Radici friulane e sguardo al Brasile: a Caneva l’incontro con i discendenti dei corregionali all’estero

Nel comune pordenonese una delle tappe dei soggiorni EFASCE 2026: quaranta partecipanti arrivati da America Latina e Canada.

09 luglio 2026 20:45
Radici friulane e sguardo al Brasile: a Caneva l’incontro con i discendenti dei corregionali all’estero -
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Non è stata una semplice visita istituzionale, ma un passaggio carico di significato per chi cercava un legame diretto con la storia della propria famiglia. A Caneva è arrivato uno dei gruppi coinvolti nei soggiorni estivi EFASCE 2026, il programma che riporta in Friuli i discendenti dei corregionali emigrati all’estero.

Per alcuni partecipanti, il comune del Pordenonese rappresenta il punto preciso da cui è cominciato il viaggio dei loro antenati tra Ottocento e Novecento. La giornata ha così assunto il valore di un ritorno alle origini, tra luoghi, case e memorie rimaste a lungo solo nei racconti di famiglia.

Ad accogliere il gruppo è stata la sindaca Lucia De Marco. La tappa rientra nelle attività promosse da EFASCE Pordenonesi nel Mondo, associazione che da anni lavora sul rapporto con le comunità di origine friulana e pordenonese residenti fuori dall’Italia.

Caneva accoglie i discendenti degli emigranti: tappa dei soggiorni EFASCE 2026
Caneva accoglie i discendenti degli emigranti: tappa dei soggiorni EFASCE 2026

Un ritorno nei paesi da cui partirono gli emigranti

L’edizione 2026 dei soggiorni coinvolge circa quaranta persone provenienti da Argentina, Brasile, Canada e Uruguay. Si tratta dei due percorsi estivi sostenuti dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia: “Destinazione FVG”, dedicato alle famiglie, e “Alla scoperta delle proprie Radici”, pensato per i più giovani.

Nel caso di Caneva, la visita ha avuto un rilievo particolare perché alcuni dei presenti hanno origini proprio nel territorio comunale. Per loro il rientro non è stato soltanto una tappa del programma, ma un’occasione concreta per ricostruire una parte della propria vicenda familiare nei luoghi reali della partenza.

Con il gruppo era presente anche il presidente di EFASCE, Angioletto Tubaro, che ha donato alla sindaca una copia dei volumi della collana “Testimoni”, raccolta di diari e memorie dedicata all’esperienza migratoria del Friuli occidentale.

Il legame con Fagundes Varela passa anche da un aiuto concreto

Durante l’incontro c’è stato spazio anche per un gesto di solidarietà rivolto al Brasile. Il Comune di Caneva ha infatti consegnato il ricavato di una sottoscrizione a sostegno del Comune di Fagundes Varela, nel Rio Grande do Sul, località segnata recentemente dalle alluvioni.

Quel centro sudamericano conserva un rapporto stretto con la storia dell’emigrazione canevese, perché nel corso del tempo vi si stabilirono numerose famiglie partite dal territorio tra la fine dell’Ottocento e il secolo successivo. La raccolta fondi ha quindi affiancato al recupero della memoria anche un segnale di vicinanza attuale.

Un progetto che riporta in Friuli i discendenti dei corregionali

I soggiorni estivi organizzati da EFASCE continuano a rappresentare uno degli strumenti più visibili per rinsaldare il rapporto tra il Friuli occidentale e le comunità che, nel tempo, si sono formate oltreconfine. Il ritorno nei paesi d’origine permette ai partecipanti di leggere diversamente la storia tramandata in famiglia.

L’iniziativa può contare sul sostegno della Regione, oltre che di Fondazione Friuli, Bcc Pordenonese Monsile e Comune di Pordenone. Un supporto che rende possibile un lavoro continuativo non soltanto sul piano della memoria, ma anche su quello dei rapporti tra territori che l’emigrazione ha tenuto uniti per generazioni.

Caneva accoglie i discendenti degli emigranti: tappa dei soggiorni EFASCE 2026
Caneva accoglie i discendenti degli emigranti: tappa dei soggiorni EFASCE 2026

A Caneva, questa tappa ha mostrato bene il senso dell’intero progetto: riportare nomi, storie e percorsi personali dentro i luoghi da cui tutto era cominciato, trasformando il ricordo delle partenze in una presenza viva nel Friuli di oggi.

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