Rete idrica del Friuli Venezia Giulia, manca ancora la carta aggiornata delle condotte più vecchie

Interrogazione in Regione sui tempi della ricognizione delle tubazioni in cemento-amianto: i dati definitivi attesi non sono stati ancora diffusi.

A cura di Web Team Web Team
22 settembre 2026 12:39
Rete idrica del Friuli Venezia Giulia, manca ancora la carta aggiornata delle condotte più vecchie -
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La fotografia completa delle condotte acquedottistiche più datate del Friuli Venezia Giulia non è ancora disponibile. Un passaggio atteso perché riguarda sia la programmazione delle sostituzioni sia la tenuta complessiva della rete idrica regionale, in una fase in cui il tema delle dispersioni resta centrale.

A sollevare la questione in Consiglio regionale sono stati Enrico Bullian, di Casa civica, e Diego Moretti, del Partito democratico, con un’interrogazione rivolta alla Giunta. L’obiettivo è capire a che punto sia arrivato il lavoro di ricognizione sulle tubazioni in cemento-amianto, quali ostacoli ne abbiano rallentato il percorso e quando i risultati saranno effettivamente messi a disposizione.

Un documento atteso per decidere le priorità

La richiesta dei due consiglieri parte da un punto preciso: senza una mappatura definitiva diventa più difficile stabilire dove intervenire prima, quali tratti risultino più vulnerabili e con quali tempi pianificare i ricambi delle linee più usurate.

Il censimento della parte più anziana della rete era stato sostenuto da un emendamento alla legge regionale 13/2023, approvato all’unanimità. La misura prevedeva un finanziamento fino a 300mila euro, attraverso Ausir, destinato ai gestori del servizio idrico integrato per arrivare a un quadro completo della presenza di queste tubazioni sul territorio regionale.

I numeri emersi finora

Un primo riferimento era già comparso nella relazione predisposta da Ausir nel 2024. In quel documento venivano stimati oltre 2.800 chilometri di condotte in cemento-amianto in Friuli Venezia Giulia, con un’età media attorno ai 70 anni.

Si tratta di una stima che, secondo i firmatari dell’interrogazione, rende evidente la necessità di un quadro finale pubblico e consultabile. Più la rete invecchia, infatti, più aumenta il rischio di deterioramento e di inefficienze lungo il sistema di distribuzione.

Il nodo delle perdite d’acqua

La vicenda non riguarda soltanto l’aggiornamento amministrativo di uno studio annunciato. Sullo sfondo c’è anche il tema della dispersione idrica, che in regione continua a pesare. Bullian e Moretti richiamano il report Istat 2024, nel quale per il Friuli Venezia Giulia viene indicata una perdita del 42,3% nelle reti.

Per questo la pubblicazione dei dati viene considerata un passaggio utile non solo per sapere dove siano collocate le tratte più vecchie, ma anche per collegare lo stato delle infrastrutture con il problema più generale dell’acqua che si disperde prima di arrivare agli utenti.

Un tema che nel territorio era già emerso

Nell’interrogazione viene ricordato anche un precedente che riguarda l’area isontina. Il tema della sostituzione delle condotte in cemento-amianto, spiegano i consiglieri, era già stato affrontato nel 2015 nell’ambito degli strumenti di programmazione previsti dal Piano d’ambito territoriale e affidati a Irisacqua.

Da qui l’insistenza sulla necessità di rendere noto lo stato effettivo dell’indagine regionale. La domanda politica, in sostanza, resta aperta: quando sarà completato il lavoro, quando verrà depositato e in quale momento la mappatura potrà essere consultata pubblicamente. Per i territori del Friuli, avere questo quadro significa disporre di una base concreta per orientare gli interventi sui tratti più critici della rete.

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