Pordenone si consegna al pianoforte: a giugno tre giorni di festival diffuso in tutta la città

Dall’anteprima del 4 giugno al weekend dal 19 al 21: oltre cento appuntamenti gratuiti, giovani talenti, nomi internazionali e pianoforti aperti al pubblico

A cura di Web Team Web Team
28 maggio 2026 19:36
Pordenone si consegna al pianoforte: a giugno tre giorni di festival diffuso in tutta la città -
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Per tre giorni Pordenone tornerà a vivere a ritmo di tastiera, con un’edizione di Piano City che nel 2026 alza ulteriormente l’asticella: il cartellone supera quota cento concerti e trasforma strade, corti, sale storiche e spazi del commercio in un unico percorso musicale urbano.

La manifestazione, arrivata all’ottavo anno, coinvolgerà più di 150 pianisti e un ampio numero di luoghi cittadini, con appuntamenti a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Accanto ai musicisti affermati ci saranno studenti, giovani interpreti e allievi delle scuole del territorio, in una formula che tiene insieme spettacolo, formazione e partecipazione diffusa.

La presentazione si è svolta al Piano City Parlour di vicolo San Francesco. Il festival è promosso dal Comitato Piano City Pordenone insieme al Comune, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e di una rete estesa di collaborazioni pubbliche e private.

Una città intera come sala da concerto

Uno degli elementi che continuano a distinguere l’iniziativa è la sua capacità di uscire dai luoghi canonici della musica e di occupare il tessuto cittadino. Il programma si distribuisce tra spazi pubblici, corti private, sedi aziendali, attività commerciali e location già legate alla vita culturale di Pordenone.

La formula comprende concerti in contesti tradizionali, appuntamenti all’aperto, esibizioni ospitate in dimore e cortili concessi dai proprietari e i Factory Concert, che portano il pianoforte dentro ambienti produttivi e commerciali. È proprio questa sezione, negli anni, ad aver dato al festival pordenonese un’identità riconoscibile nel panorama dei vari Piano City nati dall’idea di Andreas Kern.

Tra i luoghi coinvolti figurano, tra gli altri, il Convento di San Francesco, Palazzo Loredan Porcia, Palazzo Gregoris, Palazzo Policreti, Villa Baschiera Tallon, Asp Umberto I e alcune attività come Molino Pordenone, Fontego da Febo, Monologue, The Garden e l’Ambiente.

Il calendario: anteprima, apertura e finale

Prima del fine settimana centrale ci sarà un’anteprima fissata per giovedì 4 giugno alle 21 al Molino Pordenone. In programma il Factory Concert dei Minimal Klezmer con “Musica felice”, proposta che intreccia la tradizione klezmer dell’Europa centrale e sonorità contemporanee.

L’apertura ufficiale del festival è prevista venerdì 19 giugno alle 21 in piazza della Motta con “Allegro con brio: 4 pianoforti, 16 pianisti, 32 mani”, inserito nel programma di TU27 Teatro Urbano. Il progetto, curato dai maestri Pasquale Iannone e Teresa Trevisan con arrangiamenti di Gregorio Goffredo, metterà insieme repertori molto diversi, con un impianto scenico arricchito da una regia visiva e luminosa firmata da Federico Cautero.

Sabato 20 giugno, sempre alle 21 ma in piazza San Marco, il centro della scena sarà per Leonora Armellini con “Chopin Hour”, recital costruito interamente attorno alla musica di Fryderyk Chopin.

La chiusura arriverà domenica 21 giugno alle 21, di nuovo in piazza della Motta, con “Afro Baroque”, affidato al duo composto da Yakir Arbib e Conti Bilong, in un incontro tra linguaggi musicali e sensibilità differenti che rientra anch’esso nel palinsesto di TU27.

Dal Friuli all’estero, una rete ampia di interpreti

La partecipazione si conferma internazionale. A Pordenone arriveranno pianisti dall’Italia e da numerosi Paesi, tra cui Albania, Austria, Bosnia Erzegovina, Camerun, Cipro, Croazia, Cuba, Francia, Germania, Inghilterra, Serbia, Svizzera e Ungheria. Il dato restituisce la crescita di una rassegna che, anno dopo anno, ha consolidato la propria reputazione anche fuori dai confini regionali.

Secondo quanto reso noto dagli organizzatori, le candidature ricevute hanno superato le 300. Un numero che fotografa sia l’attrattività del festival sia la sua capacità di offrire spazio a profili diversi: concertisti, docenti di conservatorio, vincitori di concorsi, esordienti e pianisti giovanissimi.

Tra i nomi annunciati compaiono, tra gli altri, Arianna Bronzi, Zhuoya Wang, Gaia Spataro, Emanuele Iazzarelli, Kamil Kulic, Sofia Grishcheva, Samuele Valenzano, Giulia Falzarano, Marco Ottaviani, Stefano Zeitler, Francesca Barbato, Filippo Piredda, Alessandro Mennini, Fulvio Nicolosi, Kostantin Zvyagin e Simone Ivaldi.

Il ruolo dei giovani e delle scuole del territorio

Una parte importante del progetto guarda alla formazione musicale e alla crescita delle nuove generazioni. Sabato 20 giugno dalle 15 tornerà la Staffetta delle Scuole, con esibizioni in contemporanea in nove punti della città e con il coinvolgimento degli allievi delle scuole di musica del territorio.

L’edizione 2026 viene indicata come la più ampia per questa sezione, con 18 scuole partecipanti e nuovi ingressi anche dal Veneto, come il Liceo Classico e Musicale “Marco Polo” di Venezia e il Liceo Statale “XXV Aprile” di Portogruaro. Prosegue inoltre il legame con il Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste e con il Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine.

Nel programma trovano spazio anche appuntamenti dedicati ai talenti più giovani. Domenica 21 giugno alle 15, al Convento di San Francesco, “Giovani Scene” proporrà “Il viaggio dell’eroe”, racconto musicale tratto da Peer Gynt e da altre opere di Edvard Grieg, con undici giovani pianisti, la partecipazione di Anna Zanforlini e la voce recitante di Beatrice Vittoria Zorzi.

Al Convento di San Francesco sono attesi anche Mia Pečnik, sabato alle 18.30, e Filippo Odobashi, domenica alle 17, in un cartellone che conferma l’attenzione verso i percorsi emergenti e il rapporto con i concorsi musicali.

Jazz, crossover e i pianoforti a disposizione di tutti

Se la matrice classica resta centrale, Piano City Pordenone continua ad allargare il raggio d’azione. Sabato il versante jazz passerà, tra gli altri, da Alberto Forino in piazzetta Pescheria, Mario Panebianco alla Galleria Asquini, Armando Battiston, Danilo Memoli con “Solitude” e Hüseyin Kirmizi. Domenica saranno invece protagonisti Adrien Brandeis, DomeniJAM, Stefano Nardon, Lorenzo Tosarelli con un omaggio a Guinga, oltre a Daniele Longo, Raf Ferrari e Mattia Niniano.

Sul fronte crossover sono annunciati i Sonic Twins, Ernesto Oliva, Dolores Bratić e Ivano Leva, a conferma di una programmazione che non si chiude in un unico repertorio ma cerca pubblici diversi e occasioni d’ascolto meno convenzionali.

Resta poi uno dei segni più riconoscibili del festival: i pianoforti liberi disseminati in città. Gli strumenti utilizzabili dal pubblico saranno undici, collocati in vari punti di Pordenone, dal Chiostro della Biblioteca civica a locali, hotel, portici e spazi commerciali. Alcuni ospiteranno anche concerti, altri saranno semplicemente a disposizione di chi vorrà sedersi e suonare.

Un evento che pesa anche nel percorso culturale della città

Per l’amministrazione comunale e per gli organizzatori, il traguardo dei cento concerti rappresenta un passaggio significativo dentro una stagione culturale che punta a far dialogare centro storico, pubblico e produzione artistica. Il festival viene inoltre collocato tra gli appuntamenti strategici del 2026 e si inserisce nel cammino verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.

L’idea di fondo resta quella di una manifestazione accessibile, diffusa e fortemente radicata nel contesto locale, ma capace allo stesso tempo di attrarre interpreti da fuori regione e dall’estero. È anche questa doppia dimensione, cittadina e internazionale, a fare di Piano City uno degli appuntamenti più riconoscibili del calendario culturale pordenonese.

Dal 4 giugno con l’anteprima e poi nel fine settimana dal 19 al 21, Pordenone avrà così un centro storico attraversato dalla musica in molte delle sue forme: dai recital solistici alle esperienze collettive, dal jazz ai giovani allievi, fino ai pianoforti lasciati aperti all’iniziativa spontanea di residenti e visitatori.

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