Veronesi in tour nelle sale friulane: a ottobre presenta “Dio ride” tra Udine, Gorizia e Pordenone
Due giorni di incontri con il pubblico in tre cinema del Friuli Venezia Giulia per il nuovo film del regista, già annunciato alla Mostra di Venezia.
Il nuovo lavoro di Giovanni Veronesi farà tappa anche in Friuli Venezia Giulia con tre appuntamenti ravvicinati pensati per il pubblico delle sale del territorio. A metà ottobre il regista accompagnerà infatti le anteprime di Dio ride in un mini tour che toccherà Udine, Gorizia e Pordenone.
Per gli spettatori friulani l’occasione è doppia: assistere al film prima dell’uscita ordinaria e incontrare dal vivo uno dei nomi più noti del cinema italiano. Le prevendite per i tre eventi risultano già disponibili.
Le tappe in Friuli Venezia Giulia
Il calendario si apre giovedì 15 ottobre 2026 a Cinemazero, con appuntamento a Pordenone alle 19. Il giorno seguente, venerdì 16 ottobre, Veronesi sarà al Visionario di Udine al termine della proiezione prevista per le 19.
Nella stessa serata il regista raggiungerà anche Gorizia, dove l’incontro con il pubblico è previsto al Kinemax dopo lo spettacolo delle 20.30. Tre sale molto conosciute nella regione ospiteranno così la presentazione del film in un passaggio che rafforza il peso del circuito cinematografico friulano nelle uscite di rilievo nazionale.
Un film storico che guarda al presente
Dio ride è ambientato nel Seicento, ma il nucleo del racconto si muove su temi che parlano anche all’oggi. Nel film entrano in gioco il rapporto con l’autorità, il valore della parola, la tensione tra convinzioni personali e potere istituzionale.
La storia, liberamente ispirata a vicende reali, segue frate Leopoldo da Casamacchia, religioso che decide di comunicare il Vangelo in modo diverso rispetto alla tradizione del suo tempo. Mentre la predicazione ufficiale resta legata al latino, lui sceglie un linguaggio semplice, vicino alle persone, capace di trasmettere conforto e speranza.
Da questa scelta nasce un messaggio destinato a diffondersi rapidamente. L’idea di un Dio vicino agli uomini, persino in grado di condividere la loro gioia, richiama folle sempre più ampie e mette in discussione equilibri consolidati.
Il nodo del processo e dello scontro di idee
Quando la vicenda arriva fino a Roma, quel modo nuovo di parlare della fede viene percepito come un pericolo da chi difende il proprio ruolo attraverso il controllo e il timore. Nel film il Papa affida così il caso al cardinale Maculani, figura indicata come il più autorevole inquisitore dell’epoca.
Quello che sembra un giudizio già deciso prende però la forma di un confronto più profondo. Da una parte c’è Leopoldo, con la forza di una predicazione diretta; dall’altra Maculani, chiamato a valutarne le idee. Nel corso della storia, mentre il destino del frate appare segnato, anche le certezze dell’inquisitore iniziano a incrinarsi.
Per le sale di Udine, Gorizia e Pordenone l’arrivo di Veronesi aggiunge così un appuntamento di particolare richiamo al calendario autunnale. Le tre anteprime porteranno in regione non solo un film presentato nel contesto della Mostra di Venezia, ma anche un’occasione di dialogo diretto tra autore e pubblico, elemento che continua a dare valore all’esperienza del cinema vissuta in presenza.