Province in Friuli Venezia Giulia, il ritorno divide l’Aula: focus su strade, scuole e dipendenti

In Consiglio regionale si apre il confronto sulla riforma: Honsell critica costi, competenze ridotte e trasferimenti del personale.

29 giugno 2026 21:09
Province in Friuli Venezia Giulia, il ritorno divide l’Aula: focus su strade, scuole e dipendenti -
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La riforma che punta a riportare le Province in Friuli Venezia Giulia entra nel vivo del confronto politico, con effetti che toccano da vicino anche il territorio friulano. In Consiglio regionale si discute infatti di enti dai confini molto simili a quelli del passato, ma con un raggio d’azione più limitato rispetto a prima della loro soppressione.

Tra i temi più concreti emersi nel dibattito ci sono la gestione della viabilità ex provinciale, una parte dell’edilizia delle scuole superiori e alcune competenze legate a caccia e raccolta dei funghi. Ambiti che incidono sulla vita amministrativa locale e che rendono la discussione tutt’altro che teorica.

A sollevare le contestazioni più nette è Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, che giudica il testo in esame una scelta più simbolica che sostanziale. La sua obiezione principale riguarda il rapporto tra il ritorno dell’ente e le funzioni che gli verrebbero realmente assegnate.

Che cosa passerebbe alle nuove Province

Secondo quanto riferito dallo stesso Honsell nel corso del confronto, i nuovi enti avrebbero competenze circoscritte. Fra queste rientrano la manutenzione delle strade già provinciali, una quota degli interventi sugli edifici scolastici delle superiori e alcune materie specifiche in ambito venatorio e nella disciplina della raccolta dei funghi.

Il punto politico, però, è proprio questo: per il consigliere, molte funzioni di area vasta continuerebbero a trovare una collocazione più efficace direttamente in capo alla Regione. Tra gli esempi citati ci sono ambiente e lavoro, mentre su altri dossier, come rifiuti e trasporto pubblico locale, non sarebbe previsto alcun trasferimento ai futuri enti provinciali.

Da qui nasce il dubbio sull’utilità amministrativa della riforma. Se il perimetro delle competenze resta ristretto, il rischio evidenziato dall’opposizione è quello di ricostruire un livello istituzionale con spazi d’intervento modesti.

I rilievi sui costi della riorganizzazione

Nel dibattito in Aula, Honsell ha insistito anche sul profilo economico del provvedimento. La sua lettura è che la riforma possa comportare un aggravio senza una chiara ricaduta positiva sui servizi resi ai cittadini.

La critica si concentra sul possibile squilibrio tra spesa pubblica e competenze effettive: Province nuovamente presenti sulla carta, ma con meno attribuzioni rispetto al passato. Per questa ragione l’esponente di Open Sinistra Fvg parla di un impianto che, a suo giudizio, non dimostra ancora fino in fondo la propria convenienza amministrativa.

Pur non escludendo in assoluto il valore di un livello intermedio di rappresentanza, Honsell contesta il testo oggi all’esame del Consiglio regionale, ritenendo non sufficientemente definito l’impatto reale dell’operazione.

Il tema dei lavoratori trasferiti

Un altro passaggio centrale riguarda il personale pubblico che verrebbe coinvolto dal riassetto. Secondo quanto denunciato dal consigliere, il disegno in discussione prevede trasferimenti dalla Regione a un altro ente, un aspetto che per l’opposizione richiede garanzie più chiare.

Open Sinistra Fvg ha quindi annunciato un emendamento dedicato proprio alla tutela dei dipendenti interessati, con l’obiettivo di limitare gli effetti di passaggi imposti e di salvaguardare le scelte dei lavoratori.

Il confronto in Consiglio regionale si apre così con tre questioni già ben visibili: quali compiti avranno davvero le nuove Province, quanto costerà la riforma e quale sarà il destino del personale. Sono questi i punti su cui si misurerà il prosieguo della discussione anche per il Friuli.

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