Pordenone rafforza la rete per le famiglie: più attenzione ad adolescenti, caregiver e servizi di prossimità
Dal Centro per le Famiglie alle farmacie comunali, il punto sulle misure che il Comune sta portando avanti nel percorso dedicato al sostegno dei nuclei familiari.
A Pordenone il lavoro sui servizi dedicati ai nuclei familiari si concentra in questa fase su alcuni bisogni che stanno emergendo con maggiore evidenza: il supporto agli adolescenti, l’aiuto a chi assiste parenti anziani e una rete di accesso ai servizi sempre più vicina alla vita quotidiana.
Il quadro è stato tracciato durante una riunione della Commissione interdisciplinare famiglia, chiamata a verificare come sta procedendo il piano “Prospettiva Famiglia”, inserito nel percorso di certificazione “Comune Amico della Famiglia”. Dall’incontro è arrivata l’indicazione di proseguire sulle azioni già avviate e di svilupparne di nuove, con l’obiettivo di rendere gli interventi più coordinati e facili da raggiungere.
Il nodo centrale resta il Centro per le Famiglie
Tra i punti considerati prioritari c’è il Centro per le Famiglie, organizzato nell’Ambito territoriale con riferimento all’hub di corso Garibaldi e a una presenza diffusa in più sedi. È qui che il Comune registra una crescita progressiva delle attività e delle persone che si rivolgono al servizio.
Accanto alle proposte già attive, l’offerta si sta ampliando con interventi più mirati. In particolare, sono stati introdotti percorsi rivolti ai ragazzi, con attenzione al tema della prevenzione delle dipendenze, seguendo le indicazioni nazionali in materia.
Un altro versante riguarda chi si occupa ogni giorno di familiari anziani. Il sostegno ai caregiver entra così in modo più strutturato tra le risposte previste, riconoscendo un’esigenza molto presente anche nel territorio pordenonese.
Tempi di vita e lavoro, un capitolo ancora aperto
Nel confronto della Commissione è riemerso anche un tema che attraversa molte politiche familiari: la conciliazione tra impegni lavorativi e organizzazione della vita domestica. Per il Comune si tratta di un ambito da rafforzare ulteriormente, mettendo in relazione servizi, istituzioni e realtà del territorio.
Il punto non riguarda soltanto la gestione dei figli, ma più in generale la possibilità per le famiglie di orientarsi tra cura, lavoro e necessità quotidiane senza ostacoli aggiuntivi. Proprio per questo il piano mantiene alta l’attenzione su strumenti trasversali che possano semplificare l’accesso ai supporti esistenti.
Anche le farmacie comunali entrano nella rete di supporto
Nel sistema di sostegno delineato dall’amministrazione trovano spazio anche le farmacie comunali, considerate un presidio utile per intercettare bisogni concreti legati alla genitorialità. Tra i servizi già presenti figurano gli spazi per l’allattamento e la presenza di un infermiere.
A questi si aggiunge un percorso formativo specifico sull’alimentazione, pensato per offrire consulenze più qualificate alle famiglie. L’idea di fondo è distribuire i punti di riferimento sul territorio, evitando che tutto passi soltanto dagli uffici comunali o da un’unica sede.
Informazioni più accessibili per far conoscere i servizi
Un altro aspetto affrontato riguarda la comunicazione. Rendere visibili opportunità e iniziative è considerato un passaggio decisivo, perché molti strumenti risultano davvero utili solo se le famiglie sanno dove trovarli e come utilizzarli.
Le attività del Centro per le Famiglie vengono diffuse attraverso il sito del Comune, il portale Noncello in rete, i canali social dedicati su Facebook e Instagram e un aggiornamento settimanale via WhatsApp. Una pluralità di canali che punta a raggiungere pubblici diversi, dai genitori più giovani a chi cerca informazioni in modo più immediato.
L’assessora alle Politiche sociali e Pari opportunità Guglielmina Cucci ha definito la riunione un momento utile di verifica e condivisione, sottolineando la volontà dell’amministrazione di proseguire con una rete di servizi sempre più integrata e accessibile. Il percorso del piano “Prospettiva Famiglia”, quindi, prosegue con un’attenzione che a Pordenone resta centrata sui cambiamenti reali vissuti dalle famiglie.