A Pordenone la musica sacra riparte da “Fede ed eresia”: estate di concerti verso il 2027
Cinque serate in Duomo, il laboratorio bizantino a Casa Zanussi e da ottobre la seconda parte del festival con l’omaggio a Papa Leone
Pordenone affida ancora una volta alla musica uno dei percorsi culturali più significativi del suo avvicinamento al 2027. La 35ª edizione del Festival internazionale di musica sacra mette infatti al centro il tema “Fede ed eresia”, avvio di un progetto triennale che accompagnerà la manifestazione fino al 2028.
La rassegna, promossa da Presenza e Cultura e guidata dai direttori artistici Franco Calabretto ed Eddi De Nadai, torna con una formula già sperimentata: una prima sezione tra giugno e i primi giorni di luglio e un secondo blocco in autunno. Il cuore degli appuntamenti estivi sarà il Duomo Concattedrale di San Marco, mentre Casa Zanussi ospiterà il laboratorio dedicato alla tradizione bizantina.
Per la città si tratta di un tassello importante del calendario culturale, anche in prospettiva dell’anno in cui Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura. Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e BCC Pordenonese Monsile.
Un percorso che guarda al dialogo tra differenze
Il filo conduttore scelto per il nuovo ciclo non punta soltanto alla dimensione religiosa in senso stretto, ma si allarga al confronto tra ortodossia, ricerca spirituale e libertà di pensiero. Franco Calabretto ha spiegato che il cammino verso il 2027 porterà il festival ad approfondire sempre di più i territori della non ortodossia, fino a una grande produzione dedicata proprio al tema dell’eresia.
Non a caso l’avvio dell’edizione 2026 prende spunto da una pagina storica che parla di incontro più che di scontro: quella tra san Francesco e il sultano. Un episodio che i promotori leggono come occasione di confronto tra fedi diverse e come terreno comune di umanità.
Su questo asse si colloca anche la riflessione del presidente di Presenza e Cultura, Orioldo Marson, che lega il titolo del triennio all’idea di una scelta, di una ricerca della verità e di una responsabilità personale. Nel suo intervento richiama il valore del rispetto reciproco e dell’ascolto, anche alla luce della pluralità che ha segnato le origini del cristianesimo.
Le date di giugno e inizio luglio
La prima parte del festival partirà giovedì 11 giugno alle 20.45 nel Duomo di San Marco con “Il Santo folle. Francesco, il Sultano, una tenda sulle rive del Nilo”, azione scenica commissionata in collaborazione con altre realtà italiane della musica sacra. Il testo è firmato da Guido Barbieri, mentre la partitura porta la firma di Marcello Fera.
Sul palco ci saranno Astra Lanz, Nicola Zambon, Ludovico Dal Pra e Marco Zanco, insieme al Conductus Ensemble e al Gruppo Vocale Heinrich Schütz, con lo stesso Fera nel doppio ruolo di violinista solista e direttore. L’opera rilegge l’incontro del 1219 fra Francesco d’Assisi e Malik al-Kamil come momento di confronto culturale, etico e religioso, affidandone la memoria alla figura di Jacopa de’ Settesoli.
Il 14 giugno il programma proseguirà con “Ghirlanda spirituale”, affidato al soprano Elena Di Marino e a Marina Bonet all’arpa a tre ordini. Il concerto raccoglie pagine devozionali, arie e canzonette del Seicento, con musiche di Monteverdi e brani provenienti da raccolte del XVII secolo.
Il 18 giugno toccherà invece a LaReverdie con “Laudarium”, itinerario musicale nella devozione francescana e nel repertorio delle laude, dall’Umbria del Duecento fino agli sviluppi fiorentini e veneziani tra Trecento e primo Quattrocento. L’appuntamento si inserisce anche nelle iniziative per l’anno francescano legato agli ottocento anni dalla morte del santo.
Nuove scritture e laboratorio a Casa Zanussi
Domenica 28 giugno il festival riserverà spazio alla musica contemporanea e al dialogo con il repertorio storico. Nella prima parte della serata sarà eseguito “Il Sigillo” di Maurizio Agostini, interpretato da Federico Lepre, Riccardo Burato, Elisabeth Zawadke e diretto da Mario Ruffini, dopo il debutto previsto il giorno prima al Piccolo Opera Festival di Capriva del Friuli.
Nella seconda parte il confronto si sposterà indietro di due secoli e mezzo con il “Duetto tra l’anima e Gesù Cristo”, composto nel 1760 da Sant’Alfonso de’ Liguori. A eseguirlo saranno Mirko Grgorinić e Kamilla Karginova, con Giacomo Catana al violino ed Elisabeth Zawadke all’organo.
La prima sezione della rassegna si chiuderà il 4 e 5 luglio con il Laboratorio di Musica Sacra Bizantina a Casa Zanussi, curato da Gerasimos Papadopoulos con l’Ensemble Kalophonia e con la partecipazione del Coro S. Antonio Abate di Cordenons. Il progetto esplora la tradizione bizantina tra Sicilia e Grecia e punta a mettere in relazione le radici italo-greche con le espressioni vive della spiritualità musicale orientale.
Il laboratorio terminerà con la presentazione del volume “Musica bizantina italo-greca” pubblicato da Euracus e con il concerto pubblico di domenica 5 luglio nel Duomo di San Marco, dedicato alla tradizione manoscritta italo-greca e siculo-albanese. La collaborazione coinvolge anche il Festival Mediterraneo di Musica Sacra di Catania e l’Università di Catania.
Da ottobre la seconda parte del cartellone
Dopo la parentesi estiva, il festival tornerà domenica 11 ottobre con l’“Omaggio a Papa Leone”, affidato al Guillou Consort. Sarà l’inizio della sezione autunnale, composta da altri otto concerti e accompagnata da mostre, conferenze e lezioni-concerto.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. Per Pordenone il festival conferma così il proprio ruolo stabile nel panorama culturale cittadino e regionale, intrecciando ricerca musicale, approfondimento e una lettura del sacro capace di dialogare con il presente.