Pordenone, martedì di grande richiamo alle Giornate del Cinema Muto: riflettori su Lon Chaney al Verdi
Il 6 ottobre il festival propone quattro appuntamenti al Teatro Verdi: in chiusura il classico del 1926 “I fanti del mare”.
Alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, la giornata di martedì 6 ottobre si annuncia come una delle più dense dell’intera settimana. Il Teatro Verdi ospiterà infatti un programma distribuito tra mattina, pomeriggio e sera, con un titolo destinato ad attirare particolare attenzione: I fanti del mare, versione italiana di Tell It to the Marines, affidato al volto inconfondibile di Lon Chaney.
L’appuntamento serale delle 21 occupa un posto centrale nel cartellone della manifestazione, ormai entrata nel pieno del suo svolgimento in città. Per il pubblico friulano sarà l’occasione di rivedere un film del 1926 che mostra Chaney lontano dai personaggi più legati al trucco e alla deformazione scenica, in una prova interpretativa molto diversa da quelle che lo hanno reso celebre.
La serata punta su un Chaney inedito
Nel film diretto da George Hill, l’attore interpreta un sergente dei Marines severo e inflessibile, alle prese con una recluta indisciplinata, George “Skeet” Burns, portata sullo schermo da William Haines. Accanto al confronto tra i due uomini si inserisce anche la figura dell’infermiera Norma, interpretata da Eleanor Boardman.
Il peso dell’opera, però, non si esaurisce nella trama sentimentale o nel registro da commedia d’azione. Una parte importante è affidata alle scene militari, costruite con il coinvolgimento diretto del corpo dei Marines. Le riprese furono realizzate tra la base di San Diego, le Filippine, Shanghai e la nave ammiraglia California, che negli anni successivi sarebbe stata colpita nell’attacco di Pearl Harbor.
Tra gli elementi che rendono il film significativo anche sul piano storico c’è il rapporto nato sul set tra Chaney e il generale Smedley D. Butler, consulente principale della produzione. Il titolo viene spesso ricordato come uno dei primi esempi in cui industria cinematografica, star system e apparato militare compresero insieme la forza del cinema nella costruzione dell’immagine pubblica americana. Non a caso arrivò anche a una proiezione alla Casa Bianca, alla presenza del presidente Calvin Coolidge.
Curiosamente, pur essendo oggi meno associato alla fama dell’attore rispetto ai suoi ruoli più cupi, questo film fu il maggiore successo commerciale della sua carriera. A Pordenone viene proposto come momento di punta del programma di martedì.
Il mattino tra commedia e West meno convenzionale
La giornata al Verdi prenderà avvio alle 10 con Seven Sinners, film del 1925 che segna l’esordio nel lungometraggio di Lewis Milestone. Il futuro regista premio Oscar costruisce qui una commedia incentrata su una banda di ladri pasticcioni, con Marie Prevost nel ruolo principale.
Il titolo conserva anche un interesse particolare per la sua lavorazione: tra gli autori della sceneggiatura compare infatti Darryl F. Zanuck, destinato in seguito a diventare una figura di primo piano nell’industria hollywoodiana. È uno di quei film che aiutano a leggere i passaggi iniziali di carriere poi diventate decisive nel cinema del Novecento.
Alle 11.30 il festival cambierà atmosfera con The Country That God Forgot, western del 1916 firmato da Marshall Neilan. Il protagonista è Tom Santschi, in un’opera che si allontana dall’immaginario più spettacolare del genere e sceglie un tono più asciutto e duro.
Ambientato nel deserto del Mojave, il film racconta l’esistenza difficile di un minatore e della moglie, stretti in una quotidianità segnata da fatica, isolamento e desolazione. La copia in programma proviene dal George Eastman Museum.
Nel pomeriggio uno sguardo alla Weimar
Alle 15.30 il cartellone porterà sullo schermo Der Reigen (Il girotondo), realizzato nel 1920 da Richard Oswald e inserito nella sezione dedicata al cinema della Repubblica di Weimar. È uno dei passaggi più rilevanti del programma pomeridiano.
Al centro del racconto c’è Elena, interpretata da Asta Nielsen, giovane donna povera intrappolata in un ambiente che la espone allo sfruttamento. Conrad Veidt veste i panni del proprietario di cabaret che condiziona il suo destino. Il film propone una visione severa dei rapporti sociali e accompagna lo spettatore dentro un universo in cui per i più fragili lo spazio di riscatto appare quasi inesistente.
Il festival in città fino al 10 ottobre
Le Giornate del Cinema Muto proseguono a Pordenone fino al 10 ottobre 2026, sempre al Teatro Verdi. La manifestazione è sostenuta da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Comune di Pordenone, Camera di Commercio Pordenone-Udine, Fondazione Friuli, con la partecipazione di BCC Pordenonese e Monsile.
Per il pubblico resta attiva l’infoline 389 160 3000, riferimento utile per orari, accessi e informazioni legate agli appuntamenti in programma nei prossimi giorni.