Illegio, a 70 anni sceglie di ricominciare: nasce il bar Amabile davanti alla Casa delle Esposizioni
La nuova attività di Licia porta nel paese carnico un punto d’incontro pensato per residenti e visitatori, con un nome che richiama le radici di famiglia.
Non un semplice locale, ma un presidio di paese nato da un’esigenza concreta e da una storia personale che affonda nelle radici di Illegio. Qui Licia, dopo anni di pensione, ha deciso di aprire il bar Amabile, proprio di fronte alla Casa delle Esposizioni, scegliendo di rimettersi in gioco quando molti pensano piuttosto a rallentare.
La sua è una vicenda che intreccia lavoro, volontariato e legame con la comunità. Il nuovo bar prende forma in un punto simbolico del borgo e si propone fin dall’inizio come uno spazio aperto sia a chi arriva per le mostre sia a chi Illegio lo vive ogni giorno.
Un’idea nata ascoltando chi arrivava alle mostre
La spinta decisiva è maturata nel tempo, a contatto con i visitatori delle esposizioni internazionali. In più occasioni, soprattutto nelle giornate più frequentate, c’era chi cercava un posto dove fermarsi per una pausa veloce, anche solo per un caffè, senza trovare sempre una risposta immediata.
Da quelle richieste ripetute Licia ha colto uno spazio possibile. Così ha trasformato un’intuizione in progetto, immaginando un’attività utile al paese e capace di offrire un servizio in una delle zone più frequentate durante la stagione culturale di Illegio.
Il rapporto con Illegio costruito in vent’anni
Prima ancora dell’apertura del bar, Licia era già un volto conosciuto da molti frequentatori del paese. Dal 2005, infatti, ha iniziato a collaborare come volontaria alla Casa delle Esposizioni, seguendo da vicino le mostre curate da don Alessio Geretti.
Negli anni quel ruolo è andato oltre l’accoglienza. Estate dopo estate si sono consolidati rapporti con persone tornate più volte in Carnia, fino a creare una rete di conoscenze e consuetudini. Per molti visitatori, Illegio significava anche ritrovare volti familiari e scambiare qualche parola come tra persone che si conoscono da tempo.
Questo percorso ha fatto sì che Licia venisse percepita non come una presenza occasionale, ma come parte della vita del borgo.
Dal lavoro alla pensione, poi una nuova partenza
Prima del pensionamento aveva lavorato alla Cooperativa Carnica di Tolmezzo, dove è rimasta fino al 2015. Dopo la fine di quell’esperienza ed essendo già in possesso dei requisiti necessari, aveva lasciato il lavoro attivo.
La pensione, però, non si è trasformata in una stagione di inattività. Al contrario, è diventata il tempo in cui immaginare una nuova fase. L’apertura del bar rappresenta proprio questo passaggio: non un ritorno al passato, ma una scelta diversa, costruita attorno a un luogo sentito come proprio.
Il nome Amabile e il richiamo alla famiglia
Nel nome scelto per il locale convivono due significati. Da un lato richiama qualcosa di gradevole e accogliente, come può esserlo un buon caffè; dall’altro custodisce un omaggio preciso alla storia familiare di Licia.
Amabile era infatti il nome della nonna materna, nata a Illegio e rimasta una figura centrale nella sua memoria. Intitolare a lei il bar significa riportare al centro un legame affettivo profondo e, allo stesso tempo, restituire al paese un pezzo della propria vicenda personale.
Dietro questa scelta c’è anche il racconto di una grande famiglia carnica: la nonna ebbe 13 figli, 11 dei quali sopravvissero, mentre parte della famiglia restò in zona e parte prese la strada dell’emigrazione.
Un posto per chi abita il paese, non solo per i turisti
L’idea di Licia non si ferma all’accoglienza dei visitatori delle mostre. Il bar vuole essere prima di tutto un luogo quotidiano, un punto di ritrovo semplice per la comunità locale.
In poco tempo, racconta, la risposta del paese è stata incoraggiante. C’è chi entra per un gelato, chi si dà appuntamento lì con gli amici, chi si ferma per un caffè o per uno spuntino. Accanto alle bevande, infatti, il locale propone anche panini e altre soluzioni rapide che stanno trovando apprezzamento tra i clienti.
Un esordio segnato dall’emergenza incendi
L’avvio dell’attività non è coinciso con settimane facili. I primi mesi del bar si sono intrecciati con la fase degli incendi che hanno colpito la Carnia e l’area dell’Amariana, con effetti avvertiti anche a Illegio.
Tra i momenti più difficili, Licia ricorda quanto accaduto a metà agosto, quando un nuovo rogo nella zona di Palaberte rese l’aria pesante e portò cenere anche sul paese. In quelle ore il Comune dispose la chiusura delle strade di accesso e invitò i residenti a restare in casa con le finestre chiuse.
Per un locale appena nato è stato un debutto complicato, affrontato però senza arretrare. Ed è forse anche da qui che si capisce il senso della scelta di Licia: aprire un bar a Illegio non come semplice attività commerciale, ma come segno concreto di presenza, tenacia e fiducia nel paese.