San Vito rilancia Palinsesti: il festival 2026 apre un triennio dedicato al corpo

Dal 24 ottobre prende forma a San Vito al Tagliamento la XXI edizione di Palinsesti, tra mostre, performance, incontri pubblici e visite fino a marzo 2027.

A cura di Web Team Web Team
13 ottobre 2026 11:30
San Vito rilancia Palinsesti: il festival 2026 apre un triennio dedicato al corpo -
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San Vito al Tagliamento si prepara a una nuova stagione di arte contemporanea con il ritorno di Palinsesti, rassegna che dal 24 ottobre 2026 accompagnerà il pubblico fino al 12 marzo 2027. L’edizione numero ventuno segna anche l’avvio di un nuovo percorso triennale e sceglie come centro del programma il tema del corpo.

Il titolo scelto per questa fase è “Costellazioni corporee”, una traccia che guiderà mostre, performance, conferenze, presentazioni editoriali, visite accompagnate e momenti di confronto con gli artisti. Per la città del Tagliamento si tratta di un appuntamento ormai riconoscibile, che continua a consolidare il legame tra spazi storici e ricerca contemporanea.

L’apertura ufficiale è prevista per sabato 24 ottobre 2026, alle 16, all’Antico Teatro Sociale “G.G. Arrigoni”. Nella stessa giornata partirà anche il programma espositivo, con sedi distribuite in luoghi simbolici del centro sanvitese.

Palinsesti 2026, a San Vito al Tagliamento tre mostre e performance dal 24 ottobre

La manifestazione è promossa dal Comune di San Vito al Tagliamento attraverso l’Assessorato alla Vitalità. La direzione scientifica è affidata a Magalì Cappellaro, in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine e con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dentro un percorso che dal 2024 ha rafforzato la formula del festival.

Un’edizione che mette al centro identità e trasformazione

Il nuovo ciclo parte dall’idea di costellazione come rete di relazioni, pratiche e visioni capaci di leggere il presente. In questo primo capitolo l’attenzione si concentra sul corpo, considerato non soltanto nella sua dimensione fisica, ma anche come spazio di memoria, fragilità, riconoscimento e cambiamento.

Il tema viene affrontato anche nella sua apertura verso l’ibridazione tecnologica e verso le forme di rivendicazione che attraversano l’arte contemporanea. Nelle intenzioni espresse dall’amministrazione comunale, il festival punta ad ampliare la partecipazione e a rendere la proposta culturale sempre più vicina alla vita quotidiana della comunità.

Dal livello regionale è stato inoltre ribadito il valore di iniziative culturali capaci di incidere sulla qualità della vita dei territori e di far emergere energie creative diffuse. Un passaggio che rafforza il peso di San Vito nel panorama friulano degli eventi dedicati ai linguaggi contemporanei.

Le mostre tra Castello e Essiccatoio Bozzoli

Il primo asse del programma si sviluppa attorno a due esposizioni inaugurali, entrambe in partenza il 24 ottobre. Al Castello di San Vito al Tagliamento, negli spazi del piano terra, sarà allestita “L’eco del gesto”, curata da Elisa Saro e dedicata al duo Boscolo / Rossetto.

Il progetto lavora su luce, suono e oscurità, trasformando l’ambiente in un campo percettivo immersivo. La ricerca dei due artisti si muove tra natura, percezione e spazio, con installazioni sonoro-luminose pensate per coinvolgere direttamente chi visita la mostra.

All’Essiccatoio Bozzoli troverà invece spazio “Paesaggi del corpo”, a cura di Antonio Garlatti e Didier Zompicchiatti, dedicata a Gaetano K. Bodanza e al suo percorso artistico, presente nella collezione Punto Fermo. L’esposizione ripercorre le diverse fasi della sua produzione, dagli inizi fino ai lavori della maturità.

Performance, ascolto e incontri pubblici

Accanto al versante espositivo, Palinsesti costruisce anche una parte importante del suo calendario attraverso appuntamenti dal vivo e occasioni di approfondimento. Tra i progetti annunciati c’è “Vespro”, lavoro che si sviluppa nel tempo di passaggio tra luce e buio e propone un’esperienza condivisa fondata sull’ascolto.

La performance nasce da una riflessione su luoghi sospesi, segnati da abbandono e trasformazione, come giardini, cimiteri e spazi riconquistati dalla vegetazione. In questa dimensione si intrecciano presenza e assenza, memoria e rigenerazione, dentro una ricerca costruita su voce, ripetizione, ritualità e strutture cicliche.

Per la realizzazione del progetto collaborano Paolo Danelone per visual e scenografia, Giuditta Amendola per costumi e scenografia e Lucy Railton per il tutoraggio sonoro. “Vespro” è sostenuto anche dal Centro di residenza delle Arti Performative del Friuli Venezia Giulia e da MOST Popolo.

Le date da segnare per chi vuole visitare il festival

Le mostre resteranno aperte fino al 12 gennaio 2027 e saranno visitabili nei fine settimana, il sabato e la domenica, dalle 11 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30. Il calendario complessivo del festival proseguirà invece fino al 12 marzo 2027 con ulteriori incontri, presentazioni e momenti dedicati all’arte contemporanea.

Per il pubblico friulano, e in particolare per chi segue la programmazione culturale del Pordenonese, Palinsesti si conferma così come uno degli appuntamenti più strutturati della stagione, capace di intrecciare ricerca artistica, riflessione pubblica e valorizzazione degli spazi di San Vito al Tagliamento.

Palinsesti 2026, a San Vito al Tagliamento tre mostre e performance dal 24 ottobre

Con questa nuova edizione, la città rinnova una proposta che guarda oltre il singolo evento e prova a costruire un dialogo continuativo tra comunità, artisti e istituzioni culturali, dentro un programma distribuito che accompagnerà l’inverno fino alle soglie della primavera.

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