Riordino delle Province in Fvg, Moretuzzo rilancia: “Serve anche un ente per la montagna friulana”

Nel confronto sul ddl 86 il capogruppo di Patto per l’Autonomia chiede di rivedere confini e modello istituzionale, con un focus sulle aree montane e su Trieste.

30 giugno 2026 19:12
Riordino delle Province in Fvg, Moretuzzo rilancia: “Serve anche un ente per la montagna friulana” -
Condividi

Non solo il ritorno delle vecchie Province. Nel passaggio in Consiglio regionale sul ddl 86, Massimo Moretuzzo ha chiesto di allargare il ragionamento sull’assetto del Friuli Venezia Giulia, sostenendo che la riforma non dovrebbe limitarsi a riproporre confini già conosciuti ma affrontare le differenze reali tra territori.

Il capogruppo di Patto per l’Autonomia-Civica Fvg ha concentrato le sue osservazioni soprattutto sull’articolo 18, quello che interviene sulla ridefinizione delle circoscrizioni provinciali. Da qui parte una serie di emendamenti che, nelle sue intenzioni, puntano a ridisegnare le aree vaste in modo più aderente alle esigenze locali.

Il punto sulla montagna friulana

Tra le ipotesi messe nero su bianco, quella che tocca più da vicino il territorio friulano riguarda la nascita di una Provincia della montagna con capoluogo ad Ampezzo. Moretuzzo la presenta come una risposta a una realtà che, a suo giudizio, ha caratteristiche comuni sul piano sociale, economico e culturale e che oggi resta distribuita tra ambiti diversi.

Secondo questa impostazione, un ente dedicato consentirebbe di dare una cornice amministrativa unitaria a zone montane oggi divise fra le attuali aree di Udine e Pordenone. L’obiettivo dichiarato è avvicinare le decisioni alle comunità interessate e superare una geografia istituzionale ritenuta non più adeguata.

Le altre modifiche proposte nel disegno di legge

Nel pacchetto di emendamenti rientra anche una revisione più ampia del modello. Moretuzzo ha richiamato la possibilità di arrivare a due Province autonome, Friuli e Trieste, richiamando un’idea che in passato era stata proposta anche in sede referendaria dall’allora sindaco di Rivignano Teor Mario Anzil, oggi vicepresidente della Regione.

Accanto a questo, il consigliere ha indicato anche un possibile riassetto tra Udine e Gorizia, con il trasferimento di alcuni Comuni della Bassa pianura friulana nell’area goriziana. Un altro tassello, nella sua visione, riguarda Trieste, per la quale considera più coerente il profilo della Città metropolitana rispetto a quello di una provincia tradizionale.

Il nodo politico in Consiglio regionale

La critica rivolta alla maggioranza non riguarda soltanto il merito delle singole scelte. Moretuzzo sostiene infatti che le alternative presentate non abbiano trovato un confronto effettivo durante l’esame del testo e contesta il fatto che il ddl 86 punti sostanzialmente a ripristinare il vecchio impianto senza una riflessione più aggiornata sul funzionamento degli enti di area vasta.

Nel suo intervento, il capogruppo autonomista ha insistito anche su un altro aspetto: il coinvolgimento diretto delle comunità locali. Per lui, l’istituzione delle nuove Province e l’eventuale modifica dei confini dovrebbero passare da una consultazione delle popolazioni interessate, considerata un passaggio necessario prima di qualsiasi scelta definitiva.

Il confronto resta inserito nella discussione più ampia sulla riforma dell’organizzazione territoriale del Friuli Venezia Giulia. Sul tavolo, oltre al ritorno delle Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine previsto dal ddl 86, restano quindi aperti i temi del peso della montagna friulana, del ruolo del capoluogo regionale e degli equilibri tra le diverse aree del Friuli.

Segui Prima Friuli