Rientro alle radici in Friuli: a Udine 12 giovani dal Sudamerica per un percorso tra lingua, impresa e territorio

All’Università di Udine è partita la nuova edizione del corso dedicato ai discendenti di famiglie friulane in Argentina e Brasile, con tappe anche a Gemona e Venzone.

A cura di Web Team Web Team
08 giugno 2026 18:34
Rientro alle radici in Friuli: a Udine 12 giovani dal Sudamerica per un percorso tra lingua, impresa e territorio -
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Non è soltanto un’esperienza universitaria, ma un ritorno concreto alle proprie origini quello iniziato a Udine per dodici ragazzi sudamericani con radici friulane. Arrivano da Argentina e Brasile e in questi giorni stanno prendendo parte alla diciassettesima edizione del corso di perfezionamento “Valori identitari e imprenditorialità”.

L’iniziativa si è aperta a palazzo Florio e mette insieme formazione, cultura e conoscenza diretta del Friuli Venezia Giulia. Il gruppo è composto da 10 partecipanti argentini e 2 brasiliani, tutti legati da una storia familiare che riporta al Friuli.

Il progetto è promosso dall’Università di Udine con il sostegno della Regione e dell’Ente Friuli nel Mondo. L’obiettivo non si ferma allo studio della lingua italiana e friulana nelle comunità emigrate: il corso vuole anche consolidare il rapporto tra il territorio e i corregionali che vivono oltreoceano, aprendo occasioni di confronto con la realtà sociale ed economica regionale.

Il significato del corso per il Friuli di oggi

All’inaugurazione è intervenuto l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che ha portato il saluto dell’Amministrazione e del presidente Massimiliano Fedriga. Nel suo intervento ha richiamato il valore di un appuntamento ormai stabile nel dialogo con le comunità friulane all’estero, sottolineando l’impegno della Regione nelle politiche rivolte ai discendenti dell’emigrazione.

Roberti ha collegato questa esperienza alla storia del Friuli Venezia Giulia, segnata dalle partenze di massa tra Ottocento e Novecento e, in un secondo momento, dagli esodi del secondo dopoguerra. Un passato che continua a pesare sull’identità del territorio e che rende centrali i rapporti con chi, pur vivendo lontano, mantiene un legame culturale e familiare con questa terra.

Nel suo ragionamento è entrato anche un tema attuale per la regione: il calo demografico e la difficoltà di trovare nuove energie da inserire nel mondo del lavoro. In questa prospettiva, percorsi come quello avviato a Udine possono diventare un punto d’incontro utile sia per chi partecipa, sia per un sistema locale che cerca relazioni, competenze e nuove connessioni internazionali.

Udine, al via il corso per 12 giovani friulani di Argentina e Brasile
Udine, al via il corso per 12 giovani friulani di Argentina e Brasile

Le presenze all’avvio e il legame con Gemona

Alla giornata inaugurale hanno preso parte anche il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari, il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop e la direttrice vicaria del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale Laura Pani.

Tra i dodici corsisti, cinque hanno origini gemonesi. Un dettaglio che dà ancora più rilievo, per il Friuli, a un’esperienza costruita non solo attorno alla memoria delle famiglie emigrate, ma anche attorno alla possibilità di riallacciare rapporti con luoghi precisi, comunità e vicende che fanno parte della storia locale.

Le tappe previste tra Udine, Aquileia e i luoghi del sisma

Il programma non resta chiuso nelle aule universitarie. Sono previste visite in alcuni dei punti più significativi del Friuli Venezia Giulia, a partire da Gemona del Friuli e Venzone, località simbolo della ricostruzione dopo il terremoto del 1976.

Nel calendario figurano anche Aquileia, le Gallerie del Tiepolo, il Castello di Udine, il Comune del capoluogo friulano e la Società filologica friulana. Un itinerario pensato per far conoscere ai partecipanti aspetti diversi della regione: la sua storia, il patrimonio artistico, la dimensione istituzionale e il valore della lingua come elemento identitario.

Questa edizione, inoltre, cade nell’anno del cinquantesimo anniversario del sisma del 1976, richiamato da Roberti come passaggio decisivo nella trasformazione del Friuli Venezia Giulia. In quel percorso di rinascita, ha ricordato l’assessore, anche l’Università di Udine rappresenta uno dei segni più riconoscibili della capacità del territorio di ricostruire e innovare.

Per i giovani arrivati dal Sudamerica il corso diventa così un viaggio su più piani: studio, memoria familiare e scoperta diretta del Friuli. Per il territorio, invece, è un’occasione per tenere vivo un rapporto che attraversa generazioni e continenti, partendo da radici comuni e guardando alle relazioni future.

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