San Daniele, omaggio civico a chi aiutò il Friuli dopo il sisma del 1976

Seduta straordinaria del Consiglio comunale: cittadinanza onoraria ai soccorritori che sostennero la comunità nella stagione del terremoto.

20 giugno 2026 18:11
San Daniele, omaggio civico a chi aiutò il Friuli dopo il sisma del 1976 -
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A quasi cinquant’anni dal terremoto che ha segnato il Friuli, San Daniele del Friuli ha scelto di trasformare la memoria in un atto pubblico di riconoscenza. Il Comune ha infatti attribuito la cittadinanza onoraria a quanti, nel 1976, offrirono sostegno alla popolazione durante i giorni più difficili dell’emergenza.

La decisione è stata formalizzata in una seduta straordinaria del Consiglio comunale, convocata dal sindaco Pietro Valent. Un passaggio istituzionale dal forte valore simbolico, con cui la città ha voluto richiamare una pagina decisiva della propria storia e di quella dell’intero territorio friulano.

Una cerimonia che riporta al centro la memoria collettiva

Il riconoscimento guarda a donne, uomini e realtà che si distinsero negli aiuti dopo il sisma, quando la risposta alla devastazione passò anche attraverso una rete ampia di solidarietà. San Daniele ha così voluto fissare in modo solenne il debito morale verso chi contribuì ad accompagnare la comunità nella fase dell’emergenza.

Alla cerimonia ha preso parte anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha legato quel gesto alla capacità del Friuli di rialzarsi grazie a una collaborazione estesa, costruita tra istituzioni e aiuti arrivati anche fuori dai confini regionali e nazionali.

Il valore di una ricostruzione diventata esempio

Nel suo intervento, Zilli ha ricordato come la rinascita del territorio sia stata resa possibile dall’intesa tra amministratori locali, regionali e nazionali, insieme al contributo della solidarietà internazionale. Da quella stagione, ha osservato, è nato ciò che ancora oggi viene indicato come “modello Friuli”.

Secondo l’assessore, i risultati raggiunti dal Friuli Venezia Giulia negli anni successivi affondano le radici proprio nelle scelte compiute allora e nella reazione della popolazione. La comunità, ha sottolineato, seppe non arrendersi allo sconforto e ripartire con senso pratico e dignità.

Terremoto del Friuli 1976, San Daniele dà la cittadinanza onoraria ai soccorritori
Terremoto del Friuli 1976, San Daniele dà la cittadinanza onoraria ai soccorritori

Nel ringraziare il sindaco Valent per aver promosso il Consiglio comunale straordinario, Zilli ha anche richiamato il significato civile del riconoscimento: non soltanto un omaggio a chi prestò aiuto, ma il ricordo di un metodo con cui il Friuli affrontò una tragedia e ne costruì il superamento.

Un’eredità affidata ai più giovani

Durante la cerimonia non è mancato un passaggio rivolto alle nuove generazioni. L’assessore ha evidenziato come i valori emersi in quella fase restino presenti nel tessuto regionale e come oggi, anche grazie agli strumenti tecnologici disponibili, sia sempre più importante sviluppare competenze adeguate per limitare i rischi legati alle calamità.

Allo stesso tempo è stato ribadito un tratto che il Friuli continua a riconoscere come proprio: la disponibilità concreta ad aiutare nei momenti di bisogno. In questo senso, la cittadinanza onoraria conferita da San Daniele non guarda soltanto al passato, ma diventa un messaggio di continuità tra chi visse il terremoto e chi oggi è chiamato a custodirne la memoria civile.

Per la comunità sandanielese, il gesto del Consiglio comunale assume quindi il valore di una restituzione pubblica. Ricordare chi intervenne nel 1976 significa riaffermare un’identità costruita anche nella prova, quando il Friuli seppe trasformare la tragedia in responsabilità condivisa.

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