Pordenone 2027, la sfida dell’accessibilità culturale entra nel vivo con “Città Aperte”

A Cinemazero il primo confronto operativo del progetto che punta a coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni e attività del territorio.

A cura di Web Team Web Team
07 settembre 2026 19:44
Pordenone 2027, la sfida dell’accessibilità culturale entra nel vivo con “Città Aperte” -
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Rendere la cultura davvero praticabile da tutti, non come intervento occasionale ma come metodo di lavoro stabile. È da questo obiettivo che Pordenone ha avviato il percorso di “Città Aperte”, una delle iniziative inserite nel cammino verso il 2027, anno in cui la città sarà Capitale italiana della Cultura.

Il primo passaggio operativo si è svolto oggi, 7 settembre 2026, negli spazi di Cinemazero, con la partecipazione dell’assessore alla Cultura Alberto Parigi e dell’assora alle Politiche sociali Guglielmina Cucci. L’incontro ha segnato l’avvio di un confronto concreto tra soggetti diversi chiamati a costruire una rete locale sull’accessibilità.

L’idea è quella di mettere insieme amministrazione, operatori culturali, scuole, associazioni, negozi e cittadini per definire strumenti comuni che permettano una fruizione più semplice, autonoma e inclusiva degli spazi e delle proposte culturali.

Un lavoro che vuole restare oltre l’anno della Capitale

Il progetto è promosso da Cinemazero come capofila insieme al Comune di Pordenone e ad altri partner del territorio. L’impostazione scelta non guarda soltanto agli appuntamenti del 2027, ma punta a lasciare competenze, pratiche e modelli utili anche negli anni successivi.

Tra le prime attività previste ci sono una ricognizione dello stato dell’accessibilità in città, l’individuazione delle esperienze già presenti e la loro organizzazione in un sistema più strutturato. L’obiettivo è partire da quanto esiste già, rafforzandolo e collegandolo meglio.

Parigi ha indicato “Città Aperte” come uno dei progetti che esprimono con maggiore chiarezza il senso del dossier di Pordenone 2027: una visione della cultura che dialoga con inclusione, impresa, salute e giovani, e che non si esaurisce nel calendario degli eventi.

Pordenone, parte “Città Aperte”: verso una cultura più accessibile nel 2027

Formazione, manifesto e iniziative per il pubblico

Nel programma del 2027 rientra anche un percorso formativo gratuito destinato a enti, istituzioni, scuole e attività commerciali. Accanto a questo prenderà forma un Manifesto della Cultura dell’Accessibilità, costruito in modo partecipato insieme ai partner e alle persone che vivono direttamente condizioni di disabilità fisica o cognitiva.

Non mancherà una parte rivolta alla sensibilizzazione della cittadinanza. Sono infatti annunciati un cortometraggio dedicato al tema, una rassegna con proiezioni accessibili e momenti pubblici di confronto, pensati per allargare la discussione ben oltre gli addetti ai lavori.

Accessibilità come criterio urbano, non solo come rimedio

Uno dei punti emersi durante il confronto riguarda il cambio di approccio richiamato da Guglielmina Cucci: l’accessibilità non va letta soltanto come eliminazione di ostacoli già esistenti, ma come principio da inserire fin dall’inizio nella progettazione di servizi, luoghi e opportunità.

Il perimetro del progetto, infatti, è più ampio rispetto al solo tema delle disabilità permanenti. Dentro questa impostazione rientrano anche fragilità temporanee, difficoltà motorie o sensoriali, persone anziane, genitori con passeggino e, più in generale, chiunque abbia bisogno di muoversi e partecipare con maggiore autonomia.

Cucci ha richiamato anche un altro aspetto, quello della libertà di vivere parchi, strade e spazi pubblici in condizioni di sicurezza, collegando l’accessibilità anche alla qualità urbana e alla partecipazione civile. In questo quadro, “Città Aperte” diventa per Pordenone non solo un progetto culturale, ma un banco di prova per immaginare una città più accogliente nella vita quotidiana.

L’incontro ospitato da Cinemazero è servito a mettere sul tavolo esperienze già attive, obiettivi condivisi e possibili collaborazioni future. Da qui partirà una delle linee di lavoro con cui Pordenone proverà a costruire un 2027 capace di coinvolgere davvero scuole, musei, teatri, associazioni e attività del territorio.

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