Pordenone, il Tar ferma il provvedimento del Comune: la cornacchia di via Damiani non sarà soppressa
I giudici amministrativi hanno annullato l’ordinanza firmata dal sindaco: per il Tribunale mancavano verifiche tecniche e valutazioni scientifiche adeguate.
La vicenda della cornacchia di via Damiani si chiude, almeno sul fronte amministrativo, con uno stop al Comune di Pordenone. Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha cancellato l’ordinanza che autorizzava l’eliminazione dell’animale, accogliendo il ricorso presentato dalle associazioni impegnate nella tutela degli animali.
Per i giudici, prima di arrivare alla scelta più estrema non era stato costruito un percorso istruttorio sufficiente. In particolare, la sentenza richiama l’assenza di approfondimenti tecnici ritenuti necessari e di pareri scientifici adeguati a sostenere una decisione di questo tipo.
Si tratta dell’epilogo giudiziario di un caso che nelle ultime settimane aveva fatto discutere ben oltre i confini cittadini, trasformando un episodio nato in un quartiere di Pordenone in un tema seguito anche a livello nazionale.
Perché il Tribunale ha dato ragione al ricorso
Al centro della decisione c’era l’ordinanza contingibile e urgente numero 10, firmata il 6 giugno 2026 dal sindaco Alessandro Basso. Il provvedimento disponeva l’abbattimento dell’esemplare, indicato come responsabile di comportamenti ritenuti aggressivi verso i passanti.
La Prima Sezione del Tar ha ritenuto fondate le obiezioni sollevate dalle associazioni ricorrenti. Nella ricostruzione accolta dal Tribunale, l’amministrazione non ha dimostrato in modo adeguato che non esistessero altre soluzioni praticabili prima di autorizzare l’uccisione del volatile.
La sentenza rende definitivo anche l’altolà che era già arrivato nelle scorse settimane, quando il giudice amministrativo aveva sospeso gli effetti delle ordinanze legate al caso della cornacchia pordenonese.
Le segnalazioni partite dal quartiere
Tutto era nato in via Damiani, in particolare nell’area del civico 29, dove alcuni residenti avevano segnalato passaggi molto ravvicinati dell’animale. La presenza della cornacchia aveva creato preoccupazione tra chi attraversava abitualmente la zona.
Secondo quanto emerso nel corso della vicenda, il comportamento dell’esemplare adulto era collegato alla difesa del nido e dei piccoli. L’animale tendeva quindi ad avvicinarsi a chi entrava nello spazio percepito come sensibile.
Da un problema circoscritto alla strada si è così arrivati a un confronto pubblico più ampio, con posizioni diverse tra residenti, amministrazione comunale e mondo animalista.
Il nodo delle alternative all’abbattimento
Prima della decisione contestata, era stato tentato anche il recupero del volatile con strumenti non letali. Il Corpo forestale regionale aveva predisposto una gabbia-trappola, ma il tentativo non aveva dato l’esito sperato.
Proprio questo passaggio è stato uno dei punti più discussi. Per il Tar, il fallimento di un primo intervento non bastava da solo a giustificare il ricorso alla soppressione dell’animale.
Secondo i giudici, il Comune avrebbe dovuto verificare in modo più approfondito la possibilità di adottare altre misure non cruente e documentare con maggiore precisione l’eventuale impossibilità di percorrere strade diverse. Con l’annullamento dell’ordinanza, la cornacchia di via Damiani non potrà quindi essere abbattuta sulla base di quel provvedimento.