamento proposto dal vicegovernatore, i campi sportivi nei centri più piccoli hanno oggi un ruolo che va oltre la competizione. Diventano luoghi di incontro, spazi frequentati da generazioni diverse, punti di aggregazione che accompagnano la quotidianità del paese.
Il Collavin come spazio sociale
Il messaggio emerso durante l’iniziativa è che investire su queste strutture significa intervenire anche sulla qualità della vita locale. Per la Regione, il sostegno agli impianti non riguarda soltanto il calendario delle partite, ma la tenuta di un tessuto fatto di associazionismo, relazioni e presenza sul territorio.
Anzil ha richiamato inoltre la necessità di progettare i paesi guardando agli anni futuri, con opere capaci di restare centrali nel tempo. In questa lettura, un campo sportivo non è solo un’infrastruttura tecnica, ma un presidio sociale che tiene insieme società sportive, famiglie e volontariato.
Per la Sangiorgina, dunque, la partenza verso la stagione 2026 arriva con due segnali precisi: una squadra già presentata ufficialmente e una risorsa economica già definita per migliorare il proprio impianto di riferimento. Un doppio passaggio che rafforza il legame tra il club e San Giorgio di Nogaro.