Dall’ateneo di Udine un premio nazionale alla ricerca che punta su chimica sostenibile e gas serra
Riconoscimento della Società chimica italiana a Maila Danielis, ricercatrice dell’Università di Udine impegnata nello studio di materiali a basso impatto ambientale.
Un risultato che porta il nome di Udine dentro il panorama nazionale della ricerca scientifica arriva dal Dipartimento Politecnico dell’ateneo friulano. Maila Danielis, giovane ricercatrice impegnata nel campo della chimica industriale, ha ottenuto il Premio Robert Karl Grasselli assegnato dalla Società chimica italiana.
Il riconoscimento mette in evidenza un ambito di studio sempre più centrale anche per il territorio: quello dei materiali progettati per ridurre l’impatto ambientale e per intervenire nella trasformazione di gas climalteranti come metano e anidride carbonica.
Un riconoscimento consegnato al congresso di Torino
La premiazione si è svolta a Torino, in occasione della ventiquattresima edizione del congresso nazionale di Catalisi. Al premio è associato un valore di 2000 euro e l’assegnazione avviene con cadenza biennale.
A individuarne i destinatari è il Gruppo tematico di catalisi della Società chimica italiana, che seleziona due studiosi under 37 distintisi per risultati scientifici, innovazione o applicazioni di particolare rilievo.
Il percorso della ricercatrice friulana
Danielis è originaria di Udine e ha costruito la propria formazione proprio nell’università cittadina. Qui ha concluso la laurea magistrale in Ingegneria per l’ambiente e l’energia, per poi proseguire con il dottorato in Scienze dell’ingegneria energetica ed ambientale.
Nel corso della sua attività ha affiancato al lavoro nell’ateneo friulano esperienze di collaborazione con il Brookhaven National Laboratory negli Stati Uniti e con l’Università del Surrey nel Regno Unito. Nel suo curriculum figurano anche due brevetti, segno di una ricerca con ricadute concrete oltre l’ambito accademico.
Il lavoro sui materiali green
Il filone che le è valso il premio riguarda lo studio e l’utilizzo di materiali a minore impatto ambientale all’interno di reazioni che coinvolgono i gas serra. L’obiettivo è aprire strade utili alla conversione di sostanze responsabili dell’alterazione del clima in composti di interesse.
Si tratta di una linea di ricerca che unisce sostenibilità, sviluppo tecnologico e possibili impieghi industriali. In questo quadro rientrano gli studi su metano e CO2, considerati non solo come problemi ambientali ma anche come risorse da trasformare attraverso processi innovativi.
La ricercatrice è inoltre co-leader del progetto europeo C-Net, coordinato dall’Università di Udine. L’iniziativa è orientata alla messa a punto di nuovi materiali e processi capaci di convertire l’anidride carbonica in prodotti utili.
Perché il premio è significativo anche per Udine
Il riconoscimento è intitolato a Robert Karl Grasselli, chimico industriale statunitense scomparso nel 2018 e ricordato per il suo contributo nello sviluppo dei catalizzatori solidi. Nel corso della sua carriera firmò 160 brevetti e contribuì in modo decisivo a un nuovo metodo per la produzione dell’acrilonitrile, sostanza alla base di diversi polimeri.
Per l’Università di Udine il premio assegnato a Danielis rappresenta anche una conferma della qualità di una ricerca che nasce in Friuli ma dialoga con partner internazionali. Un segnale importante per l’ateneo e per un territorio che, attraverso i propri centri di studio, continua a ritagliarsi spazio nei settori più avanzati dell’innovazione ambientale.