Pinot Grigio delle Venezie, stretta sulle rese per il 2026: cosa cambia anche per il Friuli

Il Consorzio ha fissato a 160 quintali per ettaro la resa massima per la prossima campagna, con una quota destinata a stoccaggio amministrativo.

21 maggio 2026 20:37
Pinot Grigio delle Venezie, stretta sulle rese per il 2026: cosa cambia anche per il Friuli -
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Per i produttori friulani del Pinot Grigio inseriti nella DOC Delle Venezie, la vendemmia 2026 si prepara con regole più selettive. L’Assemblea dei Soci del Consorzio ha infatti scelto di intervenire sulla gestione dell’offerta, puntando a contenere i volumi per sostenere qualità, equilibrio del sistema e valore della denominazione.

La decisione è stata assunta a Verona nei giorni scorsi e riguarda l’intero perimetro della DOC interregionale, che coinvolge Friuli Venezia Giulia, Veneto e Provincia autonoma di Trento. Per il territorio friulano, dove il Pinot Grigio rappresenta una voce importante della viticoltura, il provvedimento si inserisce in una programmazione che guarda alla tenuta del mercato e alla riconoscibilità del prodotto.

La misura approvata per la prossima campagna

Nel concreto, per il 2026 la resa massima di uva è stata fissata a 160 quintali per ettaro. Di questi, 30 quintali per ettaro saranno destinati a stoccaggio amministrativo, uno strumento già utilizzato nella gestione della denominazione per modulare la disponibilità di prodotto.

L’obiettivo dichiarato è evitare squilibri tra produzione e mercato, accompagnando la filiera con una linea prudente. La scelta rientra infatti nel sistema di governo dell’offerta che il Consorzio porta avanti da anni per calibrare il potenziale produttivo del Pinot Grigio DOC Delle Venezie.

Perché la decisione interessa da vicino il Friuli

Il Friuli Venezia Giulia è uno dei territori compresi nella grande denominazione delle Venezie e partecipa in modo diretto a questo modello condiviso. Le misure varate non sono quindi soltanto un passaggio tecnico, ma incidono sull’organizzazione della campagna vitivinicola, sulla pianificazione aziendale e sulle prospettive commerciali delle imprese coinvolte.

La linea scelta dal Consorzio punta a difendere il posizionamento del Pinot Grigio nei mercati, lavorando sulla stabilità complessiva del comparto. In questo quadro, contenere le rese viene letto come un passaggio utile a preservare identità del vino, competitività e capacità di tenuta nel medio periodo.

Il presidente del Consorzio DOC Delle Venezie, Luca Rigotti, ha sottolineato che le decisioni approvate dall’assemblea confermano una visione comune nella gestione della denominazione. Secondo Rigotti, la programmazione dell’offerta resta oggi una leva centrale per consolidare valore, riconoscibilità e continuità di mercato del Pinot Grigio DOC Delle Venezie.

Le prossime tappe sulla gestione dei volumi

Non si chiude qui il lavoro del Consorzio. Nelle prossime settimane dovrà essere definita anche la data limite per la riclassificazione orizzontale relativa alla campagna 2026/2027. Si tratta del meccanismo che regola l’ingresso di volumi di Pinot Grigio provenienti da altre DOC territoriali con la stessa tipologia varietale.

Questo passaggio serve a monitorare con maggiore precisione quantità disponibili e giacenze, così da impostare in modo più puntuale le successive misure di gestione. Per una denominazione così ampia, il controllo dei flussi resta uno degli elementi chiave per evitare eccessi produttivi e mantenere una regia efficace.

La DOC Delle Venezie conta oggi circa 27 mila ettari vitati nel Triveneto ed è una delle principali realtà del vino italiano per dimensioni e organizzazione. Nata nel 2017, mette insieme una filiera che comprende 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento.

I numeri aiutano a capire il peso della denominazione: circa 230 milioni di bottiglie, l’85% del Pinot Grigio italiano e il 43% di quello mondiale. Anche per questo le scelte sulla vendemmia 2026 hanno un riflesso che va oltre la singola annata e interessano da vicino anche il sistema vitivinicolo friulano.

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