Nei piccoli comuni del Friuli cresce la rete per l’auto elettrica: Poste supera le 3.200 colonnine

Il piano legato al Progetto Polis avanza anche nei centri sotto i 15mila abitanti: target nazionale di 5mila stazioni entro il 2026.

26 giugno 2026 04:15
Nei piccoli comuni del Friuli cresce la rete per l’auto elettrica: Poste supera le 3.200 colonnine -
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La mobilità elettrica prova a farsi spazio anche nei centri minori del Friuli, dove la presenza di servizi e infrastrutture resta spesso più limitata rispetto alle aree urbane. In questo quadro si inserisce il programma di Poste Italiane, che a livello nazionale ha oltrepassato quota 3.200 punti di ricarica installati nei comuni di dimensioni più contenute.

Il dato riguarda il percorso avviato con il Progetto Polis, iniziativa che punta a rafforzare il ruolo degli uffici postali nei territori con meno di 15mila abitanti. Per il Friuli, dove il tema dei servizi di prossimità resta centrale soprattutto nelle realtà più periferiche, il piano si intreccia con l’esigenza di mantenere presìdi utili ai residenti e di accompagnare la transizione energetica.

Un traguardo nazionale che interessa anche il territorio friulano

L’obiettivo dichiarato da Poste Italiane è arrivare entro il 2026 a 5mila stazioni di ricarica distribuite in circa 3.500 comuni italiani. Le installazioni vengono collocate sia nelle aree di pertinenza degli uffici postali sia in spazi pubblici, con una presenza che riguarda in modo particolare i centri più piccoli.

La distribuzione delle colonnine già posate mostra un’incidenza del 35% nel Nord, del 20% nel Centro, del 30% nel Sud e del 15% nelle isole. Quelle già collegate alla rete elettrica sono circa 1.500. Una quota che dà la misura di un progetto ancora in sviluppo ma già visibile in molte realtà locali.

Il ruolo degli uffici postali nei comuni sotto i 15mila abitanti

Il piano Polis coinvolge quasi 7mila comuni italiani e prevede la trasformazione di 6.933 uffici postali in punti polifunzionali per i cittadini. L’idea è concentrare nei presìdi di prossimità una parte crescente dei servizi, affiancando alle attività tradizionali anche funzioni legate alla pubblica amministrazione, al digitale e alla sostenibilità.

Per il Friuli, fatto di tanti centri medio-piccoli e aree interne che chiedono collegamenti e servizi accessibili, questo passaggio ha un valore concreto. Le colonnine rappresentano infatti uno degli elementi più tangibili del progetto, perché incidono direttamente sulla possibilità di usare veicoli elettrici anche fuori dai poli maggiori.

Nel perimetro dell’iniziativa rientrano anche altri interventi sugli uffici postali e sui servizi connessi. L’impostazione generale è quella di contrastare il divario tra città e piccoli comuni, offrendo strumenti che in molti casi risultano più facili da trovare nei capoluoghi o nei centri più grandi.

Investimenti, tempi e ricadute attese

Il programma è sostenuto da 800 milioni di euro provenienti dal piano complementare al PNRR, ai quali si aggiungono oltre 400 milioni finanziati direttamente da Poste Italiane. La fase di attuazione copre il periodo 2022-2026, mentre gli effetti operativi vengono stimati su un arco temporale più lungo, fino al 2031.

Secondo le valutazioni diffuse dall’azienda, l’impatto complessivo atteso sull’economia italiana è di 1.061 milioni di euro tra investimenti e anni successivi di funzionamento. Sul versante del lavoro, le stime parlano di 484 milioni di reddito da occupazione e di 18.600 posti creati.

Dentro questo scenario, le stazioni di ricarica sono solo una parte del progetto, ma probabilmente quella più immediata per i cittadini. Nei piccoli comuni friulani il loro sviluppo potrà misurarsi soprattutto sulla capacità di rendere più semplice l’accesso ai servizi e meno distante la scelta della mobilità a basse emissioni.

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