Rifugi di montagna, scontro in Regione: niente risorse dedicate nell’assestamento

Il Patto per l’Autonomia-Civica FVG critica il no all’emendamento per i rifugi CAI e contesta i fondi confermati alle strutture alberghiere di fascia alta.

22 luglio 2026 22:44
Rifugi di montagna, scontro in Regione: niente risorse dedicate nell’assestamento -
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Nel dibattito sull’assestamento 2026 del Friuli Venezia Giulia torna al centro la tenuta dei rifugi alpini, tema che tocca da vicino anche il sistema montano friulano. A sollevare la polemica è il Patto per l’Autonomia-Civica FVG, dopo la bocciatura di una proposta che puntava a destinare risorse a strutture oggi in difficoltà o già ferme.

Secondo il gruppo consiliare, la scelta pesa ancora di più se letta accanto alla conferma di 12 milioni di euro per il comparto alberghiero a 4 e 5 stelle. Un confronto che, sul piano politico, viene indicato come il segnale di una diversa gerarchia nelle priorità regionali sul turismo.

A intervenire sono stati il capogruppo Massimo Moretuzzo e la consigliera Giulia Massolino, che hanno contestato l’assenza di fondi per opere considerate urgenti nei rifugi CAI: manutenzioni, adeguamenti alle norme e gestione dell’acqua, soprattutto nelle strutture di quota più esposte.

Il nodo delle risorse per i presìdi della montagna

Per i due esponenti del Patto, in una manovra da oltre un miliardo di euro non trovare spazio per questi interventi rappresenta una decisione difficile da giustificare. La loro lettura è chiara: i rifugi non sono soltanto luoghi di accoglienza per escursionisti, ma punti di riferimento per la vita in montagna e per la fruizione del territorio.

L’emendamento respinto prevedeva infatti di ridestinare una quota delle somme previste per l’ospitalità di lusso verso le strutture del CAI che stanno affrontando criticità gestionali e strutturali. L’obiettivo, spiegano, era dare una risposta concreta a problemi già presenti e non rinviabili.

Acqua in quota e costi sempre più pesanti

Tra i temi messi in evidenza c’è quello dell’approvvigionamento idrico, indicato come uno dei passaggi più delicati per il futuro dei rifugi. In quota, la disponibilità d’acqua e la gestione degli impianti stanno diventando questioni sempre più complesse, anche per effetto delle trasformazioni climatiche.

Moretuzzo e Massolino sostengono che questi costi non siano più affrontabili senza un sostegno pubblico, soprattutto per realtà che non hanno la stessa capacità di attrarre investimenti privati delle strutture ricettive di fascia alta. È su questo punto che la critica politica si fa più netta: secondo il Patto, il mercato può sostenere più facilmente gli hotel di lusso rispetto ai rifugi alpini.

I casi richiamati nel confronto politico

Per rafforzare la loro posizione, i consiglieri hanno richiamato due esempi concreti. Il primo è quello del rifugio Marinelli, citato come simbolo delle difficoltà che possono spingere una struttura di alta montagna fino alla chiusura.

L’altro caso riguarda il rifugio Fratelli de Gasperi, per il quale viene ricordato il supporto del BIM Tagliamento in relazione alle necessità legate alla gestione dell’acqua. Due situazioni che, nella lettura del Patto, mostrano come il problema non sia teorico ma già presente in diversi punti del territorio montano.

Una discussione che si allarga all’intera manovra

La vicenda si inserisce in un passaggio già acceso del confronto in Consiglio regionale sull’assestamento Fvg 2026. Nelle ultime settimane il Patto per l’Autonomia-Civica è intervenuto su più fronti, dalle scelte di bilancio agli assetti istituzionali, inserendo anche questo tema dentro una critica più generale alla linea della maggioranza.

Il punto politico, per il gruppo, è che la montagna venga richiamata spesso nei discorsi programmatici ma non trovi poi risposte adeguate quando si tratta di finanziare i servizi essenziali e le strutture più fragili. La bocciatura dell’emendamento sui rifugi viene quindi letta come un passaggio emblematico di questo orientamento.

Resta così aperto un confronto che riguarda non solo una singola voce di spesa, ma il modello di sviluppo turistico che la Regione intende sostenere: da una parte gli investimenti sull’alta gamma, dall’altra la richiesta di dare priorità a quei rifugi che, oltre ad accogliere i visitatori, rappresentano un presidio stabile per la montagna friulana.

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