Piccolo Opera Festival, in Friuli due serate speciali tra carcere e luogo della memoria
A fine giugno il festival porta un dittico dedicato alla libertà a Gorizia e Trieste: ingresso gratuito con prenotazione, scadenza anticipata per la data in carcere.
Il Piccolo Opera Festival sceglie due spazi fuori dall’ordinario per uno degli appuntamenti più significativi della sua edizione 2026. Tra Gorizia e Trieste, a fine giugno, il pubblico potrà assistere gratuitamente a un progetto lirico pensato attorno al tema della libertà, con accesso su prenotazione.
La prima data è fissata per sabato 27 giugno alle 19 nella Casa circondariale “A. Bigazzi” di Gorizia. La seconda seguirà lunedì 29 giugno alle 20.30 alla Risiera di San Sabba, a Trieste. Per entrambe le serate è necessario registrarsi in anticipo, mentre per l’ingresso all’istituto penitenziario goriziano la procedura va completata entro il 16 giugno.
Un dittico che lega musica, confine e significato dei luoghi
Al centro delle due recite c’è un accostamento costruito con una forte coerenza tematica. Da una parte “Il Prigioniero” di Luigi Dallapiccola, dall’altra “Il Sigillo”, nuovo monologo musicale firmato da Maurizio Agostini su libretto di Maria Carla Curia, presentato in prima assoluta con il tenore friulano Federico Lepre.
La scelta di questi titoli si inserisce nel filo conduttore della 19ª edizione del festival, dedicata proprio alla libertà. Non si tratta solo di una proposta artistica, ma di un lavoro ideato in rapporto diretto con ambienti che portano con sé una precisa densità civile e storica.
Gorizia come punto di partenza del progetto
Per il Friuli, l’appuntamento alla Casa circondariale di Gorizia assume un rilievo particolare. Qui l’iniziativa prende forma anche grazie alla collaborazione con la direzione della struttura, con il contributo degli educatori e dell’associazione Fierascena APS, che hanno reso possibile anche il coinvolgimento di alcuni detenuti.
Il passaggio successivo sarà a Trieste, nella Risiera di San Sabba, in un contesto organizzato insieme al Comune attraverso l’Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo. Due luoghi diversi, ma uniti da una stessa idea di ascolto e riflessione.
La squadra artistica e il richiamo a Dallapiccola
La regia dello spettacolo è affidata a Davide Garattini Raimondi, mentre sul podio ci sarà Mario Ruffini, studioso indicato dal festival come riferimento per l’opera di Dallapiccola. Il progetto nasce da una coproduzione con la Fondazione Accademia Musicale Chigiana di Siena.
Accanto a questo, figurano la collaborazione con il Centro Studi Luigi Dallapiccola e quella con il Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc di Fiume/Rijeka, da cui arriva il coro diretto da Matteo Salvemini. Un impianto produttivo ampio, costruito attorno a un titolo che mantiene una forte attualità.
“Il Prigioniero”, opera tra le più intense del compositore istriano, nasce nel tempo delle persecuzioni legate alla Seconda guerra mondiale. La sua presenza nel cartellone dialoga anche con il cinquantesimo anniversario della morte dell’autore. A questa partitura il festival affianca una creazione contemporanea, “Il Sigillo”, pensata come naturale completamento del percorso scenico e musicale.
Prenotazioni già aperte e accesso regolato per la data in carcere
Il festival ha già attivato le prenotazioni gratuite attraverso i propri canali web e social. Per chi intende partecipare alla serata di Gorizia, però, valgono modalità di accesso specifiche legate all’ingresso nella struttura penitenziaria: per questo la registrazione va effettuata entro il 16 giugno.
Il direttore artistico Gabriele Ribis ha evidenziato come, in questa produzione, lo spazio non venga considerato un semplice contenitore. La relazione tra musica e luogo diventa infatti parte della lettura scenica, sia nel carcere goriziano sia nel complesso della Risiera.
Per informazioni resta disponibile anche l’InfoPoint del festival a Palazzo Strassoldo, a Gorizia, aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, con contatto telefonico e WhatsApp al numero +39 389 0295464.
L’edizione 2026 del Piccolo Opera Festival è sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, dai Comuni coinvolti tra Italia e Slovenia e da partner privati. Nel calendario culturale del territorio, questo doppio appuntamento si segnala come una delle proposte più particolari dell’inizio estate, capace di unire musica, memoria e identità di confine.