Rete irrigua del Medio Friuli, cantieri al via tra fine anno e 2027: investimenti per 80 milioni
A Mereto di Tomba il confronto con il territorio sul piano del Consorzio: nuove condotte, controlli digitali e lavori in più Comuni dell’area agricola friulana.
Il nodo è l’acqua, sempre più preziosa per le campagne del Medio Friuli. Per questo il piano di ammodernamento della rete irrigua entra ora nella fase concreta, con un programma che vale quasi 80 milioni di euro e che interesserà una delle aree agricole più importanti della pianura friulana.
Il punto è stato fatto a Mereto di Tomba, dove il Consorzio di bonifica pianura friulana ha illustrato a Comuni, consorziati e imprese agricole il percorso dei prossimi mesi. L’intervento riguarda in particolare i territori di Mereto di Tomba, Flaibano, Sedegliano, Coseano, Basiliano e Codroipo.
Per le aziende del territorio il tema è molto pratico: ridurre le dispersioni, limitare i guasti e rendere più stabile la distribuzione dell’acqua nei periodi più delicati per le colture. Una questione che tocca da vicino il lavoro quotidiano nelle campagne friulane.
Una rete da rinnovare nei punti più fragili
Alla base del progetto c’è lo stato di salute di infrastrutture ormai datate. In diversi tratti le tubazioni sono in funzione da decenni, con problemi che nel tempo hanno fatto crescere i costi di manutenzione e aumentato il rischio di rotture.
Secondo quanto spiegato durante l’incontro, in alcune porzioni della rete si perde oltre un quinto dell’acqua prima dell’arrivo alle aziende agricole. Da qui la scelta di sostituire le condotte più vecchie con sistemi più affidabili, senza però imporre agli utenti modifiche nelle attrezzature già utilizzate in azienda.
Accanto al rifacimento fisico della rete è previsto anche un aggiornamento tecnologico. I nuovi impianti saranno infatti dotati di strumenti per rilevare i consumi e inviare i dati al Consorzio, così da intercettare con maggiore rapidità anomalie e dispersioni.
Da dove arrivano i fondi e quali opere partiranno prima
Le risorse rientrano nell’Accordo per la coesione fra Governo e Regione Friuli Venezia Giulia. Come ricordato dalla presidente del Consorzio Rosanna Clocchiatti, al Friuli Venezia Giulia sono stati assegnati 160 milioni di euro di fondi FSC nel marzo 2024: metà per la messa in sicurezza del sistema del Torre e metà per l’ammodernamento delle reti irrigue.
Nel caso del Medio Friuli, la fase illustrata a Mereto di Tomba comprende due cantieri già avviati, tre partenze previste da novembre e altri due interventi programmati nel 2027. In questo passaggio il valore dei lavori è di circa 25 milioni di euro.
Il confronto pubblico è servito anche a chiarire l’impatto dei cantieri sulle attività agricole e sull’organizzazione dell’irrigazione. Per un’area dove la rete idrica è un’infrastruttura essenziale, il calendario dei lavori ha inevitabili ricadute sull’operatività delle aziende.
Il confronto con agricoltori e amministrazioni locali
Nel corso della serata è stata richiamata la necessità di una collaborazione costante tra proprietari dei terreni, imprese incaricate e struttura tecnica del Consorzio. Clocchiatti ha insistito su questo punto, sottolineando l’importanza di affrontare rapidamente eventuali problemi legati all’esecuzione delle opere.
Il direttore Armando Di Nardo ha spiegato che il Consorzio si è organizzato con figure professionali dedicate a seguire un programma di queste dimensioni, invitando gli utenti a rivolgersi ai tecnici di zona per le questioni operative che potranno emergere durante i lavori.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco di Mereto di Tomba Sandro Burlone. Presenti anche il vicepresidente del Consorzio Giorgio Venier Romano e i tecnici che hanno presentato i progetti: gli ingegneri Alessandra Tonelli, responsabile unico del procedimento, Luca Del Mestre, direttore lavori, Marcello Giambrone, assistente alla direzione lavori, Massimo Ventulini, dirigente tecnico, e il geometra Nicola Baldas.
Acqua, siccità e prospettive per il Friuli agricolo
Il piano sulla rete irrigua si inserisce in un quadro più ampio, segnato dalla crescente pressione sulla risorsa idrica. Nei giorni scorsi il Consorzio aveva già richiamato gli effetti dell’estate 2026 nella Bassa friulana, tra temperature elevate, minore disponibilità d’acqua e portate in calo.
Durante l’incontro di Mereto di Tomba è emersa con forza l’idea che la siccità non possa più essere trattata come un’emergenza sporadica. Per il Consorzio, i nuovi impianti dovranno garantire un uso più efficiente dell’acqua, con una distribuzione più precisa nei momenti e nei luoghi in cui serve davvero.
In chiusura, il consigliere regionale Alberto Budai ha richiamato il tema di una strategia più ampia per il futuro del comparto agricolo friulano. Accanto a una rete più moderna, ha indicato la necessità di ragionare anche sulla capacità di trattenere e conservare l’acqua, attraverso una visione antisiccità che includa invasi e laghetti artificiali.
Per il Medio Friuli si apre così una fase decisiva: da un lato i disagi inevitabili dei cantieri, dall’altro la prospettiva di una rete più solida e più adatta alle esigenze di un’agricoltura che, anche in Friuli, deve fare i conti con stagioni sempre meno prevedibili.