Poste, nella Bassa friulana cresce il malcontento: uffici chiusi per mesi e servizi concentrati

Dal Palmarino al Manzanese, Francesco Martines segnala disagi per residenti e Comuni e chiede a Poste Italiane tempi più rapidi e soluzioni provvisorie.

15 ottobre 2026 19:13
Poste, nella Bassa friulana cresce il malcontento: uffici chiusi per mesi e servizi concentrati -
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Nei centri della Bassa friulana il tema degli uffici postali chiusi continua a pesare sulla vita quotidiana, soprattutto dove spostarsi verso il comune vicino non è semplice. A rilanciare il problema è il consigliere regionale Francesco Martines, che parla di segnalazioni costanti arrivate da cittadini e amministratori locali.

Il nodo, secondo quanto riferito, non riguarda soltanto la sospensione temporanea di alcuni sportelli, ma anche gli effetti che queste chiusure producono su territori dove il servizio postale resta un punto di riferimento essenziale per molte persone, in particolare anziani e utenti con minore autonomia negli spostamenti.

Le aree dove si concentrano le proteste

Le criticità indicate da Martines toccano diversi comuni del Palmarino, tra cui Palmanova, Bagnaria Arsa, Sevegliano, Santa Maria la Longa e Torviscosa, ma anche il Manzanese e il Cividalese. Le lamentele, spiega il consigliere, riguardano stop che si protraggono per mesi e che finiscono per creare difficoltà diffuse nei servizi di base.

Tra i punti più delicati c'è anche l'ipotesi di spostare parte delle attività di Palmanova, Sevegliano e Bagnaria Arsa sullo sportello di Trivignano Udinese. Una soluzione che, secondo Martines, rischierebbe di mettere sotto pressione una sede di dimensioni ridotte, con possibili ripercussioni sui tempi di attesa e sull'organizzazione complessiva del servizio.

Perché il problema pesa nei piccoli comuni

Nella lettura proposta dal consigliere regionale, gli uffici postali nei centri medio-piccoli non svolgono soltanto una funzione legata alla corrispondenza. Restano infatti un presidio di prossimità utile anche per operazioni di risparmio e microcredito, in un contesto in cui gli sportelli bancari si sono ridotti e molti servizi si sono spostati sul digitale.

Proprio questo passaggio, osserva Martines, finisce però per lasciare più esposte le fasce fragili della popolazione. Chi ha poca familiarità con gli strumenti informatici o non dispone di mezzi per muoversi facilmente finisce per subire il peso maggiore di ogni chiusura, anche quando viene presentata come temporanea.

Le richieste rivolte a Poste Italiane

Le proposte avanzate puntano a limitare l'impatto delle interruzioni. Martines chiede interventi manutentivi più rapidi, anche con lavori in orario notturno se necessario, oltre all'attivazione di strutture provvisorie attrezzate per le operazioni più frequenti e per il servizio di prelievo.

Un altro punto riguarda la programmazione: per il consigliere andrebbero evitate sospensioni contemporanee in comuni vicini, così da non scaricare tutto il flusso degli utenti su pochi uffici già piccoli. Il timore è che, oltre allo sportello, possano risentirne anche altri servizi collegati, compresa la distribuzione della posta sul territorio.

Il passaggio ai vertici regionali

Martines ha annunciato l'intenzione di portare la questione all'attenzione dei vertici regionali di Poste Italiane. L'obiettivo dichiarato è ottenere spiegazioni più chiare sulle chiusure e aprire un confronto su misure capaci di dare risposte concrete ai territori coinvolti.

Nella Bassa friulana, intanto, la richiesta che arriva da cittadini e amministratori è quella di non lasciare scoperti i piccoli centri per periodi troppo lunghi. In aree dove i servizi di prossimità contano ancora molto, la continuità degli uffici postali resta un tema tutt'altro che secondario.

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