Ragogna riporta al castello il cuore della musica friulana: due giorni tra memoria, cori e concerti
Il 6 e 7 giugno il maniero ospita la Fieste da la Sedon: incontri, esibizioni e una raccolta fondi a sostegno dell’associazione Due Pistoni.
Per Ragogna sarà un fine settimana che unisce identità locale, musica e solidarietà. Venerdì 6 e sabato 7 giugno il Castello dei Conti torna a essere scenario della Fieste da la Sedon, appuntamento dedicato alla cultura musicale friulana promosso dall’Associazione Culturale Folkgiornale con il sostegno del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia e del Comune.
L’evento si inserisce in un luogo che per il territorio ha un peso simbolico evidente. Il castello, tra i punti storici più riconoscibili dell’area collinare friulana, porta ancora nella propria vicenda il segno del terremoto del 1976, che lo devastò quasi interamente, e della successiva ricostruzione, visibile anche negli elementi lignei che oggi caratterizzano il mastio.
La scelta di Ragogna non è dunque soltanto scenografica: il festival lega il patrimonio storico del paese a un repertorio che racconta il Friuli attraverso suoni, parole e interpreti di generazioni diverse.
La Sedon Salvadie ospite centrale dell’edizione
Al centro della manifestazione ci sarà La Sedon Salvadie, formazione storica della musica popolare friulana chiamata come ospite d’onore dell’edizione 2024. Nel suo percorso il gruppo ha incrociato artisti di primo piano come Angelo Branduardi, Massimo Bubola, The Chieftains, Carlos Núñez, Inti Illimani e Riccardo Tesi.
Attorno a questa esperienza si sono ritrovati nel tempo alcuni musicisti tra i più noti della scena regionale, fra cui Lino Straulino, Andrea Del Favero, Dario Marusic, Giulio Venier, Emma Montanari e Marisa Scuntaro. Una presenza che dà alla rassegna anche il valore di un momento di ricomposizione della memoria musicale friulana.
Si parte dalla Pieve di San Pietro
L’apertura è prevista nella vecchia Pieve di San Pietro, altro luogo fortemente legato alla storia locale. Qui il festival prenderà avvio con un concerto affidato al coro ragognese Insolitenote e al Villachorus di Villa Santina, in un programma che mette subito al centro la dimensione corale e comunitaria della manifestazione.
Per il pubblico del territorio sarà anche un’occasione per seguire un percorso che collega due spazi identitari di Ragogna, dalla pieve al castello, dentro una proposta costruita non solo come serie di concerti ma come racconto della tradizione friulana.
Dibattito e palco aperto a più generazioni
La giornata di sabato proporrà anche un momento di riflessione con l’incontro “La musiche furlane dal taramot al di di ué – La musica friulana dal terremoto al giorno d’oggi”. A guidarlo saranno Andrea Del Favero, Dario Marusic e Lino Straulino, chiamati a ripercorrere l’evoluzione di questo patrimonio artistico dal dopo sisma fino al presente.
Nel pomeriggio il programma si sposterà nuovamente sulle esibizioni dal vivo, con un cartellone pensato per far dialogare età ed esperienze differenti. Sono annunciati i musicisti del Trio Pakaj, i Carantan, l’Emma Montanari Grop, Marisa Scuntaro, oltre a realtà più recenti come Trival e Le Quartette.
Il senso della rassegna sta anche qui: tenere insieme strumenti, repertori e sensibilità differenti, facendo convivere cornamuse, fisarmoniche, violini e mandolini con sonorità più contemporanee, comprese chitarre elettriche e percussioni.
Musica e beneficenza nello stesso appuntamento
Accanto al profilo culturale resta forte quello solidale. L’incasso complessivo della Fieste da la Sedon sarà destinato all’associazione Due Pistoni, impegnata in raccolte fondi per l’acquisto di attrezzature sanitarie.
È un elemento che dà all’iniziativa un significato ulteriore per la comunità friulana: non solo valorizzazione della tradizione e dei suoi protagonisti, ma anche un contributo concreto a un progetto di utilità sociale. A Ragogna, per due giorni, il castello diventa così un punto d’incontro tra storia, lingua, musica e attenzione verso il territorio.