Porto Vecchio, Triestebella rilancia: dieci intitolazioni per raccontare un’altra storia della città
A Palazzo Gopcevich un incontro pubblico con Enrico Mazzoli propone nuovi nomi per la viabilità dell’area, guardando alla Trieste scientifica e cosmopolita.
Il futuro del Porto Vecchio passa anche dai nomi delle sue strade. A Trieste torna così il tema della toponomastica legata alla grande trasformazione dell’area, con una proposta che punta a riportare nello spazio pubblico dieci personalità ritenute decisive per la crescita cittadina e tuttavia mai entrate davvero nella mappa urbana.
L’appuntamento è fissato per martedì 19 maggio alle 17 nella Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, in via Rossini 4. A promuoverlo è Triestebella APS, che ha organizzato una conferenza affidata a Enrico Mazzoli, socio dell’associazione. Lo spazio è stato concesso dal Comune di Trieste attraverso l’Assessorato alle politiche della Cultura e del Turismo.
Il titolo dell’iniziativa mette già al centro l’obiettivo: proporre dieci nomi di triestini che, secondo l’associazione, hanno inciso in modo concreto sulla storia della città e potrebbero oggi trovare posto nella nuova viabilità del Porto Vecchio.
Toponomastica e memoria urbana
Alla base dell’incontro c’è una lettura precisa del passato cittadino. Triestebella sostiene che, nel corso del Novecento, una parte della classe dirigente abbia favorito una rappresentazione più uniforme dell’identità triestina, lasciando ai margini figure non pienamente riconducibili a quella narrazione.
Secondo questa impostazione, a restare esclusi sarebbero stati soprattutto personaggi legati alla stagione asburgica o segnati da cognomi e biografie considerate poco adatte alla costruzione simbolica della città dopo il 1918. Per l’associazione, l’assenza di denominazioni nell’area del Porto Vecchio offre oggi l’occasione per colmare quel vuoto.
I dieci profili scelti dall’associazione
Nel corso della conferenza saranno presentati dieci protagonisti della storia triestina attivi in ambiti diversi, dalla scienza all’impresa, fino all’innovazione tecnica e ai rapporti internazionali. L’idea è mostrare come una parte importante dello sviluppo cittadino sia nata da percorsi aperti all’Europa e al confronto tra culture.
Tra le figure richiamate compaiono persone che nel 1881 parteciparono alla nascita dell’Anno geofisico internazionale, oltre a chi avanzò alla Zeiss la proposta della stereofotogrammetria. Il percorso toccherà anche vicende collegate alle case Liberty all’inizio di via Commerciale, all’invenzione del cavo elettrico sottomarino e a biografie segnate da una forte dimensione linguistica e familiare internazionale.
Non manca un nome particolarmente legato alla storia del porto: Bernhard von Wüllerstorf-Urbair. Triestebella lo indica come una figura chiave nella realizzazione del Porto Nuovo, l’attuale Porto Vecchio, oltre che come uno degli uomini che contribuirono a fare di Trieste un centro scientifico di rilievo nell’Ottocento.
Il Porto Vecchio come scelta per il domani
La proposta non si ferma al ricordo storico. L’associazione collega infatti le future intitolazioni alla discussione più ampia sulla destinazione dell’area, oggi al centro di una rigenerazione urbana che continua a far discutere per indirizzo, funzioni e identità.
Nel materiale che accompagna l’iniziativa, Triestebella auspica che il recupero del Porto Vecchio non si esaurisca in una valorizzazione immobiliare, ma guardi invece a un insediamento capace di creare lavoro qualificato e nuova ricchezza. Tra gli esempi citati compaiono laboratori avanzati e data factories riconducibili a grandi gruppi internazionali del settore tecnologico.
All’incontro sarà distribuito anche un opuscolo con le schede dedicate ai dieci nomi proposti. Il pubblico potrà inoltre chiedere il programma dell’associazione e conoscere più da vicino le iniziative che Triestebella intende portare avanti sul fronte della memoria urbana e del futuro del Porto Vecchio.